community italiana di domotica personale
 
Home Assistant (HASSOS/HASSIO) o Home Assistant CORE: quale installazione fa al caso mio?

Home Assistant (HASSOS/HASSIO) o Home Assistant CORE: quale installazione fa al caso mio?

4 minuti di lettura

Uno dei problemi più tipici che i nuovi utenti si trovano ad affrontare all’atto di adottare per la propria domotica personale l’HUB Home Assistant è quello di sceglierne la tipologia di installazione.

La difficoltà nasce dal fatto che spesso e volentieri non è facile capire quali siano le possibilità e le varie alternative. Su inDomus ci siamo già spesi nello spiegare quali siano i primi passi con Home Assistant e da dove cominciare; in questo FOCUS ci concentriamo maggiormente sul bivio più importante, quello relativo alla scelta tra Home Assistant OS (in breve HASSOS, o come chiamato un tempo HASSIO) e Home Assistant Core.

Ciò che dev’essere chiaro a chiunque si avvicini a questo mondo è cosa sia un HUB personale: Home Assistant (quale sia la modalità di installazione) rientra nella cerchia di queste potenti soluzioni software & hardware. Capito questo si può prendere il toro per le corna e affrontare il dilemma dei dilemmi: HASSOS o CORE?

Home Assistant Logo

Le differenze.

Tanto per essere chiari una volta per tutte, l’HUB è uno e uno solo, e il suo nome è “Home Assistant Core“. Le sue funzionalità proprie sono identiche per qualsiasi installazione si decida di adottare. Non c’è quindi il rischio di installare l’HUB in un modo o nell’altro e non trovarsi a disposizione delle piattaforme di integrazioni, la possibilità di definire automazioni e tutto ciò che tipicamente definisce questo stupendo pezzo di software.

In buona sostanza, quindi, per dotarsi di questo HUB è necessario installare l’Home Assistant Core, il quale sostanzialmente è un applicativo basato su Python.

Installare Home Assistant Core è abbastanza semplice. Può essere fatto piuttosto rapidamente, come applicativo, su Raspberry Pi su Windows, su Apple macOS e in molti altri ambiti, oppure ancora più semplicemente come container Docker. Si tratta di una modalità sicuramente più orientata verso chi ha una maggiore dimestichezza coi sistemi operativi e con l’informatica in genere: tutto ciò che gravita attorno all’HUB (configurazione dei certificati per la connessione sicura, modifica della configurazione, installazione pacchetti aggiuntivi e molto altro avviene completamente in modo manuale). La distribuzione mondiale delle installazioni, se siete curiosi, è disponibile qui.


Per tutti coloro che invece non abbiano grande dimestichezza interviene quello che un tempo si chiamava HASSIO e che ora, per una scelta che consideriamo un filo fuori di senso (ma tant’è), è stato rinominato semplicemente “Home Assistant” (causando così una grande confusione). Viene anche chiamato Home Assistant OS o HASSOS, dal nome del sistema operativo su cui si basa.

HASSOS è da considerarsi un’appliance, in questo caso un binomio hardware+software concepito in ottica “chiavi in mano”: lo accendi e tutto funziona. Questo per sommi capi: in sostanza di tratta di installare un’immagine preconfezionata sul disco di avvio del computer che lo utilizzerà e questo è sufficiente per dotarsi di un sistema composto da:

  • Home Assistant OS, ovvero il necessario sistema operativo (abbreviazione di Home Assistant Operating System), una derivazione di Alpine Linux;
  • Home Assistant Core (l’HUB vero e proprio);
  • Home Assistant Supervisor.

Home Assistant Supervisor è ciò che differenzia realmente queste installazioni da quelle del solo Core. Si tratta infatti di un elemento che dota l’interfaccia dell’HUB di una sorta di vetrina virtuale dalla quale installare e configurare (tutto via interfaccia grafica) molto rapidamente ed efficacemente funzioni e servizi accessori (ma importanti, come per esempio i già citati certificati per la connessione sicura) evitando le sicuramente più laboriose operazioni manuali previste con Core.

HASSOS può venire installato su molti sistemi hardware diversi: tipicamente viene installato su Raspberry Pi il quale, a fronte di un costo di acquisto assolutamente limitato, consente di utilizzarlo alla grande. Tale installazione è descritta dalla guida apposita.

Ovviamente, installare HASSOS su un sistema hardware significa dedicarglielo in toto; ecco perché, col tempo, sono emerse varie installazioni che consentono di installare HASSOS su macchine virtuali a container, il che consente di sfruttare l’hardware (magari più potente, come per esempio nel caso degli Intel NUC) per più cose parallele e isolate tra loro.

Installare HASSOS su Raspberry in questa modalità è possibile utilizzando Docker.

DUNQUE, QUALE SCEGLIERE?

Sicuramente Home Assistant (quale sia l’installazione) viene eseguito su ambienti hardware a basso consumo energetico, in quanto tipicamente dev’essere in esecuzione h24 (la domotica non dorme mai – e meno male). Va da sé che solitamente, come detto, viene installato su sistemi come Raspberry Pi o altri.

Il nostro consiglio, sempre, è quello di utilizzare Home Assistant Core, quando possibile. Il motivo è semplice: l’installazione HASSOS è sì apparentemente più pratica, ma nasconde essa stessa delle insidie, oltre ad essere molto poco performante, se paragonato a Core. Proprio perché orientata vero un pubblico meno tecnico, quando eventualmente si presentano dei problemi diventa più difficile riuscire a diagnosticarli, perché l’utente è meno abituato a “smanettare”, trovandosi così in difficoltà.

Home Assistant Core ha una curva di adozione sicuramente più ripida, perché è sicuramente più difficile riuscire (se non si è abbastanza tecnici) ad installarlo e domarlo, almeno all’inizio. D’altro canto, una volta prese le misure molto difficilmente ci si trova in difficoltà, proprio perché l’utente non solo acquisisce competenza, ma tale competenza riesce di conseguenza ad utilizzarla per risolvere eventuali problemi. Una buona alternativa, ultimamente molto in voga, all’installazione di Home Assistant Core come applicativo Python (la modalità più tradizionale) è quella di adottarlo come container Docker, cosa che semplifica non poco installazione e manutenzione.

Sul fronte delle prestazioni, poi, non c’è gara: Core alla fine è un applicativo Python abbastanza leggero, e quando si trova ad essere eseguito da solo garantisce alte prestazioni. HASSOS invece prevede che Core venga eseguito in ambito virtuale a container dentro il sistema operativo (Home Assistant OS) che lo ospita, affiancato poi da tante ulteriori virtualizzazioni quanti sono i servizi e gli oggetti installati dallo store virtuale tramite Supervisor (anch’essa una funzionalità virtualizzata). Quando poi HASSOS lo si esegue virtualizzandolo, praticamente come in una matrioska si stratificano le virtualizzazioni, con un risultante sarchiapone dalle prestazioni pachidermiche. Pessimo.

CONCLUDENDO

In poche parole? Se potete, usate CORE.

Primi passi con Home Assistant: da dove cominciare


Home Assistant Official Logo ATTENZIONE: ricorda che sul nostro community FORUM c'è una sezione ad hoc dedica a Home Assistant, per qualsiasi dubbio, domanda, informazione nel merito specifico di queste componenti.

   
Telegram News Channel