Cari produttori, quel che vogliamo è compatibilità

FOCUS

Abbiamo parlato in più occasioni di “compatibilità” in ambito domotico. Lo abbiamo fatto spesso e volentieri attraverso il podcast, nelle pagine dedicate al nostro percorso di formazione per i principianti, sulla chat, sul forum.
Ovunque, su inDomus.it.

Google Home e Google Home MiniIl perché di questa fissazione si spiega con la volontà di questa community di fornire all’utente la consapevolezza necessaria nel dotarsi di una domotica sì funzionale, ma soprattutto scalabile, espandibile, integrabile, la quale non invecchi con l’ambiente in cui è calata ma semmai si evolva con esso, rendendo la spesa effettuata nel tempo un investimento a guadagnare e non uno a perdere.

Di certo la compatibilità non passa solo da quella garantita verso questo o quell’ambiente/servizio/funzionalità (Apple HomeKit? Google Home? IFTTT?), ma anche e soprattutto da quella verso gli HUB personali come Home Assistant, openHAB, Domoticz, Homebridge. A quanto pare, però, da quest’orecchio i produttori di componenti e soluzioni paiono non sentirci o, più probabilmente, sembrano non essere interessati e/o informati, inconsapevoli del fatto che unitamente al crescente interesse verso la domotica esiste una crescente consapevolezza – di cui inDomus si fa portabandiera – sul reale valore di un componente domotico in termini di integrabilità rispetto a ciò che già di possiede.Gigaset Elements Water

Prendiamo un sensore. Banalmente: uno termico. Potrà anche essere il sensore migliore del mondo, accuratissimo, preciso al centesimo di grado, ma sarà del tutto inutile in domotica se poi, oltre a consultarlo (magari con la “sua applicazione mobile propietaria”) non potrò per esempio accendere/spegnere un ventilatore – domotizzato magari tramite un attuatore di un altro produttore – in base a delle soglie termiche.

Ma se quel sensore e quell’attuatore i due diversi produttori li rendono compatibili per esempio con Home Assistant – per giunta dichiarandolo nelle specifiche tecniche! – allora io sarò ben disposto all’acquisto, perché dotandomi a monte di un HUB personale come, appunto, Home Assistant, avrò a disposizione elementi diversi i quali potranno “parlare” tutti un’unica lingua in un unico ambiente, permettendomi letteralmente di fare, della mia domotica, ciò che voglio.

tado° termostatoEcco perché, cari produttori, “quel che vogliamo è compatibilità”: certo, è utile che ci forniate tale caratteristica verso i più comuni ambienti e servizi, ma è ora che cominciate ad aprire gli occhi e decidiate di fornire alla community Open Source ad esempio API pubbliche per i vostri dispositivi, li “apriate” alla customizzazione (imparate da ITEAD!), li rendiate dichiaratamente compatibili con gli HUB personali più diffusi, insomma ci evitiate di entrare in lock-in nei vostri confronti, perché non è certo così che ci fidelizzerete.

Lo farete, semmai, dando valore ai nostri acquisti e anche alle vostre soluzioni, il quale diverrà certamente maggiore di quello che già vi riconosciamo.


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