Perché “domotizzare” casa?

NIENTE PAURA

Adottare la domotica è, nel pensiero dei più, qualcosa di difficile, dispendioso in termini di soldi e tempo, utile sì ma fino a un certo punto, insomma qualcosa di cui è interessante leggere sui giornali o ascoltare per radio, ma che “un domani lo farò – forse”.

La cosa più complessa da combattere è proprio questa: la resistenza al cambiamento.

Domotizzare” significa trasformare la propria casa da realtà inanimata in qualcosa di vivo, non per il gusto di trasformarsi in moderni Frankenstein ma, banalmente, per innalzare la qualità della propria vita sia in termini di funzionalità, sia in termini di risparmio energetico, il tutto ben oltre il limite della propria fantasia o del sentito dire. Questo sito ne è la riprova.

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La domotica però spaventa, e non poco. Uno dei luoghi comuni più noti in domotica è infatti quello legato al “dover cambiare tutto” in casa: elettrodomestici, luci, impianti di gestione del clima, d’allarme, senza contare poi l’introduzione degli strumenti di controllo, “centraline”, “dispositivi”, robe così.

Domotizzare, per come la vediamo noi di inDomus – non vogliatecene per l’arroganza, ma abbiamo ragione – significa introdurre (con facilità e spesa molto limitata) alcune componenti elementari capaci, nonostante la loro semplicità, di fornire molteplici funzioni domotiche, cominciando quindi a risvegliare la casa dall’immobilismo che gli è proprio per portala a trasformarsi gradualmente in qualcosa di “vivo”.

Fulcro di questo approccio, nonché punto di partenza, è l’HUB personale. Non ci stancheremo mai di ripeterlo in tutte le salse: laprima cosa da fare è dotarsi di una piattaforma unica e comune per tutte le componenti, agnostica rispetto alle tecnologie e ai produttori la quale – gradualmente – andrà ad accogliere le componenti della nostra realtà domestica. Abbiamo dedicato fiumi di parole agli HUB personali: per chi senta questo nome per la prima volta il consiglio è di leggere (brevemente ma con attenzione) la guida ad essi dedicata.

Termostato NEST

Introdotto l’HUB, il passo seguente è certamente quello di cominciare a sperimentare. Ovviamente anche per i più avezzi alla tecnologia il consiglio è quello di non partire da grandi progetti (“vorrei far sì che casa si scaldasse automaticamente appena la mia domotica percepisce che ho lasciato il lavoro“) ma ma cose piccole, come controllare una lampada tradizionale tramite un attuatore.

Rispetto alla paura legata alla sostituzione di mezza casa per renderla domotica, beh: è una favola, uno dei più grossi luoghi comuni legati alla domotica. Come abbiamo spiegato ampiamente anche in questo articolo, è possibile – con tecniche diversissime e creative, per lo più economiche – trasformare qualcosa che non sarebbe domotico in qualcosa che lo sia pienamente, rendendo moderni impianti tradizionali, massimizzando il valore di un oggetto che, altrimenti, andrebbe sostituito.

La domotica porta valore alla propria casa, alla propria qualità della vita, permette di risparmiare, di perdere tempo, di preoccuparsi.

Non sono né soldi né tempo buttati: sarà uno degli investimenti più intelligenti che avrete mai fatto.

Interno giorno 6


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