| Produttore: Allterco Robotics Categoria: Attuatore Tipologia: Interruttore intelligente, singolo canale Tecnologie: TCP/IP via Wi-Fi Difficoltà d’installazione: Bassa Semplicità d’uso: Alta |
| Disponibilità: Amazon |
| Revisione recensione: 1.3 |

Gemelli diversi
Capita sovente che nel tentativo di rendere domotici vecchi impianti capiti di trovare, nelle cassette sulle quali sono attestati gli interruttori da muro, “un solo filo”, ovvero la fase. Questo perché un tempo – a differenza di oggi – si tendeva a portare all’interruttore la sola fase (da interrompere, per controllarla quindi con tale attuatore) al fine di controllare un punto luce o un carico. Tipicamente, dato che moltissimi interruttori intelligenti necessitano di neutro e fase per essere alimentati, è impossibile domotizzare i punti luce/carichi così configurati.
Da qualche tempo però cominciano a risultare disponibili degli attuatori in grado di funzionare comunque anche in assenza del polo neutro: è il caso di questo Shelly 1L della Allterco Robotics, parte della linea “Shelly Home Automation Systems“, il quale eredita alcune caratteristiche dal precedessore (il modello Shelly 1) ma ne perde alcune, tra le quali la a possibilità di agire come contatto pulito.
Caratteristiche
Lo Shelly 1 è un attuatore dalle dimensioni ridottissime, soli 42 x 36 x 14 mm. che permettono una facile installazione all’interno delle comuni scatole murali 503/504. Non solo: vista la ridottissima dimensione, possono essere montati come “frutto” all’interno di una mascherina standard.

A differenza del modello Shelly 1, questo modello 1L accetta solo un’alimentazione alternata (110-230V 50/60Hz) ed è progettato per sopportare un carico massimo di 4,1A (sui 230V) – quindi circa 1200 Watt. Come molti componenti di questo tipo, questo attuatore supporta il protocollo di trasmissione Wi-Fi 802.11 b/g/n solo su frequenza 2,4 Ghz.
Su uno dei due lati sono presenti i contatti per la riprogrammazione utilizzando eventuali firmware alternativi come Tasmota, ESPHome o similari) ed un tasto di “reset”, piccolo ma facilmente raggiungibile.

| N.b. I contatti per la riprogrammazione dello Shelly tramite il classico adattatore USB/TTL sono particolarmente mignon. Per adattare i contatti classici, consigliamo l’uso di un adattatore tipo questo. |
Altra caratteristica sostanzialmente differenziante rispetto al classico Shelly 1 è l’assenza della funzionalità di contatto pulito.
Punto d’attenzione è dato dal carico minimo che lo Shelly 1L deve avere applicato (se installato con la sola fase) affinché possa funzionare e operare correttamente: 20 watt. È infatti necessario che il dispositivo che andremo a controllare (tipicamente una luce, in considerazione dell’assorbimento massimo sopportato di 4,1 ampere) assorba almeno 20W, diversamente lo Shelly 1L non opererà (non si accenderà proprio). Per ovviare a questa carattereistiche è disponibile, separatamente, lo Shelly Bypass che, opportunamente installato, permetterà l’accensione del dispositivo anche in assenza del carico minimo previsto. Assenti le funzionalità di dimming, ovvero quelle di regolazione dell’intensità luminosa.
Altra caratteristica importante di Shelly 1L è la presenza di una doppia interfaccia per collegare fino a due interruttori diversi all’unità, al fine di creare scenari di controllo derivati e altro. Infine, Shelly 1L è dotato di un sensore di temperatura interno (per segnalare eventuali surriscaldamenti) e di un sensore di sovraccarico.
Installazione
Prima di installare Shelly 1 il nostro consiglio è sempre quello di alimentarlo in una prova a banco, sia per verificarne il corretto funzionamento sia per provvedere alla sua prima configurazione tramite l’app mobile Shelly Cloud (per Android e iOS). In fase di installazione è necessario rispettare l’assegnazione dei poli fase/neutro (se usati entrambi): un cabling errato può causare il danneggiamento dell’unità; la garanzia in questo caso decade, a meno di non aver acquistato il device con garanzia Warrantly Plus.

Una volta alimentato (tramite corrente alternata o continua, è uguale) l’unità produrrà un access-point Wi-Fi al quale collegare il proprio smartphone: questo consentirà all’app Shelly Cloud (preventivamente installata) di comunicare all’attuatore le coordinate Wi-Fi dell’utente alla quale collegarsi durante il suo normale esercizio. Terminata la procedura l’unità sarà pronta per essere configurata secondo le proprie esigenze.
Shelly mette a disposizione, in rete, il manuale d’installazione in formato pdf.
Configurazione
Per effettuare la configurazione di dettaglio il nostro consiglio è quello di non utilizzare l’app, ma piuttosto un qualsiasi browser tramite il quale collegarsi all’interfaccia web offerta dall’attuatore. Il perché è semplice: alcune impostazioni sull’app semplicemente non figurano.
Avremo dunque bisogno dell’indirizzo IP a cui collegarci: lo si potrà trovare facilmente tramite l’interfaccia web del proprio modem/router oppure con un qualsiasi tool di scansione reti (eg. Fing). Se l’IP assegnato sarà (per esempio) il 192.168.1.100, l’interfaccia web alla quale collegarsi sarà disponibile all’indirizzo http://192.168.1.100.
Una volta connessi apparirà un’interfaccia estremamente elementare. Tappare sulla voce “Settings“:

Selezionare poi “Firmware update” per provvedere all’aggiornamento dell’unità:

Dopo un tempo variabile (fino a due minuti) l’attuatore tornerà disponibile e sarà così pronto per la configurazione base.
Impostazioni
Lo Shelly 1 prevede, di fabbrica, un gran numero di diverse impostazioni: dalle più banali relative alla tipologia di device a quelle più raffinate, tipo le impostazioni LAN per l’uso MQTT.
Alcuni parametri importanti sono:
- “Auto OFF” e “Auto ON”: ovvero spegnimenti e accensioni automatiche basate su un timer definito dall’utente;
- “Button 1 type” e “Button 2 type“, le modalità di comportamento in caso di uso di uno o due interruttori o pulsanti esterni;
- “Swap inputs”, per invertire a livello software i pulsanti collegati negli ingressi degli interruttori/pulsanti esterni;
- “Internet e security settings“, per la gestione del cloud e del client MQTT.
Alcuni dettagli:
AUTO OFF/ON
Qui potremo impostare l’auto-spegnimento o l’auto-accensione a valle di un dato numero di secondi (configurabili dall’utente) nello stato opposto. I casi di utilizzo possono essere i più disparati, come ad esempio delle luci in ambienti di transito (un corridoio o delle scale) che, dopo un tot di secondi di accensione, debbano passare in stato spento per evitare inutili sprechi.

BUTTON TYPE
Qui potremo definire il comportamento alla pressione di eventuali pulsanti, che come detto in precedenza possono essere di natura differente. Molte le opzioni, le quali consentono diversi comportamenti in base che si utilizzi uno o due pulsanti, consentendo l’utente un ampio spazio di manovra in termini di configurabilità. Le voci disponibili sono:
- Toggle
- Momentary
- Detached switch
- Edge switch
- Activation switch
- Reverse inputs

INTERNET & SECURITY SETTINGS
Il componente prevede un funzionamento di default tramite il cloud di Shelly. In questa modalità sarebbe comunque possibile integrarlo nel proprio HUB personale, ma è più opportuno configurarlo utilizzando sfruttando il protocollo MQTT. Da precisare che, utilizzando questo tipo di configurazione, l’interfaccia di configurazione del dispositivo non sarà più accessibile tramite cloud Shelly, ma sarà visibile solo nella propria LAN.
Per attivare questa pratica modalità è sufficiente alla voce “Internet & Security Settings” / “Advanced – Developer Settings” e configurando l’attuatore inserendo i parametri relativi all’accesso del proprio broker MQTT (vedi FOCUS), cliccando poi su SAVE una volta terminato.
Esperienza d’uso
Abbiamo prevalentemente testato Shelly 1L in modalità LAN controllando tramite esso un normalissimo punto luce. Il risultato è (non certo inaspettatamente) ottimo: Shelly 1L fa quello che ci si aspetta e risolve un problema talvolta davvero importante come l’assenza del neutro in cassetta.
L’ottima realizzazione, sia hardware che firmware, è oramai nota, e Shelly 1L è l’ennesima conferma di una giusta strada percorsa dalla Allterco. Come detto, la possibilità di utilizzare un doppio controllo input (magari deviatore + invertitore) grazie al doppio ingresso in morsettiera è qualcosa che ci ha lasciati sorpresi, così la presenza dell’ingresso per il neutro. Un componente davvero versatile concepito espressamente per coprire il più ampio ventaglio di casistiche. Peccato per l’assenza della misurazione istantanea dell’assorbimento, ma per quello c’è Shelly 1PM.; stesso dicasi per l’assenza del contatto pulito, ma per quello appunto c’è Shelly 1.
Ribadiamo la solita considerazione sulla riprogrammazione del firmware: possiamo serenamente affermare che si tratti di un attuatore estremamente versatile già per come esce dalla fabbrica.
Compatibilità
Il grado di compatibilità dello Shelly 1 è piuttosto elevato: è infatti direttamente compatibile con Amazon Alexa e Google Home, oltre che con il servizio IFTTT (in modo indiretto, utilizzando Webhook e l’accesso API Cloud). Ovviamente è compatibile con la sua app Shelly Cloud (per Android e iOS).
Assente invece la compatibilità con Apple HomeKit (ma grazie all’ampio grado di integrabilità domotica, la cosa è aggirabile – come vedremo a breve). Nel marzo 2020 la compatibilità Apple HomeKit è stata finalmente introdotta assieme a quella con l’ecosistema Samsung SmartThings. Per attivare la compatibilità con HomeKit è però necessario sostituire il firmware con una specifica versione fornita dal produttore Allterco.
Integrabilità domotica
In termini di integrabilità lo Shelly 1L (come d’altra parte tutti i componenti di questa fortunata linea prodotti) non presenta alcun problema.
HOME ASSISTANT
Home Assistant è dotato di un componente ufficiale a supporto dell’integrazione dei componenti Shelly, ma ne esiste anche uno non ufficiale il quale consente di integrare l’attuatore, sempre in modalità Local Push. L’alternativa migliore, secondo noi, rimane comunque quella di utilizzare sempre e solo le varie piattaforme di declinazione del componete “MQTT” (vedi guida).
HOMEY
Homey dispone di un’app (“Shelly“) la quale consente la piena integrazione, sia in modalità Cloud che LAN. Nessun problema rilevato: l’integrazione si fa in un batter d’occhio.
openHAB e Domoticz
Anche questi HUB personali minori, disponendo di supporto MQTT, non hanno alcun problema. Nello specifico, openHAB dispone di un binding apposito.
SAMSUNG SMARTTHINGS
Da marzo 2020 la linea Shelly è supportata (in beta, ma lo sarà pienamente a seguire) per l’integrazione presso l’ecosistema Samsung tramite uno Schema appositamente rilasciato.
HOMEBRIDGE
Homebridge, una soluzione per fornire sola compatibilità con Apple HomeKit, dispone ad oggi di un plugin per l’integrazione (“homebridge-shelly“). Data l’obsolescenza del progetto, si consiglia però di utilizzare uno degli HUB sopracitati i quali sono in grado a loro volta di esporre le proprie entità verso HomeKit, risolvendo così il problema.
| HUB | Integrabilità | Note |
| Home Assistant | ✔️ | Tramite la modalità Local Push (via MQTT – vedi guida) o tramite modalità Local Push/Cloud Polling via componente ufficiale “Shelly” o via custom component “ShellyforHASS“, via CoAP e REST (vedi guida). |
| Homebridge (Apple HomeKit) | ✔️ | Tramite la modalità Local Push (via MQTT con plugin “homebridge-mqttthing” o altri similari) o tramite modalità Cloud Polling (via plugin “homebridge-shelly“)
EDIT: non più utile a partire da marzo 2020. |
| openHAB | ✔️ | Tramite binding apposito o tramite modalità LAN (via MQTT) |
| Domoticz | ✔️ | Tramite la modalità LAN (via MQTT) |
| Homey | ✔️ | Tramite la modalità LAN (via Shelly oppure via MQTT) |
Valutazione
| Qualità costruttiva | |
| Funzionalità | |
| Uso: qualità ed esperienza | |
| Compatibilità | |
| Integrabilità | |
| Prezzo | |
|
Media
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| N.b. La spiegazione di questi parametri di valutazione è illustrata in dettaglio su questa scheda. |
| Certo, ci piacerebbe un attuatore in grado di essere installato anche senza fase, con misurazione di assorbimento e anche capace di funzionare da contatto pulito, ovvero la somma di questo Shelly 1L, di Shelly 1 e Shelly 1PM. Ovviamente questo non è possibile per diversi motivi, quindi va da sé che in fase di acquisto stia all’utente capire bene quale sia il proprio caso d’uso.
Quando la scelta ricaschi su questo Shelly 1L, le cose da sapere sono che si tratta di un buon componente, ben costruito, che costa il giusto e che sopratutto fa bene quel che deve fare, così come praticamente tutti i componenti Shelly. Ovviamente, per controllare un punto luce dove siano presenti sia neutro che fase, si consiglia piuttosto Shelly 1PM, oppure Shelly Dimmer 2, se si necessità di una regolazione dell’intensità luminosa. Disponibilità: Amazon |
Altri modelli di interruttori intelligenti senza bisogno di contatto neutro:
- ⭐️ Recensione: ITEAD Sonoff ZBMINI-L2 Extreme, il vero “senza neutro” ZigBee
- Aqara Light Switch H2 (singolo e doppio canale): ZigBee o Thread, la differenza c’è
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- Recensione: ITEAD Sonoff SwitchMan ZBM5-3C (o 2C/1C), la pulsantiera murale ZigBee “senza neutro”
- Recensione: Qubino Mini Dimmer
- Recensione: Shelly 1L
- Recensione: Shelly Dimmer / Dimmer SL
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⭐️ BEST IN CLASS ⭐️
Attualmente, per questa categoria di componenti il migliore da noi sperimentato è: ITEAD Sonoff ZBMINI-L2 Extreme |
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