EZVIZ C3X

9 minuti di lettura
Produttore: EZVIZ
Categoria: Sensore
Tipologia: IP Cam – Telecamera IP
Tecnologia: TCP/IP via Ethernet e Wi-Fi
Difficoltà d’installazione: Media
Semplicità d’uso: Medio/Alta
Disponibilità: Amazon
Revisione recensione: 1.1
EZVIZ C3X
OCCHI DI GATTO

A pochi giorni dall’uscita abbiamo avuto modo di testare la nuova, evolutissima EZVIZ C3X, nuovo modello di punta del produttore cinese di IP Cam per videosorveglianza. Si tratta di una telecamera da esterno/interno a inquadratura fissa molto avanzata sotto svariati punti di vista, in primis dalle modalità di ripresa notturna.

Il crescente interesse verso la domotica personale è stato alimentato, in questi ultimi anni, anche dal mondo da questo tipo di componenti: parliamo di telecamere di sorveglianza domestica (e non) basate su trasmissione audio/video digitali, componenti che consentono a chiunque di dotarsi di un sistema di sorveglianza domestico di buon livello, sopratutto anche grazie all’alto livello tecnologico – e di conseguenza qualitativo – raggiunto dai sensori di questo tipo. Le IP Cam permettono ormai di sorvegliare casa propria anche da remoto, in piena oscurità, in grado di avvisare automaticamente quando rileva la presenza di movimento e molto altro.

Vediamo in dettaglio cosa inDomus ha scoperto per voi testando questo nuovo modello EZVIZ che, date le premesse – visto l’altro grado di evoluzione che presenta – potrebbe risultare uno dei migliori modelli in commercio. Sarà così?

Caratteristiche

La EZVIZ C3X è una IP Cam a inquadratura fissa progettata esplicitamente per l’uso in esterno – per quanto nulla vieti un uso anche interno – grazie a un grado di protezione IP67, quindi resistente a polvere e all’immersione per trenta minuti a un metro di profondità. Più che sufficiente a sopportare qualsiasi temporale, anche il più gravoso. Anche la temperatura d’esercizio, da -30 gradi centigradi a +60 (e 95% di umidità), le permette di sopportare praticamente qualsiasi tipo di clima.

Il corpo è realizzato in una non specificata lega di metallo verniciata a polvere, il che conferisce all’unità un’ottima percezione di compattezza: mezzo chilo di peso circa per un’unità robusta ed esteticamente gradevole.

Sul frontale si presentano ben due ottiche (il motivo lo spiegheremo in seguito), dei LED di illuminazione infrarossa, un LED a luce visibile (rossa) per la segnalazione di rilevato allarme; sul corpo principale, due piccole antenne orientabili dedicate alla comunicazione Wi-Fi conferiscono alla C3X un’aspetto piuttosto futuribile. Dalla parte posteriore (quella dedicata al montaggio a parete) fuoriesce un cavo con due connettori: uno ethernet, per l’interfacciamento cablato alla rete (10/100 Mbps) e uno, a barilotto, per l’alimentazione, la quale avviene tramite alimentatore esterno fornito in dotazione da 12 volt a 1 ampere, quindi con un assorbimento massimo, a pieno carico, di 12 watt. Assente, purtroppo, l’alimentazione PoE su connettore ethernet. Nella parte inferiore della IP Cam, un piccolo sportello a tenuta stagna nasconde la feritoia per l’inserimento di una microSD per la registrazione video locale, utile qualora la rete non funzionasse o comunque non fosse possibile registrare in altre location di rete (vedremo quali).

EZVIZ C3X - Dimensioni

 

I due LED per l’illuminazione infrarossa garantiscono una visione notturna a una distanza di circa 5-10 metri. L’obiettivo(i) è un F:1.6, quindi molto luminoso, mentre la focale di 4 mm. garantisce un angolo di visione di  89° in orizzontale e 106° in diagonale. Il sensore è un CMOS da 1/2.7” da 2 MegaPixels che eroga un’immagine FullHD (1920×1080 pixel) a 25 fps (fotogrammi al secondo) con encoding H265 ad alta efficienza. La telecamera non dispone di zoom ottico, né di supporto allo standard ONVIF.

Aspetto importante di questa IP Cam è la capacità di produrre immagini notturne a colori. Questo motiva la presenza di due ottiche gemelle: una è dedicata alla visione infrarossa, in bianco e nero; l’altra è un’ottica tradizionale. EZVIZ dichiara la presenza di una sorta di intelligenza artificiale in grado di sommare le due immagini al fine di aver immagini particolarmente accurate di giorno e, come detto, a colori durante la notte. Inoltre, questa tecnologia permette la gestione (digitale) di una sorta di HDR evoluto chiamato, per la precisione, WDR (Wide Dynamic Range): la telecamera, infatti, può essere istruita per sottoesporre eventuali porzioni di immagini (le due metà superiori o inferiori, o quelle di destra/sinistra) al fine di esporre correttamente un’immagine con grande contrasto di luminosità.

WDR Wide Dynamic Range
un esempio di WDR in azione.

Infine, sempre l’AI di gestione dell’immagine garantisce un non meglio precisato 3D NDR (Noise Digital Reduction) per la riduzione automatica del rumore video.

EZVIZ C3X è infine dotata di audio bidirezionale, il che consente non solo di ascoltare quel che ascolta la telecamera, ma anche di parlare da remoto (tramite l’app di gestione “EZVIZ” per Android e iOS) e far sì che chi sia presente davanti alla cam ascolti ciò che viene detto. Funzione molto comoda, per esempio, per presidiare dei varchi. L’altoparlante, inoltre, viene utilizzato per riprodurre effetti o messaggi pre-registrati in caso di rilevazione di movimento.

Installazione

La EZVIZ C3X per sua stessa natura presenta, in fase di installazione fisica, qualche difficoltà in più rispetto alle comuni ed elementari IP Cam. La sua base con snodo presenta il fascio di cavi sopra spiegato: l’idea di installarla semplicemente con due stop al muro (inclusi in confezione) non è quindi sufficiente. È infatti necessario decidere a monte dove nascondere (e interconnettere) i cavi – per lo meno l’alimentazione.

EZVIZ C3X - Installata esternamente Le possibilità sono sostanzialmente due:

  • forare il muro e installare una cassetta murale nella quale infilare i cavi;
  • utilizzare una scatola stagna la quale abbia lo scopo di permettere il montaggio in presenza dei cavi di cui sopra.

Per i nostri test abbiamo utilizzato una soluzione temporanea, ovvero quella di utilizzare una scatola da esterno forata sul dorso.

La base non presenta guarnizioni per sigillare, con la pressione indiretta esercitata dalle viti di montaggio, i cavi di comunicazione da eventuale umidità, quindi all’atto del montaggio sarà necessario ricordarsi di sigillare in qualche modo.

Sempre sulla base è montato il giunto di regolazione dell’inclinazione, la quale può essere regolata su due assi, verticale e orizzontale. Anche le antenne Wi-Fi possono essere regolate omnidirezionalmente.


Una volta terminata l’installazione fisica (vedi manuale), la procedura di configurazione e prima attivazione è quanto di più semplice e assolutamente in linea con altre IP Cam (sia EZVIZ che di altri brand): l’utilizzo dell’app EZVIZ guida l’utente in una procedura elementare che consente  di impartire alla telecamera le coordinate Wi-Fi (in caso si utilizzi quel canale trasmissivo) e di associarla al proprio account Cloud. L’app EZVIZ (della quale parleremo in dettaglio a seguire) prevede infatti l’utilizzo del cloud fornito dal produttore, il quale consente di consultare le immagini anche da remoto senza particolari configurazioni o conoscenze tecniche.

Ecosistema

Come purtroppo spesso capita nell’ambito delle IP Cam, anche l’app EZVIZ non fa saltare sulla sedia per usabilità e innovazione, ma comunque provvede più che adeguatamente al proprio ruolo, ovvero quello di configurare e consultare la o le proprie IP Cam EZVIZ. Accedendo all’app è possibile visualizzare l’elenco delle telecamere configurate e visualizzarne istantaneamente la diretta audio/video, nonché attivare le altre funzioni.

Una delle funzioni più importanti configurabili è, ovviamente, il riconoscimento del movimento.

Su questo EZVIZ si è impegnata molto, dotando la C3X di un motore piuttosto evoluto, in grado di riconoscere efficacemente figure umane, automobili o movimento generico. Graditissima è la possibilità di poter definire un mascherino di dettaglio rispetto a quale parte dell’inquadratura considerare per il rilevamento e quale no (proprio come si va con NVR come motionEye), cosa che spesso molte IP Cam non consentono.

EZVIZ C3X - Mascherino
il configuratore del mascherino d’immagine.

L’app consente inoltre di creare delle aree di rilevamento tramite forme geometriche, rettangoli o triangoli, oppure disegnando una riga virtuale sotto o sopra la quale far scattare la rilevazione.

EZVIZ C3X - Linea mascherino
la rilevazione “a linea”.

I gradi di sensibilità regolabili sono ben sette, consentendo una “regolazione fine” di certo non paragonabile a un NVR ma comunque più precisa di tante altre soluzioni viste sul mercato.

A fronte di una rilevazione di movimento, la telecamera può effettuare svariate azioni. Innanzitutto, può registrare localmente (in presenza di una microSD, non fornita) e/o sul Cloud: per quest’ultimo la IP Cam viene fornita di abbonamento cloud gratuito di prova per una registrazione degli eventi con una profondità storica di massimo 24 ore; per una profondità maggiore (o comunque al termine del periodo di prova), è disponibile una abbonamento in-app di vari tagli di costo e dimensione. Ovviamente la consultazione degli storici può avvenire da remoto sempre tramite l’app EZVIZ.

Oltre all’ovvia registrazione, la IP Cam può emettere dei segnali luminosi e dei suoni: in merito a questo, sono disponibili una serie di sirene nonché la possibilità di registrare un messaggio audio personalizzato e riprodurre, in caso di rilevazione, quest’ultimo.

INTERFACCIA WEB

La EZVIZ C3X al momento dei nostri test non espone alcuna interfaccia web: le due uniche alternative di interfacciamento sono per l’appunto l’app mobile EZVIZ e il flusso di rete audio/video che vedremo in seguito.

Qualità ottica

Il comparto video è, ovviamente, il pezzo forte della EZVIZ C3X: le immagini, sebbene “solo” in Full HD 1080p, sono molto equilibrate, nitide, con una gestione della gamma dinamica (tramite il sopracitato WDR) abbastanza efficace, anche se un HDR vero e proprio sarebbe stato gradito – ma forse, tecnicamente non possibile. La visione diurna è di alto livello, ma ciò che colpisce ovviamente è la qualità delle immagini notturne, che risultano naturali come quella dell’occhio umano, sebbene qualche artefatto digitale (immaginiamo inevitabile) talvolta salti fuori. Molto bene l’uso del codec H265, il quale contribuisce a un basso impatto sul traffico di rete, garantendo un ottimo rapporto tra qualità e compressione.

Riportiamo una gallery di immagini riprese direttamente dall’app, compresse standard JPEG all’80% di qualità (si consiglia di visionare le immagini tramite computer).

Network streaming

La EZVIZ C3X fornisce nativamente un flusso streaming audio/video FFMPEG su protocollo RTSP, il che soddisfa perfettamente i requisiti previsti per le integrazioni con HUB personali e NVR do-it-yourself.

Il flusso video (unico) è un H265 HVEC Full HD a 25 fps. L’audio è un flusso stereo PCM 32000Hz 32 bit, notevole, il quale è comunque disattivabile a scelta.

EZVIZ C3X - Network streaming

Il flusso audio-video è disponibile sulla rete sulla quale è attestata la IP Cam all’indirizzo:

rtsp://username:password@IP_DELLA_CAM/h265_stream

dove username è, di default, “admin” mentre la password è disponibile su un adesivo presente all’interno della confezione (voce “Verification code”. Quel che non siamo riusciti a capire è come cambiare questi due parametri – troviamo incredibile non sia possibile farlo, ma al momento non ci siamo riusciti.

Un gran peccato l’assenza dello standard ONVIF, il che rappresenterebbe una grande comodità in termini di integrazione domotica tout court: malgrado l’integrazione sia possibile tramite il flusso video qui sopra indicato, eventuali eventi (rilevazione movimento, allarmi eccetera) non saranno direttamente disponibili. Comunque sia, il cloud EZVIZ espone delle API pubbliche che, come vedremo, vengono utilizzate dai più disparati HUB personali per l’integrazione. 

Integrabilità domotica

Ovviamente chi legge inDomus sa quanto siano importanti, nelle nostre valutazioni, gli aspetti legati alla compatibilità e all’integrabilità di un dato componente rispetto alla domotica personale.

Per quanto riguarda la compatibilità, la EZVIZ C3X è controllabile tramite Amazon Echo (Alexa) e Google Home (Assistant); presente anche quella con IFTTT (vedi dettagli), mentre è assente quella con Apple HomeKit (ma quest’ultima è ottenibile tramite integrazione con gli HUB personali, a seguire).

In termini di integrabilità, si tratta di una IP Cam che, come detto, espone un flusso FFMPEG via RTSP, il che significa che è facilmente integrabile , in termini di flusso video, (in modalità Local Push, evviva) con qualunque HUB personale (Home Assistant, openHAB eccetera) o con qualunque sistema di videosorveglianza Network Video Recorder (NVR), anche realizzato da sé (vedi progetto motionEye).

Siamo riusciti senza problemi a integrare questa IP Cam su Home Assistant senza grossi problemi come telecamera rtsp; è inoltre disponibile l’integrazione nativa. Infine, siamo riusciti ad integrarla come sensore di movimento virtuale via motionEye. Peccato, come già detto, non poterla integrare in modalità Local Push tramite ONVIF.

Ovviamente, qualunque HUB personale che sia in grado di integrare flussi video rtsp e/o disponga di componenti di integrazioni che utilizzino le API cloud di EZVIZ possono integrare questa telecamera.

Valutazione

Qualità costruttiva
Qualità ottica
Funzionalità
Ecosistema
Integrabilità domotica
Prezzo
Media

N.b. La spiegazione di questi parametri di valutazione è illustrata in dettaglio su questa scheda.
EZVIZ C3X - BoAPartiamo dagli aspetti positivi. EZVIZ è senza dubbio una IP Cam rocciosa, molto ben costruita, con una qualità video notevole e con quel plus della visione in notturna a colori che indubbiamente colpisce. Il firmware è ben realizzato: abbiamo testato il riconoscimento del movimento al chiuso, indicando alla cam di riconoscere solo esseri umani e, in presenza di altro movimento (anche di animali domestici) non si è fatta fregare. Audio bidirezionale, codec video H265, molte voci di configurazione a soddisfare gli appetiti più bestiali da smanettoni incalliti.

Si tratta quindi di una gran telecamera, non esente però da qualche difetto: innanzitutto l’assenza dell’alimentazione PoE (sebbene, come sempre, è possibile eventualmente utilizzare degli adattatori acquistabili a parte) e quella dello standard ONVIF, standard che sempre di più si tende a ricercare nelle IP Cam di nuova generazione. Non si tratta di un sensore a buon mercato: parliamo d’altro canto di una telecamera di altissimo profilo, non di certo un giocattolo di fascia bassa. Speriamo in qualche aggiornamento firmware che porti con sé, in futuro, lo standard ONVIF.

ENVIZ C3X Unboxing

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