| Produttore: Allterco Robotics Categoria: Sensore Tipologia: Sensore di rilevazione fughe di gas Tecnologia: TCP/IP via Wi-Fio Difficoltà d’installazione: Bassa Semplicità d’uso: Elementare |
| Disponibilità: Amazon |
| Revisione recensione: 1.1 |
SALVAVITA
Poche cose essenziali ci raccomandiamo di consigliare caldamente a chi ci legge: tra queste, indubbiamente, l’adozione sensori che salvano vita e averi, come quelli di fumo, di monossido di carbonio e di gas. In questa recensione prendiamo in analisi uno di questi possibili sensori per la nostra domotica personale, ovvero Shelly Gas, un sensore wireless in grado di rilevare la presenza nell’ambiente di gas Metano o GPL (due versioni diverse del medesimo sensore).
Alimentato a tensione di rete (la classica 230 volt), Shelly Gas è in grado di innescare, in presenza di rilevazione, una sirena acustica, delle notifiche via app mobile per smartphone/tablet e, se accoppiato a elettrovalvole d’intercetto, di interrompere l’erogazione del gas in questione. La sicurezza non è mai troppa.
Caratteristiche
Shelly Gas è un sensore di rilevamento perdite di gas (disponibile, come detto, nelle varianti “metano” e “GPL” – quest’ultimo chiamato LPG) composto da un corpo principale (la vera e propria unità) e da una spina di tipo “C” posta sul retro. Le due parti si collegano agevolmente tramite un piccolo binario di scorrimento circolare.
Entrambi i componenti sono realizzati in plastica bianca; l’unità principale misura 89.5 mm x 89.5 mm x 38 mm – al netto della presa. Il protocollo di trasmissione è il Wi-Fi 802.11 b/g/n solo su frequenze 2,4 Ghz (1mW di potenza); sul frontale, forato per permettere una migliore diffusione del segnale acustico, è presente un LED circolare il cui colore varia in basa agli stati del sensore (eg. acceso/armato, rilevazione gas eccetera).
Sul bordo inferiore troviamo i fori necessari per in transito d’aria e quindi la rilevazione della presenza di gas, mentre su quello superiore troviamo un pulsante per avviare il test di verifica di funzionamento dell’unità. Sul lato inferiore, invece, un jack a 2,5mm per collegare un’eventuale elettrovalvola di controllo dell’emissione gas, con un’uscita massima di 12 volt su 500mA di intensità di corrente.

La sensibilità della rilevazione è del 6% LEL; il sensore opera tra i -10ºC e i +50ºC, assorbe meno di 3 Watt e non sopporta intemperie, in quanto è certificato per il solo uso interno (ovviamente, in quanto rilevare una fuga di gas all’aperto avrebbe ben poco senso). La sirena dispone di una pressione sonora intorno ai 70 db.
Installazione
L’installazione è, come sempre, piuttosto banale. Si effettua, come tutti i prodotti della linea Shelly, e tramite l’app mobile Shelly Cloud (per Android e iOS). Una volta collegato il dispositivo alla corrente (tramite presa a muro) è sufficiente premere il piccolo pulsante posto nella parte superiore (pulsante di test) per innescare la procedura di configurazione che si concretizza, come detto, tramite l’app Shelly Cloud.
Una volta fornito al sensore l’accesso alla propria rete Wi-Fi sarà possibile cominciare ad utilizzarlo in modo intelligente sia tramite l’app mobile che con altri strumenti che vedremo poco.
Shelly mette a disposizione, in rete, il manuale d’installazione in formato pdf.
| N.b. Data la diversa natura chimico/fisica del gas Metano e del GPL, è necessario che le due versioni di Shelly Gas vengano installati alla giusta altezza dal suolo. Shelly Gas “Metano” installato ad altezza caviglie risulterebbe tanto inutile quanto pericoloso (in quanto non funzionale), esattamente come uno Shelly Gas “GPL” installato a due metri di altezza. |
Configurazione
Per effettuare la configurazione di dettaglio il nostro consiglio è quello di non utilizzare l’app, ma piuttosto un qualsiasi browser tramite il quale collegarsi all’interfaccia web offerta dal sensore. Il perché è semplice: alcune impostazioni sull’app semplicemente non figurano.
Avremo dunque bisogno dell’indirizzo IP a cui collegarci: lo si potrà trovare facilmente tramite l’interfaccia web del proprio modem/router oppure con un qualsiasi tool di scansione reti (eg. Fing). Se l’IP assegnato sarà (per esempio) il 192.168.1.100, l’interfaccia web alla quale collegarsi sarà disponibile all’indirizzo http://192.168.1.100.
Una volta connessi apparirà un’interfaccia estremamente elementare. Tappare sulla voce “Settings“:

Selezionare poi “Firmware update” per provvedere all’aggiornamento dell’unità:

Dopo un tempo variabile (fino a due minuti) il sensore tornerà disponibile e sarà così pronto per la configurazione base.
Impostazioni
Trattandosi di un sensore alla fine piuttosto semplice – per quanto salvifico – non troviamo nel menu dedicato a Shelly Gas una grande quantità di voci. Il che, per alcuni, rende ancora più semplice l’uso:
- “Valve“, per visionare il collegamento (e il relativo stato) dell’eventuale elettrovalvola d’intercetto;
- “Self-Test“, per avviare la procedura di auto-verifica disponibile anche a mezzo pulsante;
- “Mute“, per silenziare un allarme (funzionalità disponibile solo durante un allarme in corso).

Interessante la presenza dell’indicatore di ppm (parti-per-milione) del gas presente nell’ambiente, dato tra l’altro censibile anche tramite telemetrie MQTT.
Esperienza d’uso
Non c’è moltissimo da dire: Shelly azzecca progetto con questo rilevatore Gas, in quanto lo realizza bene, lo realizza funzionale, lo realizza semplice e intuitivo. Può serenamente lavorare anche senza configurazione “intelligente”: si installa alla presa e, in presenza di gas in concentrazione pericolosa, suona. Tout fini.
Poi è chiaro: è la sua anima intelligente a piacerci e interessarci, così come la sua facoltà di attivare in proprio un’elettrovalvola di intercetto, il tutto in modo automatico (e senza passare dal Wi-Fi e/o dal Cloud, cosa che potrebbe ridurre il livello di sicurezza).
Una considerazione sull’installazione va fatta: è necessario sempre ricordare che, in base al gas da rilevare, l’installazione del sensore è tutt’altro che secondaria, anzi. Non basta infatti collegarlo a una qualsiasi presa a muro: è necessario ragionare. In presenza del modello GPL, esso va posizionato in basso come da istruzioni, dato che il GPL è più pesante dell’aria e tende ad accumularsi sul pavimento. Viceversa, il gas Metano tende ad accumularsi verso il soffitto, pertanto il sensore va posizionato in alto.
Un consiglio: leggere sempre con attenzione le istruzioni di installazione e, per consigli sull’installazione nel proprio ambiente, consultare un professionista.
Compatibilità
Il grado di compatibilità dello Shelly Gas è piuttosto elevato: è infatti direttamente compatibile con Amazon Alexa e Google Home, oltre che con il servizio IFTTT (in modo indiretto, utilizzando Webhook e l’accesso API Cloud). Ovviamente è compatibile con la sua app Shelly Cloud (per Android e iOS).
Assente invece la compatibilità con Apple HomeKit (ma grazie all’ampio grado di integrabilità domotica, la cosa è aggirabile – come vedremo a breve).
Integrabilità domotica
In termini di integrabilità lo Shelly Gas (come d’altra parte tutti i componenti di questa fortunata linea prodotti) non presenta alcun problema.
HOME ASSISTANT
Home Assistant è dotato di un componente ufficiale a supporto dell’integrazione dei componenti Shelly, ma ne esiste anche uno non ufficiale il quale consente di integrare l’attuatore, sempre in modalità Local Push. L’alternativa migliore, secondo noi, rimane comunque quella di utilizzare sempre e solo le varie piattaforme di declinazione del componete “MQTT” (vedi guida).
| N.b. Questo sensore, come molti altri, si presta idealmente alla realizzazione di un proprio sistema d’allarme basato su Home Assistant. |
HOMEY
Homey dispone di un’app (“Shelly“) la quale consente la piena integrazione, sia in modalità Cloud che LAN. Nessun problema rilevato: l’integrazione si fa in un batter d’occhio.
openHAB e Domoticz
Anche questi HUB personali minori, disponendo di supporto MQTT, non hanno alcun problema. Nello specifico, openHAB dispone di un binding apposito.
SAMSUNG SMARTTHINGS
Da marzo 2020 la linea Shelly è supportata (in beta, ma lo sarà pienamente a seguire) per l’integrazione presso l’ecosistema Samsung tramite uno Schema appositamente rilasciato. Shelly Gas non è tra le componenti già supportate con la prima beta.
HOMEBRIDGE
Homebridge, una soluzione per fornire sola compatibilità con Apple HomeKit, dispone ad oggi di un plugin per l’integrazione (“homebridge-shelly“). Data l’obsolescenza del progetto, si consiglia però di utilizzare uno degli HUB sopracitati i quali sono in grado a loro volta di esporre le proprie entità verso HomeKit, risolvendo così il problema.
| HUB | Integrabilità | Note |
| Home Assistant | ✔️ | Tramite la modalità Local Push (via MQTT – vedi guida) o tramite modalità Local Push/Cloud Polling via componente ufficiale “Shelly” o via custom component “ShellyforHASS“, via CoAP e REST (vedi guida). |
| Homebridge (Apple HomeKit) | ✔️ | Tramite la modalità Local Push (via MQTT con plugin “homebridge-mqttthing” o altri similari) o tramite modalità Cloud Polling (via plugin “homebridge-shelly“)
EDIT: non più utile a partire da marzo 2020. |
| openHAB | ✔️ | Tramite binding apposito o tramite modalità LAN (via MQTT) |
| Domoticz | ✔️ | Tramite la modalità LAN (via MQTT) |
| Homey | ✔️ | Tramite la modalità LAN (via Shelly oppure via MQTT) |
Valutazione
| Qualità costruttiva | |
| Funzionalità | |
| Uso: qualità ed esperienza | |
| Compatibilità | |
| Integrabilità | |
| Prezzo | |
|
Media
|
|
| N.b. La spiegazione di questi parametri di valutazione è illustrata in dettaglio su questa scheda. |
| Shelly Gas è, molto semplicemente, un must have. Costa poco, funziona bene, salva vita propria e della famiglia, nonché la casa. Specie in presenza di anziani (ma, hey, anche i giovani sanno essere distratti) o comunque in presenza di fughe non prevedibili (un tubo consumato che improvvisamente si apre e comincia a perdere gas, per esempio) vede e provvede, avvisandoci e, in presenza di un’elettrovalvola, a interrompere la fuga.
Non è una spesa: come tutti i sensori di sicurezza, è piuttosto un investimento. Disponibilità: Amazon |
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