| Produttore: LUMI Categoria: Attuatore Tipologia: Presenza e movimento Tecnologia: ZigBee / Thread / Matter over Thread Difficoltà d’installazione: Bassa Semplicità d’uso: Alta |
| Disponibilità: Amazon |
| Revisione recensione: 1.2 |
LA LUNGA ATTESA
Questo è un test/recensione che aspettavamo da moltissimo tempo. Sì, perché l’attesa intorno a questo nuovo sensore della LUMI “Aqara Smart Home Automation” è stata quasi spasmodica: l’Aqara FP300 promette di riuscire là dove praticamente nessuno è riuscito, ovvero nell’impresa di fornire un sensore di presenza davvero efficace e, al contempo, che fosse alimentato a batterie e non a rete.
Finalmente è arrivato, lo abbiamo quindi testato a lungo (quasi due mesi) praticamente nell’ambito di tutti i maggiori e più importanti ecosistemi, mettendolo alla frusta e capendo, finalmente, di cosa si tratti davvero.
Quanto segue è quanto abbiamo scoperto durante la nostra sperimentazione.
Caratteristiche
L’Aqara FP300 è un multi-sensore concepito per portare nelle automazioni domestiche un concetto più affidabile della semplice rilevazione di presenza: l’obiettivo è capire se in una stanza c’è realmente qualcuno, anche quando la persona è immobile, e allo stesso tempo raccogliere alcuni dati ambientali utili per scene e logiche di controllo.
Dal punto di vista fisico, l’Aqara FP300 si presenta come un dispositivo compatto: il corpo misura 42x42x50 mm e il peso dichiarato è attorno a 180g, quindi si presta a installazioni discrete senza risultare invasivo. L’alimentazione è a batterie (2xCR2450), una scelta che semplifica il posizionamento perché non impone passaggi di cavi, ma che va messa in conto in ottica manutenzione periodica. Il range di funzionamento è tipico per l’uso indoor: temperatura di esercizio tra –10 °C e +50 °C e umidità 0–95% RH (senza condensa), dati che lo rendono adatto alla maggior parte degli ambienti domestici, incluse stanze più umide purché non si arrivi a condensa diretta sul dispositivo.
Sul piano tecnico, il punto forte è l’approccio ibrido alla presenza: FP300 combina un sensore PIR a un radar a onde millimetriche (mmWave) a 60 GHz. Questo significa che non si limita a “vedere” un movimento netto (tipico del PIR), ma può lavorare anche sui micro-movimenti e quindi mantenere la presenza quando, ad esempio, si sta seduti a leggere o a lavorare al PC. Aqara dichiara un campo operativo di 120° sui due assi e una portata fino a 6 metri (in pratica, “un cono” con apertura di 120° che si spinge fino a 6 metri): numeri che si traducono nella necessità di scegliere con cura posizione e orientamento, perché con sensori di questo tipo contano molto geometria della stanza, altezza di montaggio e ostacoli e/o superfici riflettenti. Il sensore, inoltre, non si limita alla presenza: viene descritto come un “5-in-1”, includendo anche sensori di luminosità, temperatura e umidità, così da poter alimentare automazioni più ricche (ad esempio luci in base ai lux e comfort in base a temperatura/umidità relativa).
L’Aqara FP300 comunica con la propria domotica personale tramite ZigBee; ciò che “coordina” tale sensore è l’accoppiata di applicazione e BRIDGE/Gateway ZigBee↔︎TCP/IP il quale per l’appunto fa da “ponte” tra le comunicazioni radiofrequenza ZigBee e la rete LAN/Internet. Inoltre, è possibile anche integrarla all’ecosistema target (che sia il “suo” – Aqara Cloud – oppure altri, che vedremo) tramite il sovra-standard Matter over-Thread. Anche in questo caso serve un BRIDGE/Gateway Thread↔︎TCP/IP, in questo caso – dato che si parla di Matter – chiamati per l’appunto “router di frontiera” o “di confine“.
Come vedremo più in dettaglio più avanti, Aqara FP300, può essere abbinato o ai BRIDGE/Gateway previsti dall’ecosistema Aqara (come per esempio l’Aqara M3 o altri). Naturalmente, l’uso di ZigBee o Thread è anche legato al fatto che il BRIDGE/Gateway in questione supporti tali standard (per esempio, il vecchio Aqara M2 non supporta Thread, ma “solo” ZigBee).
| N.b. A prescindere, tutti i BRIDGE/Gateway Aqara consentono di configurare l’esposizione verso l’esterno dei propri device tramite sovra-standard Matter over-Wi-Fi, che tradotto significa che una volta collegato il sensore (via ZigBee o Matter over-Thread) al relativo BRIDGE/Gateway Aqara, è poi possibile tramite esso (e l’app Aqara Home, per iOS e Android) “esportarlo” verso altri ecosistemi Matter-compatibili, che lo integreranno quindi usando tramite Matter over-Wi-Fi. Questo vale anche per l’esportazione verso Apple HomeKit. |
Sia in modalità ZigBee che Thread (mutuamente esclusivi: o si usa uno, o si usa l’altro), il sensore può essere integrato direttamente ad altri ecosistemi (che vedremo), bypassando l’ecosistema Aqara. Lo switch tra le due modalità invece si effettua sempre e solo attraverso l’app Aqara Home, per iOS e Android, la quale tramite il bluetooth dello smartphone provvede a riprogrammare il firmware della testa.
Da notare come il sensore arrivi di fabbrica con firmware Thread (quindi predisposto all’uso immediato via Matter over-Thread); tale switch non prevede il possesso di alcun BRIDGE/Gateway Aqara, ma solo l’uso una tantum dell’app.
Installazione
Come sempre, va distinta l’installazione fisica da quella logica, come d’altronde spiega anche il manuale del device.
Fisica
Quella fisica è piuttosto semplice. Sostanzialmente il sensore si fissa alla superficie murale tramite un magnete, il quale può essere fissato al muro tramite tassello murale o biadesivo. Il sensore, poi, si aggancia ad esso per l’appunto tramite magnetismo.
Una volta posizionato, un gomito presente sulla base permette un orientamento puntuale sui due assi di 180°.
Logica
Quanto a quella logica, si parte sempre e comunque dall’app Aqara Home, per iOS e Android), sia che si utilizzerà la testa sull’ecosistema Aqara, su altri ecosistemi, usando ZigBee o Matter over-Thread.
Sì, perché il bivio iniziale della scelta tra i due standard, come già spiegato, viene affrontato sempre e solo via Bluetooth tramite l’app Aqara per smartphone/tablet (non è richiesto, per l’operazione, di disporre di BRIDGE/Gateway Aqara). L’app rileva nelle vicinanze la testa e chiede all’utente quale firmware adottare (come detto, di fabbrica arriva già Thread-enabled):
Dopodiché, le strade divergono, in base a che si utilizzi lo standard Thread (via Matter over-Thread) o ZigBee.
Come troviamo sia normale fare, descriveremo i due percorsi presso l’ecosistema Aqara, tenendo bene a mente che tali percorsi possono essere anche effettuati fuori da tale ecosistema – in modo del tutto analogo – presso altri, in grado di integrare componenti ZigBee e/o Matter. Tali scenari li descriveremo nel paragrafo dedicato all’integrabilità domotica del device.
Matter over-Thread
Usando questo sovra-standard, concepito per la semplicità, il percorso è del tutto elementare.
La procedura prevede di selezionare il BRIDGE/Gateway a cui appoggiarsi (pardon, al “router di confine“): come si vede sotto, noi ne avevamo due a disposizione, l’Aqara M3 e l’Aqara Camera HUB G5, dopodiché è tutto un avanti-avanti-avanti fino al completamento della procedura.
Davvero semplicissimo.
Al termine della configurazione, il sensore è pronto ad operare.
ZigBee
Usando ZigBee la procedura non è molto diversa, anzi, è del tutto simile. Semplicemente, all’inizio della procedura è necessario migrare al firmware ZigBee (vedi sopra), attendere il riavvio del sensore e poi proseguire oltre. In questo caso, il BRIDGE/Gateway ZigBee scelto attenderà di rilevare nelle vicinanze del sensore (questa volta disponibile su standard ZigBee) e provvederà a integrarlo all’ecosistema Aqara.
| ATTENZIONE: sia che si utilizzi il sensore sull’ecosistema Aqara o su altri (che vedremo), nel caso di standard ZigBee è sempre necessario attivare, una tantum, tale modalità utilizzando l’app Aqara (anche in assenza di un BRIDGE/Gateway di linea prodotto come l’M3 o altri). Il sensore, infatti, arriva di fabbrica programmato in modalità Thread. |
Gestione
Ricordando a chi legge che questo componente, in quanto ZigBee, è associabile anche ad altre realtà diverse dall’ecosistema Aqara; nello specifico, riportiamo in primis l’esperienza effettuata con l’app Aqara Home in termini di gestione dell’Aqara FP300.
Dopo l’avvenuta installazione, l’app richiede in prima battuta di battezzare con dei nomi i vari sensori a disposizione, vale a dire di presenza, di luminosità, di temperatura e umidità relativa. Da lì in poi il sensore è sostanzialmente pronto ad operare, ma gli spazi di manovra (leggasi “configurabilità”) variano molto in base allo standard utilizzato, Matter over-Thread o ZigBee.
Nel primo caso, le impostazioni sono estremamente limitate – non una novità, ormai, con questo standard che sì “semplifica” molto l’integrazione (ma anche di questo, parliamone), ma di contro fornisce poca configurabilità di base:
Queste limitazioni – legate a Matter stesso – sono comuni ovviamente a tutti gli ecosistemi che usino tale standard per integrarlo, non solo l’Aqara Home.
È invece nel secondo caso, via ZigBee, dove il sensore Aqara FP300 dà il massimo di sé. Le configurazioni sono estremamente dettagliate, consentono di configurare il range operativo (non solo una semplice “sensibilità” su tre regolazioni), persino decidendo da che distanza a che distanza il sensore sia operativo, persino segmentando queste configurazioni da 0 a 6 metri – e molto altro (cliccare su ogni immagine per vederla in alta risoluzione):
Come si legge facilmente dalle immagini, il sensore in modalità ZigBee prevede non solo la semplice regolazione di sensibilità, ma molto altro: per esempio, la modalità di rilevazione (mmWave, PIR, PIR+mmWave), nonché la durata di rilevazione o l’uso dell’AI per il mapping ambientale. Inoltre, dato che il sensore è anche ambientale, è possibile configurare l’intervallo di aggiornamento di tali dati (luminosità, temperatura e umidità), dato che questi sensori sono autonomi e si aggiornano automaticamente, a differenza di altri sensori (anche Aqara) che attendono la rilevazione di movimento per inviare gli aggiornamenti di questo tipo.
Raramente, ormai nella nostra esperienza quasi decennale, siamo incappati in un sensore così evoluto e configurabile.
Ma quanto al suo funzionamento, qual è l’esperienza utente da noi percepita?
Esperienza d’uso
Abbiamo usato quotidianamente questo sensore per quasi due mesi, sia sfruttandolo integrato via Matter over-Thread che via ZigBee. Innanzitutto va sbandierato un aspetto fondamentale: finalmente un vero sensore di presenza (e non solo di movimento) alimentato a batteria. ALLELUIA. L’FP300 si installa senza dover passare alcun cavo, e questo già di per sé è un plus che mette dietro tutti gli altri sensori di presenza. Le batterie, peraltro, durano moltissimo. In due mesi (e l’uso, credeteci sulla parola, è stato estremamente intensivo) sono calate solo del 5%.
Nel primo caso d’uso, ovvero via Matter over-Thread, non c’è molto da dire: negli ambienti in cui l’abbiamo utilizzato (un bagno e una cucina): ha fatto il suo, ma la sua bassa configurabilità (spiegata nel paragrafo precedente) lo castra moltissimo. Dato che lo si può regolare “solo” in termini di sensibilità, bisogna accontentarsi di ciò che passa il convento: il sensore funziona, ma in caso di esigenze particolari (per esempio, ottenere maggiore accuratezza tramite il mapping dell’ambiente tramite AI, oppure la regolazione segmentata delle zone da rilevare o meno), Matter ci lascia al palo.
Tutt’altro discorso se usato via ZigBee.
In questa modalità l’Aqara FP300 è, molto semplicemente, il migliore sensore di questa categoria sul quale abbiamo mai messo le mani.
Tanto per cominciare, è possibile sfruttare una rilevazione via mmWave, via PIR, oppure mixed – la quale usa entrambe le tecnologie contemporaneamente . In cucina l’abbiamo prevalentemente utilizzato via mmWave con risultati davvero validi, mentre in bagno (forse per la presenza di molte superfici riflettenti) l’uso mmWave+PIR ha dato risultati altrettanto eccellenti, meno col solo mmWave. Curiosità: abbiamo notato che, pur trovandoci dentro il box doccia, il sensore ha continuato a rilevarci correttamente sebbene tra il corpo e il sensore ci fosse, per l’appunto, una superficie ostacolo (aperta in alto). Lo abbiamo testato anche a soffitto in una camera da letto: la rilevazione è stata sempre precisa, con lo stato di rilevazione attivo durante tutto l’arco di una notte mentre il letto era occupato, con solo rare e saltuare mancate rilevazioni (di qualche secondo durante 8-10 ore di sonno, per altro in presenza di piumoni pesanti che possono giustificare la cosa).
Scelta la modalità più corretta (e questo si può fare solo provando), il sensore dà ON quando c’è qualcuno nel suo range d’azione, anche fermo immobile, è da OFF quando se ne va. E questo è quanto, e questo è quanto deve fare. Dopo aver ben posizionato il sensore, dopo aver innescato l’AI di calibrazione e dopo aver scelto correttamente che modalità di rilevazione usare – abbiamo notato un numero davvero irrilevante di falsi positivi/negativi.
Questo è precisamente il comportamento atteso, che non arriva comunque senza un’opportuna calibrazione e un corretto posizionamento. Lo ricordiamo: questa generazione di sensori mmWave è sì una benedizione, ma prevede comunque un posizionamento accurato, un’ottima calibrazione e sopratutto assenza di fonti di disturbo (eg superfici riflettenti). L’ambiente fa la differenza.
Il sensore funziona bene, davvero bene ma, come detto – e lo ripetiamo – molto fa l’ambiente in cui è calato e sopratutto com’è calibrato/configurato.
| N.b. L’esperienza positiva, specie su ZigBee, è stata la stessa sia presso l’ecosistema Aqara sia presso altri ambienti che prenderemo in analisi nel prossimo paragrafo. |
Quanto ai sensori ambientali, temperatura e umidità relativa vengono rilevati correttamente se messi a paragone ad altri sensori di categoria. Positivo, dato che la loro presenza è un piacevole plus. Lo stesso dicasi per il sensore di luminosità, bello sensibile e quindi comodissimo per moltissime, diverse automazioni.
L’Aqara FP300 è IL sensore di presenza.
Integrabilità domotica
In termini di integrabilità domotica, la predisposizione di Aqara FP300 all’uso con gli HUB personali brilla un po’ in tutti gli ambiti. L’integrazione con altri ecosistemi consente per esempio di farlo lavorare in concerto con altri componenti di altre linee prodotto.
Come precedentemente elencato in dettaglio, le modalità possibili (tutte in ambito locale) per l’integrazione e verso altri ecosistemi sono:
- via ZigBee, tramite un BRIDGE/Gateway ZigBee che “conosca” l’Aqara FP300.
- via Matter over-Thread, in presenza di un router di confine Thread e un qualsiasi ecosistema in grado di integrare in questo modo componenti di questo tipo.
BRIDGE/Gateway
MATTER
Come detto, il sensiore è formalmente supportatio. Questo significa che è possibile integrarlo con altri ecosistemi in un modo duplice: o configurandolo direttamente presso l’ecosistema target sfruttando il codice QR stampigliato sul retro del device, oppure configurandolo prima presso Aqara Home (via Thead o ZigBee) e, dall’app, esportare un nuovo codice QR per integrare sempre tramite Matter over-Wi-Fi il componente in altri ecosistemi.
Ricordiamolo ancora una volta: come spiegato nel paragrafo “Gestione“, l’integrazione via Matter è – per motivi legati specificamente allo standard – quantomai limitata, per quanto funzionante.
ZigBee2MQTT
Tanto per cambiare ZigBee2MQTT, il re indiscusso dei BRIDGE/Gateway software ZigBee, non ha alcun problema a integrare Aqara FP300: lo riconosce e integra senza alcun problema.
Anzi. C’è da dire che siamo di fronte a uno dei device meglio supportati da Z2M di sempre, cosa che fornisce all’utente un margine operativo perfettamente sovrapponibile a quello di Aqara Home:
- Stato e alimentazione:
- Livello batteria
- Tensione batteria
- Conteggio interruzioni di alimentazione
- Riavvio del dispositivo
- Identificazione del dispositivo
- Presenza e movimento:
- Presenza rilevata
- Movimento rilevato (infrarossi)
- Sensibilità al movimento
- Intervallo tra rilevamenti di movimento
- Ritardo di assenza (tempo prima di considerare l’ambiente vuoto)
- Opzioni avanzate di rilevamento presenza
- Intelligenza e filtraggio dei falsi positivi:
- Riconoscimento automatico delle fonti di disturbo
- Sensibilità adattiva automatica
- Apprendimento della disposizione dell’ambiente
- Distanza e area di rilevamento:
- Distanza del soggetto rilevato
- Tracciamento della distanza del soggetto
- Portata massima di rilevamento
- Configurazione avanzata dell’area di rilevamento
- Sensori ambientali:
- Temperatura
- Umidità
- Luminosità
- Frequenza di campionamento di temperatura e umidità
- Periodo di campionamento di temperatura e umidità
- Intervallo di invio della temperatura
- Soglia di variazione della temperatura
- Modalità di invio della temperatura
- Intervallo di invio dell’umidità
- Soglia di variazione dell’umidità
- Modalità di invio dell’umidità
- Frequenza di campionamento della luminosità
- Periodo di campionamento della luminosità
- Intervallo di invio della luminosità
- Soglia di variazione della luminosità
- Modalità di invio della luminosità
- LED e programmazione oraria:
- Disattivazione del LED notturno
- Orario di inizio della programmazione
- Orario di fine della programmazione
Insomma, tutto quello che serve per la gestione completa di questo spettacolare sensore Aqara.
ZHA
Anche ZHA, il BRIDGE/Gateway ZigBee incluso all’interno dell’HUB Home Assistant, integra il sensore, ma lo fa in modo molto elementare rispetto a Z2M – almeno per il momento. Per essere precisi, il sensore di presenza NON viene censito: solo quelli ambientali, ad oggi, atterrano su ZHA. Non è di certo la prima volta che ZHA fornisce un’esperienza utente inferiore a Z2M, motivo per cui consigliamo sempre quest’ultimo come BRIDGE/Gateway software per la propria rete ZigBee.
deCONZ
Con deCONZ, un altro BRIDGE/Gateway ZigBee tra i più diffusi, Aqara FP300 non è ancora supportato, ma anche in questo caso dovrebbe essere questione di settimane, al più di qualche mese. Dal prossimo aggiornamento di questo BRIDGE, finalmente il sensore dovrebbe essere supportato – a che livello, però, è tutto da verificarsi (e lo verificheremo e semmai aggiorneremo la presente recensione).
HUB personali
HOME ASSISTANT
Home Assistant può integrare Aqara FP300 nei modi già elencati sopra.
In primis, può utilizzare Matter over-Thread: è sufficiente aver attivato il supporto a Thread (e possedere, sulla propria rete, un qualsiasi router di confine Thread, ovviamente), per integrare il componente in modo molto semplice. Naturalmente scordiamoci tutto l’insieme di personalizzazioni previste via ZigBee – nello specifico, via ZHA o meglio ancora ZigBee2MQTT.
È proprio integrandolo tramite tale BRIDGE/Gateway software ZigBee a dare il meglio: l’integrazione, infatti, è spettacolarmente completa:

Abbiamo rilevato un’anomalia sulla batteria, che viene rilevata molto più scarica di quel che è. Unico difetto, ovviamente imputabile a ZigBee2MQTT.
HOMEY
Malgrado l’ecosistema Homey disponga di un’integrazione ufficiale dedicata ad Aqara, ad oggi il componente può essere integrato perché incluso in lista di compatibilità. Come per ZigBee2MQTT e per l’ambiente Aqara Home, in questa modalità la configurabilità del sensore è totale:
Nessun problema anche integrando l’attuatore utilizzando Matter over-Thread: Homey infatti dispone di antenna Thread e di piena compatibilità Matter. Naturalmente, anche in questo caso lo “spazio di manovra” in termini di configurabilità è inferiore alla modalità ZigBee.
Altri
Sicuramente HUB personali come openHAB e Domoticz possono integrare Aqara FP300, laddove le due modalità o una di esse sopra elencate (ZigBee o Matter over-Thread) siano supportate.
Valutazione
| Qualità costruttiva | |
| Funzionalità | |
| Uso: qualità ed esperienza | |
| Compatibilità e integrabilità | |
| Innovazione | |
| Rapporto qualità/prezzo | |
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Media
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| N.b. La valutazione è oggetto di revisione nel tempo in funzione di novità e aggiornamenti. |
Chi avesse saltato a pie’ pari tutta la recensione per atterrare alle conclusioni/valutazioni, ha commesso un errore. Sì, perché è proprio nei (tantissimi) dettagli che si nasconde l’enorme valore di questo meraviglioso sensore di Aqara, in assoluto tra i 10 migliori che abbiamo mai testato in quest’ultimo decennio su inDomus.
L’Aqara FP300 non è perfetto perché nulla è perfetto a questo mondo, ma da oggi in poi quando parleremo di sensori di presenza dovremmo per forza fare un raffronto con questo device che – pare banale ma va detto – conquista il nostro AWARD ed è nuovo best-in-class di categoria. Se non è perfetto, poco ci manca. I perché sono troppi per essere riassunti in questo breve paragrafo finale. Volendo veramente riassumere con uno slogan quanto di enorme abbiamo scoperto in questa recensione , “è il sensore di presenza che vuoi avere in casa“. |
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