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Recensione: Aqara LUMI P1, il nuovo sensore di movimento Xiaomi

Recensione: Aqara LUMI P1, il nuovo sensore di movimento Xiaomi

Produttore: LUMI Aqara
Categoria: Sensore
Tipologia: Sensore di movimento a infrarosso passivo (PIR)
Tecnologia: ZigBee
Difficoltà d’installazione: Bassa
Semplicità d’uso: Alta
Disponibilità: Amazon
Revisione recensione: 1.0
LUMI Aqara P1 - Package
COME MIGLIORARE IL MIGLIORE

Tra i componenti più adottati per la propria domotica personale sono i sensori di rilevazione di presenza, utili per dotare il sistema nervoso del proprio ecosistema della percezione, appunto, della presenza di individui all’interno di un dato ambiente.

Negli ultimi anni quello di forse maggior successo è stato il LUMI Aqara (galassia Xiaomi), il quale, già da noi recensito a suo tempo, vede oggi una rivisitazione nel modello Motion Sensor P1.

Possibile migliorare qualcosa già di grande valore? A quanto pare, sì.

Caratteristiche

LUMI Aqara Motion Sensor P1 (modello “RTCGQ14LM – Xiaomi MS-S02”) è un sensore di presenza a infrarossi passivi (detto anche PIR) il quale utilizza il calore degli oggetti per rilevarne la presenza e quindi dedurne il movimento.

Il sensore, piccolissimo, è composto da una singola unità cilindrica, in plastica, di tre centimetri sia di diametro che di altezza, con una piccola “finestrella” traslucida che nasconde il sensore vero e proprio. Alimentato da due batterie sostituibili a bottone (CR2450) che gli garantiscono ben 5 anni di durata media, è anch’esso, come il modello precedente, dotato di un sensore di luminosità, il quale fornisce, alla domotica che lo integri, la lettura della luminosità della stanza in cui è installato espressa in lux (range operativo da 0 a 935 lux), nonché di un sensore di temperatura.

In pratica appare identico al modello precedente, ma le differenze in realtà sono svariate.

Basato sullo standard ZigBee 3.0 (anziché 1.2 del modello precedente), si distingue per la alta configurabilità, cosa che non presente nel modello precedente che, comunque, funzionava e funziona una meraviglia.

La prima voce configurabile, alleluia, è la possibilità di indicare il timeout della rilevazione, ovvero dopo quanto tempo a valle di una rilevazione il sensore torna in stato normale. Mentre nel modello precedente tale impostazione non era configurabile, oggi abbiamo un regolazione che va da 1 secondo a 200. 

Altra configurazione (anch’essa precedentemente assente) è quella relativa alla sensibilità (alleluia): ora è possiible regolarla su tre impostazioni (bassa, media e alta), e corrisponde al fatto di rilevare a diverse distanze il corpo caldo oggetto della rilevazione. Con l’impostazione alta, il corpo viene rilevato fino a 7 metri (non poco). Anche l’angolo di rilevazione cambia in funzione della sensibilità: dai 170° sui 2 metri (regolazione bassa) ai 150° sui 7 metri.

LUMI Aqara P1 - differenze col modello precedente
le differenze col modello precedente.

Anche in questo modello si trova, nella confezione, la base per il montaggio a muro nonché le batterie, già montate e da attivare alla prima installazione.

Installazione

L’installazione, dal punto di vista fisico, è estremamente banale. Basta sfilare la linguetta plastica per attivare le batterie e quindi il sensore; dopodiché esso può essere posizionato semplicemente poggiandolo su una superficie orizzontale oppure, tramite il braccetto in dotazione, essere montato in qualunque posizione (veticale, inclinata, anche a testa in giù) presso un muro. Anche per questo modello il braccetto è dotato di un biadesivo 3M molto tenace che ne garantisce la stabilità nel tempo.

Naturalmente (in quanto Zigbee) per essere utilizzato in domotica il LUMI Aqara P1 deve poi essere associato a un BRIDGE/Gateway, il quale può essere o il “proprio”, ovvero quello della LUMI (questo, per esempio e per capirci) per essere poi gestito tramite l’app mobile Aqara Home (per iOS e Android) oppure – ancora meglio – con uno software, “jolly” che, come vedremo, abilita a molta più flessibilità di uso.

Esperienza d’uso

Se già c’eravamo trovati bene e detti entusiasti col primo modello, figuriamoci con questo (anche se per carità, mai dare nulla per scontato).

LUMI Aqara P1

Non solo LUMI Aqara P1 presenta sostanzialmente la medesima sensibilità e comodità d’uso del precedente, ma ora finalmente LUMI ha colmato il gap rispetto alla mancanza di configurabilità: ora davvero possiamo utilizzare questo praticissismo ed economico sensore per presidiare il massima flessibilità i nostri ambienti.

Lo abbiamo testato sia col proprio gateway di LINEA sia con il diffusissimo ZigBee2MQTT: col primo niente di particolare da comunicare (funziona benissimo, ma ci mancherebbe); col secondo avevamo timore che passasse del tempo prima che fosse reso pienamente disponibile, ma ci sbagliavamo. Proprio durante i nostri test è infatti uscita la versione 1.25.1 la quale ha introdotto, tra le tante cose, proprio la piena compatibilità con tale sensore, la quale si traduce nella possibilità di gestire, da HUB come per esempio Home Assistant, tutte le funzionalità del sensore, incluse ovviamente le varie regolazioni vera novità di questo componente.

Cosa non da poco, l’uso con ZigBee2MQTT ci ha anche consentito di impostare degli offset di regolazione fine sui sensori di luminosità e temperatura, nonché regolare l’arrotondamento dei valori dopo la virgola (configurazione comunque già presente anche nel modello precedente).

Compatibilità

Come per qualsiasi componente basato su protocollo ZigBee, l’analisi in termini di compatibilità va effettuata in relazione non tanto di quella diretta che il componente offre (fisiologicamente nulla) quanto a quella indirettamente garantita dalla domotica personale presso la quale la rete ZigBee – sulla quale viene attestato il componente – è gestita.

Se consideriamo – come troviamo sia giusto fare in questi casi – la compatibilità possibile integrando il componente a un HUB personale (come approfondito nel paragrafo a seguire), allora tale compatibilità è massima, in quanto l’adozione di HUB personali fornisce compatibilità agli smart speaker, ad Apple HomeKit a IFTTT e molto altro ancora.

Integrabilità domotica

Sul fronte integrazione LUMI Aqara P1 è ben supportato.

HOME ASSISTANT

Questo sensore è il classico componente solitamente di facile integrazione  con il noto HUB personale software. Abbiamo testato il sensore con il BRIDGE/Gateway software ZigBee2MQTT col quale non abbiamo avuto alcun tipo di problema, come sopra spiegato. Con deCONZ e ZHA non abbiamo avuto modo di testarlo, ma siamo certi che verrà supportato (o lo è già oggi) praticamente da subito.

HOMEY

Homey è un HUB personale hardware dotato di coordionator ZigBee, la quale consente di gestire reti di questo tipo: va da sé che sia tecnicamente in grado di integrare componenti ZigBee generiche; nello specifico però è disponibile un’app di integrazione per i componenti della linea LUMI Aqara, pertanto è possibile utilizzare questo sensore in questo ecosistema senza particolari problemi.

ALTRI

Segnalata l’assenza di compatibilità con l’ecosistema Samsung SmartThings, sebbene non abbiamo avuto modo di verificarlo. openHAB e Domoticz, tramite ZigBee2MQTT, possono certamente integrare il sensore.

LUMI Aqara P1a - Lifestyle

Valutazione

Qualità costruttiva
Funzionalità
Uso: qualità ed esperienza
Integrabilità domotica
Prezzo
Media
N.b. La spiegazione di questi parametri di valutazione è illustrata in dettaglio su questa scheda.

LUMI Aqara P1 - BoAVabbè, siamo di parte: amiamo profondamente i componenti Xiaomi/LUMI per la domotica, perché funzionano da-Dio, costano niente e durano a lungo, non a caso chi li ha testati ne ha tantissimi anche nella propria abitazione. Col proprio BRIDGE/Gateway offrono sicuramente una grande esperienza utente, ma secondo noi è proprio con i bridge software (tipo ZigBee2MQTT) a dare il meglio: questo LUMI Aqara P1 non fa assolutamente differenza, e finalmente possiamo dire che si tratti del sensore di movimento preferito e assolutamente consigliato da inDomus.

Sì, perché se già il modello precedente meritava lo stesso giudizio, questo lo merita a maggior ragione: finalmente non è necessario fare magheggi lato software per sfruttare al meglio il sensore, che finalmente è facilmente configurabile e in tantissime impostazioni diverse. In più, costa una scemenza.

Cosigliatissimo.

Disponibilità: Amazon

Pros
  • Piccolo e a batteria
  • Tre sensori in uno
  • Finalmente configurabile anche nei piccoli dettagli
  • Costa poco e vale moltissimo
Cons
  • Niente. Ma sul serio.

inDomus AWARD

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