Come installare e configurare Raspberry Pi con Raspbian

6 minuti di lettura
Scopi DELLA GUIDA:
  • Come installare e configurare Raspberry Pi
  • Livello di difficoltà: basso
Concetti affrontati:
  • Installazione e configurazione software
Componenti software utilizzate:
  • Sistema operativo Raspbian Buster (o alternativi)
  • Raspberry Pi Imager (o alternative, come Etcher)
Dispositivi fisici utilizzati:
  • un Raspberry Pi e relativo alimentatore
  • un computer di supporto
  • una microSD (e relativo adattatore USB) oppure un disco SSD collegato via USB
  • tastiera e mouse USB (solo per la prima configurazione)
  • TV/Monitor con ingresso HDMI (solo per la prima configurazione)

IN ASSENZA di tastiera, mouse e/o video, è comunque possibile installare il Raspberry tramite le tecniche descritte nella pratica guida “headless.

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Revisione guida: 4.2

Raspberry Pi in mano

Finalmente ho acquistato un Raspberry Pi.
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Si parte

Le connessioni

Il Raspberry è un oggetto non particolarmente complesso da configurare, pertanto non c’è alcun bisogno di spaventarsi. Innanzitutto, è necessario effettuare tutti i collegamenti minimi per il primo utilizzo. La lista di ciò che serve inizialmente è:
  • una tastiera usb;
  • un mouse usb;
  • un cavo HDMI;
  • un monitor/TV con ingresso HDMI;
  • alimentatore microUSB per Raspberry Pi (solitamente incluso all’unità);
  • una microSD (solitamente incluso all’unità) oppure un disco esterno USB.

In assenza di tastiera e/o mouse e/o video è comunque possibile configurare Raspbian in modalità headless. Una guida ad hoc è disponibile qui.

Per chi non lo sapesse, il cavo HDMI (High-Definition Multimedia Interface) appare come segue:
e si collega da una parte al Raspberry e da una parte sul monitor/TV.
Lo schema che segue riassume le connessioni da effettuare (più una serie di periferiche opzionali):
schema connessioni raspberry pi
Schema di connessioni Raspberry Pi.

Prima dell’accensione

Prima di avviare il Raspberry Pi, è necessario “installare” il sistema operativo sulla microSD, la quale è il corrispettivo dell’Hard Disk in un comune personal computer. Tale sistema operativo è disponibile in molte declinazioni e personalizzazioni; su inDomus faremo spesso riferimento alla più classica, supportata e completa oggi disponibile, ovvero Raspbian.
N.b. Su Raspberry Pi è possibile anche utilizzare, in luogo di una microSD, un disco esterno connesso via USB. A tal proposito si consiglia la lettura di quest’altra scheda.
Per effettuare l’installazione del sistema operativo sono necessari:
  • un computer (Windows, Apple o Linux);
  • l’immagine del sistema operativo da installare (Raspbian o, come detto, altri)
  • la microSD e il relativo adattatore USB.
La procedura che andiamo a descrivere è valida sia per Raspbian sia per ogni altro sistema operativo adatto a Raspberry.

Installare il sistema operativo

Per installare Raspbian sul supporto microSD o hard disk esterno (per questo secondo caso, leggi le considerazioni in merito al suo uso) le procedure variano in base al computer a disposizione come supporto.

L’elenco completo di immagini di sistema operativo “Raspbian” è disponibile qui.

N.b. La presente guida descrive come installare e configurare Raspbian, ma la procedura (almeno quella di installazione) è la medesima per qualsiasi altra distribuzione adatta a Raspberry Pi (eg. Home Assistant HASSIO, Retropie eccetera) distribuita su immagine a singolo file.

Tramite tool

L’opzione più semplice per installare un’immagine (Raspbian o di altro tipo) su una microSD o su un disco esterno USB è quella di utilizzare un semplice tool ad interfaccia grafica.

In questa guida prenderemo in considerazione l’uso di Raspberry Pi Imager, un tool per Windows, macOS e Ubuntu realizzato dalla Raspberry Foundation il quale è in grado di scaricare l’immagine da Internet (permettendo all’utente di scegliere tra varie distribuzioni oppure un’immagine ad hoc presente sul proprio computer) e poi di installarla sulla nostra microSD o sul nostro hard disk SSD USB (n.b. leggi questo articolo a tal proposito).

Un’alternativa è quella di usare tool analoghi tipo Etcher, i quali però prevedono solo l’uso di un’immagine presente sul proprio computer (non sono in grado di scaricarli da Internet automaticamente).

La procedura quindi è la seguente:

  • scaricare e installare il software Raspberry Pi Imager sul computer di supporto (clicca qui per scaricare la versione opportuna);
  • collegare la microSD (o l’hard disk esterno) al computer di supporto;
  • eseguire Raspberry Pi Imager  sul computer di supporto;
  • selezionare la distribuzione (“Operating System“) da installare: scegliere la primissima voce, “Raspbian – A port od Debian…“;
  • selezionare la microSD o il disco SSD;
  • cliccare “Write” per installare la distribuzione;
  • attendere il completamento del task (può metterci anche un’ora, in base alla velocità della connessione Internet – necessaria – e alla velocità di scrittura dati verso la microSD/disco SSD).
Raspberry Pi Imager
l’interfaccia di Raspberry Pi Imager.

Terminata la procedura (la quale sarà più o meno veloce in base alla velocità della connessione tramite la quale il tool scarica l’immagine), è possibile scollegare la microSD/disco SSD e procedere oltre alla configurazione del Raspberry.

Tramite riga di comando (CLI)

Per effettuare l’installazione tramite riga di comando è necessario avere a disposizione l’immagine della distribuzione da installare. Per scaricare il sistema operativo Raspbian “Buster” di Raspberry Pi, cliccare qui. In alternativa è liberamente possibile utilizzare altre distribuzioni per Raspberry Pi.

Procedura MACApple Logo
  • Collegare la microSD (o il supporto scelto) al computer;
  • eseguire Terminal;
  • da Terminal, eseguire:
diskutil list
per indentificare il numero disco (NON la partizione), e.g. disk4 e non disk4s1
  • smontare il disco col comando:
diskutil unmountDisk /dev/disk<NUMERO_DISCO>
indicando il <NUMERO_DISCO> precedentemente identificato (e.g. diskutil unmountDisk /dev/disk4)
  • effettuare l’installazione dell’immagine tramite il comando:
sudo dd bs=1m if=NOME_IMMAGINE of=/dev/rdisk<NUMERO_DISCO> conv=sync
dove NOME_IMMAGINE è il nome file dell’immagine da copiare e <NUMERO_DISCO> è il numero del disco precedentemente identificato (quindi la microSD o il nostro disco SSD).
e.g.:
sudo dd bs=1m if=2018-04-18-raspbian-stretch.img of=/dev/rdisk4 conv=sync
Procedura LinuxLinux logo
  • Collegare la microSD (o l’hard disk SSD) al computer;
  • eseguire Terminal;
  • da Terminal, eseguire:
lsblk
dopodiché è sufficiente utilizzare il comando:
dd bs=4M if=NOME_FILE of=/dev/sdX conv=fsync
dove NOME_IMMAGINE è il nome file dell’immagine da copiare e sdX è il disco precedentemente identificato (quindi la microSD)
Maggiori informazioni sulla procedura Linux sono disponibili qui.

Configurare l’accesso Wi-Fi

Se non si vuoi cablare direttamente via cavo il Raspberry alla rete ethernet domestica è possibile istruire il sistema operativo Raspbian appena installato sulla microSD al fine di collegarsi automaticamente alla Wi-Fi al primo avvio.

Per far questo è necessario creare dentro la partizione “boot” presente sulla microSD – tramite un editor di testo qualunque – un file chiamato “wpa_supplicant.conf” contenente la seguente configurazione:

ctrl_interface=DIR=/var/run/wpa_supplicant GROUP=netdev
network={
    ssid="YOUR_NETWORK_NAME"
    psk="YOUR_PASSWORD"
    key_mgmt=WPA-PSK
}

dove nei capi “ssid” e “psk” andranno rispettivamente riportati il nome della propria Wi-Fi e la relativa password d’accesso.

Configurare SSH

A questo punto è necessario attivare la funzionalità SSH Server di Raspbian per darci modo di collegarci dal nostro computer di appoggio al Raspberry senza la necessità, invece, di usare una tastiera, un mouse e un display collegati al Raspberry per iniziare ad usarlo.

Per far ciò è sufficiente creare un file chiamato “ssh” (senza alcuna estensione né contenuto) e copiarlo all’interno della partizione “boot” presente sulla microSD appena configurata (e dell’hard disk usato esternamente collegato via USB). Nient’altro.

N.b. Per effettuare questa azione è necessario utilizzare un computer Windows o comunque un computer in grado di accedere alla partizione.

ERRORI COMUNI

Spesso e volentieri capita:

  • quando, come computer di supporto, si usa Windows, capita di disconnettere fisicamente l’adattatore USB/microSD senza prima cliccare su “disconnetti unità”, cosa che talvolta causa la mancata scrittura del file “wpa_supplicant.conf” e del file “ssh” sulla root della microSD. Ricordarsi di cliccare sempre “disconnetti unità” prima di rimuovere l’adattatore.

Prima accensione

Inserita la microSD nell’apposito slot, è ora possibile accendere Raspberry Pi agendo sull’interruttore posto sul cavo di alimentazione o, in assenza, collegando l’alimentazione sull’unità stessa.
N.b. In assenza di tastiera e/o mouse e/o video, è comunque possibile configurare Raspbian in modalità headless. Una guida ad hoc è disponibile qui.

Sul monitor l’unità darà visibilità di una serie di attività automatiche di prima configurazione. Al termine, ci troveremo dentro un ambiente grafico desktop offerto da Raspbian.

Raspbian Buster - Wallpaper
Raspberry Pi al primo boot con sistema operativo Raspbian.

Dopo l’avvio, Raspbian vi chiederà di configurare alcuni aspetti della configurazione di base, quali la nazione di appartenenza, il fuso orario, la password amministrativa e l’accesso alla vostra rete Wi-Fi (a meno che ovviamente non si sia già provveduto a monte).

SCOPRIRE L’IP ASSEGNATO AL RASPBERRY

Ogni volta ci si collega ad una rete locale, al dispositivo viene tipicamente assegnato “d’ufficio” un indirizzo IP. Per collegarsi a Raspberry Pi tramite SSH e/o VNC, è necessario conoscere l’IP assegnato.
Per farlo, cliccare in alto a sinistra sull’icona a forma di lampone e, nella lista programmi, selezionare “Terminal“.

Dopo l’apertura della finestra, digitare il comando:

sudo ifconfig

dopo aver inserito la password richiesta, la schermata che apparirà sarà simile alla seguente:

Raspbery Pi ifconfig

L’IP assegnato in questa sessione sarà quello indicato alla destra della dicitura “inet addr“.
Altre tecniche per scoprire l’IP del Raspberry sono disponibili qui.

Nota: l’IP assegnato tende a cambiare nel tempo. Per non doverlo scoprire di volta in volta si consiglia caldamente di assegnare un IP statico al vostro Raspberry Pi. Per far ciò, si consiglia di consultare questa guida.

Configurazione di dettaglio

Giunti sin qui, il nostro Raspberry è pienamente operativo con sistema operativo Raspbian ed è quindi pronto all’uso. Ovviamente, come qualsiasi computer, dopo il primo avvio esso prevede la configurazione di cose elementari ma importati come la collocazione geografica, la lingua, l’orario e altre cose.

Per provvedere, si consiglia di seguire la seguente, breve guida:

Le prime cose da fare dopo aver installato Raspberry con Raspbian

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