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⭐️ Recensione: Athom “Homey Pro”, l’HUB personale che rende la domotica davvero per tutti

⭐️ Recensione: Athom “Homey Pro”, l’HUB personale che rende la domotica davvero per tutti

Produttore: Athom
Categoria: HUB Personale
Tipologia: HUB Personale Hardware
Tecnologia: TCP/IP via Wi-Fi e Ethernet / ZigBee 3.0 / Z-Wave Plus / Thread / Matter / Infrarosso / Radiofrequenza / Bluetooth Low Energy 5.0
Difficoltà d’installazione: Bassa
Semplicità d’uso: Medio/Alta
Disponibilità: Amazon
Revisione recensione: 1.2

Homey Pro - Famiglia

Homey Pro (versione 2023) è una succosa soluzione – un vero e proprio ecosistema – la cui disponibilità attendevamo da mesi di poterla testare e recensire, nel dettaglio, a favore di tutti coloro che cerchino una valida alternativa agli HUB personali software – i quali, per quanto certamente iper-versatili, per alcuni possano risultare complessi sia nella configurazione, nella gestione e nell’uso quotidiano.

Homey non è certo una novità per inDomus: proprio all’inizio del nostro percorso divulgativo, fu una delle soluzioni HUB più interessanti che recensimmo. Vediamo questa versione 2023 quali novità porti, come funzioni e a chi sia rivolta.

Coltellino svizzero

Homey Pro 2023 è un HUB personale hardware completamente auto-sufficiente (è in grado di lavorare anche senza connessione Internet) il quale sostanzialmente contiene in sé tutti gli standard wireless e di protocollo dedicati alla smart home ad oggi disponibili.

Homey Pro agisce come una vera a propria “piattaforma” hardware sulla quale diversi componenti software, detti “app”, lavorano in concerto per consentire all’utente di integrare diverse componenti domotiche basate su diverse tecnologie e prodotte da tanti, diversi produttori. Questo consente all’utente di gestire da un unico ponte di comando tutto ciò che, in casa, sia “smart” (e non, come vedremo), sia in termini di consultazione e comando diretto (leggere lo stato dei sensori, comandare gli attuatori eccetera) così come definire automazioni, in piena logica HUB.

Gli HUB personali sono precisamente questo: delle realtà operative che consentono di “astrarre” servizi e componenti domotiche in essi integrati: una luce è genericamente “una luce”, che fisicamente essa sia una lampadina intelligente ZigBee, un interruttore intelligente collegato a una plafoniera o persino un gruppo di più punti luce raggruppati assieme.

Homey Pro è quindi un vero e proprio HUB personale “chiavi in mano” che solleva l’utente dal talvolta gravoso impegno di implementare soluzioni software (come per esempio Home Assistant e openHAB) il quale a livello hardware offre tutto quanto possibile serva all’utente, un vero e proprio coltellino svizzero per la propria smart home.

Caratteristiche

Homey Pro appare esteticamente molto simile al fratello minore, Homey Bridge, il quale risulta molto similare anche nelle funzionalità, ma con alcune differenze sostanzali che vederemo in un paragrafo apposito.

Homey Pro appare come un cilindro nero, molto semplice e minimale, dal diametro di circa dodici centimetri e un’altezza di circa quattro; presenta un’unica porta USB-C per l’alimentazione, un LED RGW circolare sulla base (in grado di fornire comunicazioni visive nonché animazioni) e… basta. Si tratta di un dispositivo concepito per essere – all’apparenza – assolutamente minimale.

Al suo interno, invece, Homey Pro è un vero concentrato di tecnologia: è de facto il più completo ed evoluto dei componenti di questo tipo presenti sul panorama. Prevede infatti supporto per gli standard:

Oltre a questi standard hardware, supporta anche i sovra standard Apple HomeKit e il lanciatissimo Matter (sia over-Wi-Fi che over-Thread, proprio grazie all’antenna Thread di cui sopra). Rispetto alla versione 2019, Homey Pro ha potenziato di molto la capacità trasmissiva degli standard comuni ad entrambi: di 1,5 volte per ZigBee, radiofrequenza e Z-Wave, e ben di 4 volte per gli infrarossi.

Homey Pro 2023 - Hardware

Homey Pro versione 2023 è basato su un’architettura a basso consumo Quad Core ARMv8 (3,5 volte più veloce della versione 2019), monta 2GB di RAM e 8GB di storage interno che, come vedremo, è utile (e più che sufficiente) a ospitare le app di integrazione, le automazioni e tutte le altre configurazioni.

Homey Pro può lavorare in concerto anche con uno o più Homey Bridge eventualmente presenti in casa, i quali diventano ulteriori frecce all’arco dell’HUB centrale (eg. per inviare infrarossi in stanza nelle quali il Pro non arrivi, o per estendere le reti mesh ZigBee e Z-Wave). Tale modalità è chiamata “satellite”.

Utenti base vs utenti pro

Ma a chi è destinato Homey Pro?

Con questa versione, Athom ha deciso di realizzare una soluzione che cada a pennello sull’esigenza di qualsiasi utente, esso sia un novellino della smart home come il più scafato degli smanettoni.

Sì, perchè se l’utente base può, in pochi minuti, integrare le proprie componenti, gestirle e automatizzarle tramite l’app Homey (per iOS e Android), le grosse novità rivolte agli utenti più smaliziati si chiamano Advanced Flow, HomeyScript e accesso SSH.

La prima funzionalità, Advanced Flow, è un sistema che ricorda molto da vicino il celebrato Node RED ed è utile a realizzare delle automazioni estremamante complesse ed evolute; HomeyScript invece è vero e proprio motore JavaScript che consente – sempre tramite Advanced Flow – di realizzare delle piccole applicazioni da sfruttare nella propria domotica. Il tutto è completato dall’accesso SSH all’host, il che consente all’utente di lavorare a basso livello sul sistema operativo di Homey Pro.

Funzioni comuni

Al di là dei sopracitati aspetti evoluti, Homey Pro offre un set di funzionalità trasversali utilissime a chiunque vada, progressivamente, a rendere intelligente la propria casa. Il bello degli HUB personali, lo ricordiamo, sta proprio nella modularità che, nel tempo, garantisce all’utente di evolvere diversi comparti e funzioni dell’abitazione senza obbligarlo a “fare tutto e subito”: un po’ per volta la propria casa diventa intelligente, e l’HUB personale gli va dietro nel supportare tale processo di evoluzione.

La prima funzione da citare, cruciale, è quella che consente di supportare l’integrazione delle più disparate componenti.

Ipotizziamo di avere vari componenti ZigBee delle linee LUMI Aqara e ITEAD Sonoff Smart Home: l’unica cosa che dovrà fare l’utente è appurare l’esistenza di un’app di integrazione presso il catalogo Homey (gratuito) per ciascuna delle due linee prodotti, installarle sul Homey Pro e provvedere poi alla rapida integrazione e configurazione dei componenti. Tutto qui: il catalogo – popolato dalla stessa Athom e dagli sviluppi della community open source – è ampissimo e in continua evoluzione, così da poter intergrare davvero una impressionante quantità di componenti (e servizi) basati su diverse tecnologie.

Homey - Flows

Prima abbiamo citato delle generiche “lampadine ZigBee” , le quali per esempio potrebbero essere le arcinote Philips HUE, una delle famiglie di device per illuminotecnica più diffuse al mondo. Basate per lo più su standard ZigBee, l’adozione di tali device (lampadine, strisce LED e molto altro) prevede necessariamente l’acquisto del relativo BRIDGE/Gateway di linea prodotto, ovvero questo dispositivo (o altri modelli seguenti). Dato però che Homey Pro include, tra le varie, anche un’antenna ZigBee, la sua adozione permette di integrare tutti i componenti Philips HUE senza il bisogno di acquistare il relativo BRIDGE/Gateway; dato poi che anche altri prodotti sono basati sullo standard ZigBee (per esempio l’arcinota e apprezzatissima linea LUMI “Aqara Smart Home Automation”) e anch’essi sono supportati via Homey Pro e relativa app di integrazione, anch’essi possono essere coordinati “sotto lo stesso tetto” presso l’ecosistema Homey, senza bisogno di acquistare l’altrimenti necessario BRIDGE/Gateway di LUMI Aqara. E così via per altre migliaia di componenti disponbili sul mercato.

Esiste poi la possibilità di effettuare integrazioni in modo diretto, senza app specifiche: è il caso, per esempio, di infrarossi e radiofrequenza. Homey Pro infatti permette di acquisire e registrare (e quindi riprodurre) codici da telecomandi/radiocomandi basati su queste tecnologie: se per esempio possiedo un climatizzatore non-smart, altro non devo fare che “insegnare” a Homey Pro i codici infrarossi del suo telecomando, il che mi permetterà di comandarlo tramite la mia domotica proprio come se esso fosse intelligente.

Home Pro vs Bridge

Homey Bridge appare esteticamente molto similare a Homey Pro, ma le differenze sono molte e non solo “sotto il cofano”, ma anche in termini funzionali.

Sono device simili ma non uguali: innanzitutto Homey Pro supporta Thread e Matter, mentre Homey Bridge no; Homey Pro supporta il funzionamento 100% in locale, senza necessità di connessione Internet (naturalmente eventuali integrazioni basate su Cloud non funzionano senza connessione, ma questo vale per qualsiasi HUB), mentre Homey Bridge no, e altre differenze ad appannaggio del Pro, come la disponibilità di utilizzare app di integrazione realizzate dalla community Homey, i sopracitati HomeyScript e altri piccoli dettagli.

Ma è proprio il modello di funzionamento ad essere radicalmente diverso. Homey Pro è a tutti gli effetti un HUB personale autosufficiente e completo di tutto quanto sopracitato, senza costi aggiuntivi: si acquista e da subito si usa senza limitazioni.

Homey Bridge prevede un funzionamento 100% connesso al cloud e sopratutto prevede un abbonamento mensile per la gestione delle automazioni, l’erogazione dei sinottici relativi ai consumi di energia, l’integrazione verso gli assistenti vocali come Google Assistant e Amazon Alexa, le statistiche ed altro. Non a caso, Homey Brige è una soluzione estremamente più economica, ma anche più limitata (e comunque “viziata” dalla necessità di un abbonamento mensile).

Homey - Comparazione Bridge vs Pro

Homey Pro, invece, è l’all-in-one che, una volta implementato, accompagnerà la propria smart home con tutte le funzionalita previste da quest’ampissimo ecosistema. Non a caso costa molto di più, però non presenta costi aggiuntivi ed è un sistema completo, chiavi in mano, virtualmente eterno.

N.b. Come spiegato in precedenteza, Homey Bridge può essere acquistato per essere utilizzato in estensione a Homey Pro (per estendere le reti ZigBee e Z-Wave ma anche per l’invio di radiofrequenze e infrarossi). Si tratta della modalità “satallite” di cui abbiamo parlato a inizio recensione.

Installazione

L’installazione è piuttosto semplice, ma anche sufficientemente completa da fornire, da subito, la percezione di un oggetto e relativo ecosistema particolarmente attento ai dettagli.

L’app mobile Homey (per Android e iOS) consente, in pochi e semplici passi, di rilevare la presenza di Homey Pro, fornirgli accesso alla rete Wi-Fi (oppure Ethernet, in presenza dell’adattatore), aggiornarlo qualora online siano presenti aggiornamenti e, infine, “configurare” la propria casa in termini di conformazione, presenza di più piani, stanze e quant’altro.

Al termine dell’installazione, Homey è sostanzialmente pronto per fungere da cardine per la propria domotica, centro stella per qualsiasi componente, servizio e funzione integrabile che sia in grado di accogliere.

Ecosistema

L’app Homey è disponibile per vari ambienti: per Google Android, Apple iOS e Mac, nonché una completa e pratica Web App. Esiste anche un mini-site per l’aggiornamento via cavo USB e il ripristino in caso di problemi.

Tale app rappresente l’interfaccia prediletta per l’amministrazione (e la consultazione) di tutta la propria domotica basata su Homey. L’ecosistema è ampissimo e in continua espansione, il che consente di integrare una quantità di dispositivi e servizi davvero esemplare e, cosa fondamentale, in continua espansione. Quello che va notato è la disponibiltà (assente, col solo Homey Bridge) di installare anche le app di integrazione della community Homey e non solo quelle “ufficiali” fornite dalla stessa casa produttrice di Homey.

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Integrare un componente

La prima cosa che, per istinto, viene da fare non appena effettuata la prima configurazione di cui sopra è quella di integrare un primo componente sulla piattaforma

L’approccio può essere duplice: sfruttare l’auto-discovery o “puntare alla meta” già conoscendo cosa si voglia integrare. Sì, perché all’atto dell’integrazione di un device, Homey Pro effettua uno scan della rete per verificare se sia in grado o meno di individuare componenti noti (auto-discovery). Talvolta questo è più che sufficiente; altre, invece, necessitano di indicare a Homey quale sia l’app di integrazione da usare, lo standard in uso e il componente da integrare.

Poniamo di voler integrare un punto luce, diciamo una Nanoleaf Canvas basata su Wi-Fi. Dato che l’integrazione è relativa al brand Nanoleaf, basterà cercare sul catalogo online, installare su Homey Pro la relativa app di integrazione (basta cliccare su “Installa”, una volta autenticati) e poi spostarsi sull’app Homey.

A questo punto basterà seguire il percorso guidato che consente, per quello specifico device, di provvedere all’integrazione.

Al termine della configurazione la luce sarà stata integrata all’HUB, il quale potrà ora controllarne accensione, spegnimento, colori, intensità luminosa e tutto quel che essa preveda:

Al di là dei “classici” controlli, qualcosa che i più attenti avranno notato è, sulla destra, la rilevazione della potenza istantantea assorbita dal punto luce, apparentemente un’informazione “niente di che”.

Ma… Nanoleaf Canvas non dispone, nel set delle informazioni, integrabili, la lettura della potenza istantanea né dell’energia consumata! Com’è possibile?

Bene: Homey Pro fornisce out-of-the-box una funzionalità davvero molto interessante che francamente ancora oggi non abbiamo riscontrato in altre realtà operative: la stima degli assorbimenti istantanei. Sembra piccola cosa, ma non è così: dotato di capacità di analisi predittiva, Homey e le sue app di integrazione riescono a fornire l’assorbimento stimato (laddove non disponibile in modo puntuale, ovviamente) di tutte le componenti alimentate a rete elettrica.

Questo si traduce in un vantaggio enorme in termini di consuntivazione dei consumi.

Energia!

Annunciato da Athom già qualche tempo fa per la versione precedente dell suo HUB, “Homey Energy” è per l’appunto il servizio integrato in Homey che consente sostanzialmente di:

  • stimare la potenza istantanea assorbita da device non forniti di sensori di potenza;
  • censire la potenza istantanea, laddove dornita dai device;
  • consuntivare l’energia (i consumi nel tempo) di tutta la casa, delle singole stanze/piani e dei singoli device;
  • consuntivare l’energia eventualmente prodotta da fonti esterne (eg. pannelli solari plug and play o altri);
  • gestire le batterie: gestione completa e monitoraggio (e segnalazione) di eventuali esaurimenti segnalati da componenti a batteria (eg. sensori di sicurezza, ambientali eccetera).

Il quadro complessivo è molto interessante: al pari di altri HUB personali, Homey Pro permette un’analisi puntuale dei consumi, col grosso vantaggio di averli sotto controllo tutti, anche quelli che, in sé, non sarebbero misurati/misurabili.

Questo consente non solo un’analisi nel tempo degli assorbimenti e dei consumi elettrici, ma anche della definizione di automazioni (i “Flow”, ma anche i cosiddetti “Advanced Flow” di cui sopra) atte, per esempio, al distacco selettivo (preventivo) in caso di assorbimenti troppo elevati per evitare i distacci automatici da contatore, e molto altro. Le analisi possono essere attuate sia dal pannello riepilogativo sinottico “Energia“, sia tramite la dashboard configurabile “Insigh” (una vera dashboard statistica), presso la quale configurare i propri report personalizzati.

Homey Pro 2023 - Insight - Energia
un’analisi energetica presso “Insight”.

Automazioni

Importantissime, ovviamente, sono le automazioni dette “Flow”, le quali rappresentano uno degli aspetti qualificanti un HUB personale: la possibilità concreta di far funzionare diverse componenti in concerto, indipendentemente dalla loro tecnologia e dal loro produttore – cosa preclusa, invece, a tutti coloro che si affidino agli ecosistemi “chiusi” dei singoli produttori.

“Flow” è il motore – in esecuzione localmente all’HUB Homey Pro – di automazione dell’ecosistema Homey. Ipotizziamo di voler definire un’automazione che, alla rilevazione di movimento di un sensore basato sull’iper-diffuso standard ZigBee appartenente alla linea LUMI Aqara, accenda la luce integrata precedentemente. Dato che l’integrazione di quest’ultimo è relativa al brand Aqara, basterà cercare sul catalogo online, installare su Homey Pro la relativa app di integrazione e poi spostarsi sull’app Homey per provvedere all’integrazione del sensore.

Prima si provvede all’integrazione del sensore:

Dopodiché, col sensore integrato e disponibile su Homey Pro, si provvede a definire l’automazione, semplicissima:

In pochi, semplicissimi passi, abbiamo realizzato un’automazione pratica e funzionante (elementare ed esemplificativa). Naturalmente i campi, le variabili, le possibilità sono moltissime: il tema automazione sugli HUB, per chi ne avesse solo limitata conoscienza, l’abbiamo trattatao qui e, per lo più, il suo limite sta nella fantasia dell’utente. Ogni dispositivo e servizio integrati a Homey Pro, infatti, può essere utilizzato in automazione come trigger, condizione e azione. Ancora una volta: il limite è la fantasia.

Un rapido ma importante riferimento va fatto anche al cosiddetto motore evoluto “Advanced Flow” il quale, tramite app desktop o web (no mobile, per evidenti motivi di ampiezza dello schermo) consente di definire delle automazioni estremamente più articolate e complesse, come già detto in logica similare a Node-RED, utilizzando non solo le caratteristiche proprie di ogni componente e servizio integrato a Homey Pro, ma anche logiche booleane, processi di attesa, variabili calcolate, gestione degli stati, nonché veri e propri script Javascript (detti “HomeyScript”). Insomma: un margine di manovra davvero ampissimo.

Homey Pro 2023 - Advanced Flow
con Advanced Flow le automazioni prendono vita.

Problemi

Homey Pro è esente da problemi?

Ovviamente, no. Come qualsiasi HUB personale per smart home, tale ecosistema sottostà alla miriade di interazioni e dettami tecnici – variabili nel tempo – che questo contesto prevede. Alcune app di integrazione possono essere incomplete, possono avere problemi ieri, oggi e domani. Quello che oggi non funziona può farlo domani; quello che oggi funziona può smettere di farlo.

Tutto questo è naturale. Se si ambisce un ambiente problem-free, è impensabile adottare un qualsiasi HUB personale, che sia Homey Pro o altro: solo dalle “linee prodotto” verticali dei vari brand ci si può e ci si deve aspettare – spesso comunque trovandosi delusi – di non aver alcun problema. Se acquisto solo prodotti di una linea, gestiti dal proprio ecosistema “chiuso”, allora posso aspettarmi di non riscontrare, mai, anomali – ma, come detto anche questo è pura chimera.

Esistono poi dei workaround. Per esempio, alla redazione della presente recensione la componente di integrazione Shelly (ufficiale per Homey Pro) non permette di integrare tutti i componenti di tale linea, ma solo alcuni. È naturale pensare che nel tempo verrà adeguata; nel frattempo, essendo gli Shelly dotati di supporto MQTT, essi possono essere controllati tramite tale integrazione.

E così via.

Altro

Citare tutti gli aspetti legati a Homey Pro è davvero complicato, perché trattasi davvero di una soluzione ENORME. Il salto, rispetto al modello 2019, è quantico: le funzioni aggiunte e migliorate sono innumerevoli e non solo legate a un più ampio set di tecnologie hardware. L’esperienza fatta con questo ecosistema è entusiasmante: persino da innamorati come siamo di soluzioni come Home Assistant, dobbiamo ammettere che Homey Pro è davvero la soluzione alternativa facile ma completa a tali realtà.

Tra le tante funzionalità sin qui non approfondite, citiamo:

  • la possibilità di integrare smart speaker come Amazon Echo (Alexa) e Google Nest (Assistant) su Homey Pro per controllare la propria domotica tramite comandi vocali;
  • insight: la possibilità di graficare praticamente qualsiasi voce relativa ai componenti integrati per analizzare gli andamenti storici;
  • privacy: Homey Pro non raccoglie dati personali, in quanto tutto vive al suo interno (e solo al suo interno);
  • condivisione: più account possono essere collegati al proprio Homey Pro, creando quindi il gruppo di inquilini (con ruoli diversi persona per persona);
  • gestione GPS: utilizzando l’app Homey su smartphone, gli inquilini possono geolocalizzarsi su Homey Pro (e quindi è possibile attivare automazioni – flow o Advanced Flow – in base alla posizione in casa/fuori casa);
  • possibilità di attivare backup automatici su cloud;
  • la possibilità di configurare il port forwarding verso Homey Pro, così da bypassare il cloud del produttore;
  • sono disponibili widget per Android e iOS;
  • possibilità di utilizzare, via app, comuni tablet posti a muro come interfaccie domestiche;
  • è possibile controllare la domotica anche con Apple HomeKit, Siri, HomePod e Apple Watch;
  • piena compatibilità con lo standard Matter (funge da router di confine, sia Wi-Fi che Thread);

sicuramente dimentichiamo qualcosa ma, credeteci, testare e recensire questo HUB è stato davvero sfidante. Lo ripetiamo: enorme.

Homey Pro 2023 - Package

Valutazione

Semplicità di configurazione
Standard trasmissivi supportati
Grado di integrabilità
Flessibilità
Interfaccia
Prezzo
Media
N.b. Le recensioni di inDomus sono totalmente indipendenti e non sponsorizzate. Se mai questo cambiasse, verrà segnalato chiaramente sulle pagine di recensione.
Già Homey in versione 2019 ci era piaciuto, tant’è che lo avevamo suggerito tra le possibili alternative agli HUB personali software, sebbene al tempo si trattasse di una soluzione certamente ampliabile e migliorabile, forse persino troppo avanti per i tempi.

Con Homey Pro, Athom ha però raggiunto quella visione iniziale che l’azienda ebbe a suo tempo e, col tempo, ha finalmente raggiunto. Si tratta di un HUB personale completo, semplice ma al contempo altamente versatile e configurabile, il quale ora – senza più bisogno di connessione al cloud – permette davvero all’utente di realizzare in proprio quel “pannello di controllo” sotto quale far convivere, sotto lo stesso tetto, virtualmente qualsiasi componente domotica, passata, presente e futura. Sì, perché l’ampissimo set di tecnologie hardware di cui è dotato lo rende unico tra gli HUB personali hardware, certamente a prova di futuro: ad oggi, Homey Pro supporta sostanzialmente qualsiasi standard in uso in giro per il mondo, incluso il recentissimo (proiettato nel futuro) Matter.

Homey Pro 2023 - BoAA completare un quadro già di per sé roseo, sono le tante funzioni solo all’apparenza secondarie, ma in realtà cardinali: in primis Advanced Flow, un motore di design di automazioni in stile Node-RED davvero notevole, il quale consente un margine di manovra spaventoso, senza citare poi tutto l’importantissimo comparto “Energia”, con i suoi sinottici riepilogativi ma sopratutto i censimenti di assorbimento e consumo di ogni singolo componente integrato, inclusi quelli che nativamente non lo prevederebbero grazie alle stime automatiche, funzione davvero gradita e utilissima.

Abbiamo già usato la parola “enorme” e la ribadiamo: Homey Pro è così, una soluzione davvero notevole che si pone, a nostro giudizio, come unico avversario alle soluzioni software di cui, su inDomus, parliamo ogni giorno. Quel che è certo che, da oggi in poi, parleremo molto anche di Homey Pro e di come sfruttarlo al meglio per la nostra smart home.

AWARD.

Disponibilità: Amazon

Pros
  • Vero HUB personale
  • Supporta qualsiasi standard hardware per la domotica personale
  • Adatto a qualsiasi utente, basic e pro
  • Estremamente versatile
  • Funziona in locale
  • Future-proof
  • Rapporto qualità/prezzo ottimale
Cons

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