“Compatibile con…”: che significa, davvero, in domotica?

Google Home
FOCUS

Il mondo della domotica è avvolto da una fitta nebbia fatta di nozioni confuse, informazioni parziali, disinformazione, luoghi comuni. Quando poi si parla di compatibilità, la situazione assume toni quasi grotteschi, in parte anche per l’incapacità di Apple, Google e Amazon di fare chiarezza.Questo FOCUS, ovvero “cosa significa compatibile con”, va ad integrare il capitolo relativo agli “strumenti di gestione finale” del nostro percorso di formazione e cerca di dissipare i più classici dubbi in merito a questo tema, la compatibilità.

GOOGLE

La componente software chiamata Google Assistant di Google è dedicata al riconoscimento vocale e alle funzioni di “dialogo naturale” con l’utente. In pratica, si tratta di un’assistente vocale.
Google ha inserito questa componente software in tre ambiti:

  • in alcuni Smart Speaker di terze parti;
  • in un’app per Android e per Apple iOS (iPhone / iPad) chiamata Google Assistant;
  • nella sua linea di Smart Speaker, chiamata Google Home (vari modelli).

Infine, Google ha creato un’app per Android e per Apple iOS (iPhone / iPad) chiamata Google Home (come la propria linea di Smart Speaker), la quale serve a:

  • configurare e gestire le tre tipologie di elementi sopra elencati;
  • censire automaticamente e configurare/controllare qualsiasi componente domotica dichiarata “compatibile Google Home”.

Di conseguenza, qualsiasi componente domotica dichiarata “compatibile Google Home” è controllabile tramite l’applicazione Google Home (per Android e per Apple iOS) e dalle tre tipologie di dispositivi sopraelencati dotati di Google Assistant.

Questo NON significa che Google abbia (per ora) messo a disposizione un ambiente “unico”, omogeneo, dal quale gestire la propria domotica né tantomeno gestire le proprie “automazioni“: l’applicazione Google Home fa sì da collettore, ma si tratta più che altro di un “ponte” verso Google Assistant.Se una componente domotica è invece dichiarata solo compatibile Android (e non “Google Home”), questo significa che il produttore ha sì messo a disposizione un’app per Android per configurarla e controllarla, ma tale componente domotica NON è riconosciuta dall’applicazione Google Home, quindi men che meno dagli Smart Speaker di cui sopra.Una componente domotica compatibile “Android” si riconosce da questo logo:Scarica da Google Play Una componente domotica compatibile “Google Home” si riconosce da quest’altro logo:Works with Google Home

APPLE

In ambito Apple la situazione è solo lievemente diversa.
Apple ha creato Siri, l’equivalenza di Google Assistant, è l’ha inserita:

  • all’interno dei propri dispositivi iOS (iPhone, iPad) e, di recente, sui propri computer Mac
  • all’interno di un proprio Smart Speaker chiamato HomePod

Ha poi creato un’app (disponibile solo su iPhone, iPad e di recente su macOS) chiamata “Casa“, la quale dialoga con Siri e che serve a:

  • censire, configurare e controllare le componenti domotiche compatibili “Apple HomeKit“.

Di conseguenza, qualsiasi componente domotica dichiarata “compatibile Apple HomeKit” è controllabile dall’applicazione “Casa” di Apple dall’assistente vocale Siri presente su iPhone/iPad/Mac/HomePod.

Le differenze con Google sono due, una positiva e una negativa.
Quella positiva sta nel fatto che l’applicazione “Casa” – a differenza dell’applicazione “Google Home” – è una vera e propria centrale automazione, il che significa che ogni elemento domotico al suo interno è controllabile a tutto tondo e, sopratutto, automatizzabile in relazione agli altri. In sostanza, più componenti domotiche di produttori diversi possono esser messe (se compatibili Apple HomeKit) in relazione funzionale una con l’altra (eg. se un sensore del produttore X rileva qualcosa, l’attuatore del produttore Y può fare qualcos’altro, ecc.).
Questo non è per il momento fattibile in ambito Google (ecco perché insistiamo tanto sugli HUB personali).
La differenza negativa sta nel fatto che l’applicazione “Casa” e l’assistente “Siri” (a differenza di “Google Home” e “Google Assistant”), sono disponibili SOLO per il mondo Apple.Concludendo, se una componente domotica è dichiarata solo compatibile Apple iOS (e non “Apple HomeKit”), questo significa che il produttore ha sì messo a disposizione un’app per iPhone/iPad per configurarla e controllarla, ma tale componente domotica NON è riconosciuta dall’applicazione “Casa” quindi men che meno da Siri – con tutto quello che comporta rispetto a quanto sin qui detto.Una componente domotica compatibile “Apple iOS” si riconosce da questo logo:Scarica su Apple Store Una componente domotica compatibile “Apple HomeKit” si riconosce da quest’altro logo:Works With Apple HomeKit

AMAZON

Amazon è quella più semplice da descrivere, complice anche il fatto di non avere propri sistemi operativi per computer o smartphone/tablet in circolazione. Ha creato un proprio software per l’assistenza vocale, è l’ha chiamato Amazon Alexa. L’ha poi incluso:

  • nei propri Smart Speaker, chiamati Amazon Echo;
  • in Smart Speaker di produttori terzi.

Entrambe le tipologie si controllano tramite un’app (per Android e Apple iOS) chiamata, appunto Amazon Alexa, dalla quale si controllano sia gli Smart Speaker sia tutte le componenti domotiche semplicemente dichiarate “compatibili Amazon Alexa“.Come per Google, però, l’applicazione Amazon Alexa NON offre funzionalità di automazione né coordinamento, pertanto rimane valido il discorso fatto sopra in merito alla necessità – tattica – di implementare un proprio HUB personale.Una componente domotica compatibile “Amazon Alexa” si riconosce da questo logo:Works with Amazon Alexa


Speriamo, con questo FOCUS, di aver fatto maggiore luce sulla situazione attuale rispetto alla domotica consumer. Resta valido l’invito di leggere con attenzione le nozioni di base dedicate ai neofiti.Domande? Parliamone sul forum. O su Facebook. O sulla chat.
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