Domotizzare il non-domotico

L’UOVO DI COLOMBO

Uno dei più grossi scogli rispetto all’adozione della domotica è l’idea (corretta) di dover sostituire elettrodomestici/dispositivi con modelli più recenti i quali supportino, di fabbrica, questa tecnologia.

Questo è stato anche il problema di chi scrive.

Condizionatore top di gamma – ma non domotico – installato nell’estate 2016.
Vorrei controllarlo domoticamente.
La domanda è retorica: è il caso di sostituirlo per acquistarne uno domotico?
Ovviamente – a meno che non siate Rockfeller (in caso, donate per sostenerci) – NO.

Ma la soluzione c’era e c’è.
È stato sufficiente farsi la domanda corretta, ovvero “Come controllo, normalmente, il condizionatore?”Philips Hue Ambiente
Risposta: “Col telecomando”.

Ulteriore domanda: “Cos’è un telecomando?”Un banale emettitore di raggi infrarossi. Ecco cos’è.

Allora il cervello si mette in moto in cerca di una soluzione.
Se il mio condizionatore reagisce agnosticamente a un impulso a infrarossi; se esiste in commercio un emettitore di raggi infrarossi controllabile tramite wifi; se per tale emettitore esiste un componente – plugin – addon per il mio HUB personale domotico in grado di pilotarlo…

…allora posso controllare domoticamente il mio condizionatore.

Ed è esattamente ciò che chi vi scrive ha fatto: ha comprato un emettitore di raggi infrarossi della Broadlink, ha installato il plugin per il proprio HUB (Homebridge, in questo caso specifico), ha configurato l’accessorio “condizionatore” sulla propria domotica ed ecco fatto che un condizionatore non domotico è stato domotizzato nel – pieno – delle – sue – funzionalità.


Un altro esempio lampante è quello della domotizzazione di un telecomando radio rolling-code: molti dispositivi (sopratutto allarmi, cancelli ecc.) utilizzano questa tecnologia per essere intrinsecamente più sicuri, ma non offrono, spesso, alternative domotiche. Con la tecnica espressa nell’articolo si può facilmente ottenere il risultato di domotizzare ciò che non lo sarebbe.

Molti sono gli scenari di questo tipo. Basta informarsi, capire determinati concetti base e attuarli.

QUESTIONE DI APPROCCIO

L’approccio fa tutta la differenza. Una TV, un decoder satellitare, un amplificatore (e chi più ne ha più ne metta) potranno anche non essere domotici, ma possono essere controllati (e quindi domotizzati) come sopra spiegato, tramite raggi infrarossi.
Ma l’infrarosso non è la sola strada. Si possono domotizzare molti oggetti domestici tradizionali utilizzando tecniche miste, per esempio usando i prodotti della linea Sonoff (opportunamente modificati), oppure utilizzando radiofrequenze o altri escamotage.

La domanda quindi da porsi (e da porre alla comunità online) è sempre la stessa: “come controllo, oggi, il mio dispositivo?
Di conseguenza, la risposta scaturisce nella seconda domanda: “bene, come simulo l’attuale controllo tramite gli strumenti domotici a mia disposizione rispetto all’HUB che ho implementato?“.

Nella risposta c’è l’uovo di Colombo, ovvero riuscire a domotizzare ciò che non sarebbe domotico.

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