ZigBee

4 minuti di lettura
Produttore: ZigBee Alliance
Disponibilità: n.a.
Categoria: standard per domotica personale
Tipologia: protocollo di trasmissione radio
Difficoltà di implementazione: bassa

ZigBee Logo


ZigBee è sostanzialmente uno dei possibili elementi tecnologici costituenti il sistema nervoso della nostra domotica personale.

In concreto, si tratta di un protocollo radio aperto, standard, tale da consentire le trasmissioni dati tra un elemento centrale (un collettore, diciamo) e uno o più componenti domotici (attuatori, dispositivi, sensori ecc.) presenti nel proprio ambiente. Si differenzia dal Wi-Fi (che, concettualmente, ha un ruolo simile) nel fatto di esser concepito principalmente per uso domotico, facendo del basso consumo elettrico e della buona distanza coperta (fino a 100 metri in campo aperto) i punti di forza.

La velocità di trasmissione invece è molto bassa: circa 20 kbps, ma questo non è un problema: ciò che serve in questo ambito è affidabilità, non tanto una grande capacità trasmissiva (anzi), e in questo ZigBee è uno standard più che adeguato. Esso prevede inoltre l’adozione (automatica) di logiche di rete mesh, pertanto la copertura non si limita solo alla portata radio del nodo centrale ma “all’ombrello” di segnale determinato dalla eventuale presenza di più componenti “Router” (ovvero dei ripetitori: tipicamente, tutti gli accessori ZigBee alimentati a rete, come per esempio le lampadine).

Aqara sensore di vibrazione
un sensore ZigBee.

Parlando di tipologie di dispositivi ZigBee (fonte Wikipedia), abbiamo:

  • ZigBee Coordinator (ZC): è il dispositivo più “intelligente” tra quelli disponibili, costituisce la radice di una rete ZigBee e può operare da ponte tra più reti. Ci può essere un solo “coordinator” in ogni rete. Esso è inoltre in grado di memorizzare informazioni riguardo alla sua rete e può agire come deposito per le chiavi di sicurezza.
  • ZigBee Router (ZR): questi dispositivi agiscono come router intermedi passando i dati da e verso altri dispositivi. Di fatto non vi sono distinzioni hardware tra un ZC e un ZR se non che viene rilasciato al coordinator il ruolo di inizializzare la rete, dopodiché diventano dispositivi identici.
  • ZigBee End Device (ZED): includono solo le funzionalità minime per dialogare con il nodo padre (coordinator o router che sia), non possono trasmettere dati provenienti da altri dispositivi; sono i nodi che richiedono il minor quantitativo di memoria e quindi risultano spesso più economici rispetto ai componenti ZR o ai ZC.

L’introduzione di componenti ZigBee per la propria smart home passa solitamente dai seguenti approcci

1. Soluzioni Brandizzate Si introduce nella propria abitazione una linea prodotti ZigBee composta solitamente da un collettore centrale (detto BRIDGE/Gateway, ovvero il coordinator) e dagli accessori satellite della stessa linea da collegare ad esso.

Il “collettore” centrale parla da una parte con i componenti ZigBee della propria linea e dall’altra con la propria rete LAN (Wi-Fi o Ethernet); il controllo dell’ecosistema si basa interamente sull’app mobile per smartphone/tablet, la quale tipicamente correda la linea prodotti.

Note soluzioni di questo tipo sono:

e molte altre.

PRO: Configurazione molto semplice, risultati di qualità senza bisogno di grosse competenze;
CONTRO: Impossibilità di aggiungere alla propria rete ZigBee componenti di altre linee prodotti (eg. non posso usare un sesore Xiaomi su un HUB della linea Philips HUE). Non solo: anche se acquisto tanti coordinator quante sono le linee di prodotti che mi interessano, non potrò farli interoperare (eg. un sensore Xiaomi Mi non può innescare l’accensione di una luce Philips HUE).

2. Soluzioni Brandizzate integrare a HUB personali Se si utilizza una linea prodotti ZigBee non è detto che tali componenti siano comunque isolati: se il BRIDGE/Gateway (ovvero il coordinator) della linea che uso è integrabile con gli HUB personali, allora posso farli interagire utilizzando il mio HUB personale. Per esempio, l’HUB della Philips e quello della Xioami (alcuni esemplari) possono essere facilmente integrati a Home Assistant. Da quest’ultimo posso, allora, far interagire tutte le componenti.

PRO: Consente di far interagire componenti di una linea prodotti con altri componenti (anche non ZigBee) integrati al proprio HUB personale.
CONTRO: Non è possibile introdurre altri componenti ZigBee non della linea brandizzata in uso, se non introducendo un altro coordinator ad hoc, esso stesso eventualmente integrabile con l’HUB personale in uso.

3. Soluzioni “jolly” Esistono di BRIDGE/Gateway (ovvero il coordinator) cosidetti “jolly”, ovvero non appartenenti ad alcuna linea prodotto. Essi possono virtualmente comunicare con qualsiasi componente ZigBee di qualsiasi linea prodotto. Questi “jolly” sono dati da un binomio: un software in esecuzione su un computer e un’antenna ZigBee.

Alcune esempi sono:

Questi binomi software/antenna vengono tipicamente installati sugli stessi computer o mini-computer sui quali è in esecuzione il proprio HUB personale, il quale poi coordina il tutto (eg. Raspberry Pi).

PRO: Consente di introdurre in domotica (basata su HUB personale) componenti ZigBee di qualunque tipo.
CONTRO: nessuno in particolare. Non per niente è l’approccio più seguito.

4. Soluzioni autonome Si tratta di realizzare un BRIDGE/Gateway (ovvero il coordinator) completamente autonomo, il quale non ha bisogno di un computer per essere eseguito. Un esempio è dato dall’accoppiata NodeMCU/CC2530: questo tipo di componenti funzionano bene, ma anch’essi, comunque, comunicano verso il proprio HUB personale. Il vantaggio rispetto alla soluzione 3 sta nel fatto che questi ricordano più il coordinato di una soluzione brandizzata (soluzione 1), perché totalmente autonomi.

PRO: Consente di introdurre in domotica (basata su HUB personale) componenti ZigBee di qualunque tipo.
CONTRO: prevede una preparazione tecnica più alta rispetto alla soluzione descritta al punto 3.

Il secondo e il terzo approccio sono solitamente quelli che, va da sé, permettono di ottenere i migliori risultati in termini di flessibilità ed scalabilità grazie all’ampio grado di integrazione ottenuto grazie all’adozione di HUB personali, e al contempo non prevedono grandissime conoscenze tecniche per essere implementati.


Alcuni dei tantissimi accessori basati su ZigBee testati da inDomus sono i seguenti:



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