Shelly Button1 (pulsante wireless)

7 minuti di lettura
Produttore: Allterco Robotics
Categoria: Sensore
Tipologia: Pulsante alimentato a batteria o via USB
Tecnologie: TCP/IP via Wi-Fi
Difficoltà d’installazione: Bassa
Semplicità d’uso: Alta
Disponibilità: Shelly ITALIA
Revisione recensione: 1.0
Shelly Button1
BASTA UN CLICK

Anch’esso (come il Dimmer 2) presentato in occasione dell’evento Allterco Robotics del 4 giugno 2020, Shelly Button1 è il sensore/attuatore che mancava all’ecosistema Shelly: un piccolo pulsante wireless in grado di interpretare le nostre gesture (pressioni singole o molteplici che siano) e trasformarle nelle più disparate azioni concrete in domotica personale.

Inusuale, per questo tipo di componente, la tipologia di connettività wireless scelta dal maker bulgaro: il Wi-Fi. In quanto alimentato a batteria, la scelta di questo standard (notoriamente esoso in termini di consumo elettrico) potrebbe sembrare un azzardo ma, ricalcando la filosofia già applicata al sensore Shelly H&T, Allterco è riuscita nell’impresa di realizzarne un altro in grado di sfruttare la praticità del Wi-Fi pur mantenendo i consumi nei ranghi di standard come ZigBee e Z-Wave.

Si tratta quindi di un sensore in chiarissima contrapposizione con modelli come, per esempio, lo Xiaomi/LUMI Switch.
Sarà superiore o inferiore? Lo scopriremo in questa recensione.

Caratteristiche

Shelly Button1 è un piccolo componente quadrato in plastica (disponibile bianca o nera) di 4,5 cm di lato per 1,6 circa di altezza. Bellissimo? Non proprio, ma sono gusti personali; il fatto di essere molto leggero è invece oggettivo: 25 grammi inclusivi della batteria (non ufficialmente rimovibile e ricaricabile tramite porta Micro USB standard). Sul lato superiore presenta un pulsante di circa 1,5 cm di raggio circondato da una corona azzurrina che nasconde dei LED multicolore utili durante l’utilizzo per la comprensione dei vari codici di strato (operativo, connesso al Wi-Fi eccetera).

Shelly Button1 - Dimensioni

Sul fianco, una porta Micro USB nascosta da un gommino a tenuta posto per garantire che l’umidità non penetri nell’unità. Shelly Butto1 può operare sia a batteria sia con un cavo Micro USB (non incluso) connesso alla porta. Come vedremo, le due casistiche prevedono comportamenti diversi da parte del sensore.

Shelly Button1 prevede la gestione (almeno, nel momento in cui scriviamo questa recensione) di quattro gesture: singola, duplice e triplice pressione, singola pressione lunga. Non è escluso che, con successivi aggiornamenti firmware, non ne vengano aggiunte altre.

Ma come fa, dunque, Shelly Button1 a sfruttare l’energivoro standard Wi-Fi pur essendo alimentato a batteria? Semplice: utilizza lo stesso escamotage già visto sullo Shelly H&T, ovvero una modalità per la quale, durante il non utilizzo, l’elettronica di controllo si disconnette dal Wi-Fi (2.4 GHz b/g/n) e non si riconnette fin tanto un evento non ne richieda la riconnessione. Per evento, in questo caso, leggasi una qualsiasi delle gesture sopra elencate. In pratica, ogni qual volta di preme il pulsante l’unità esce dal suo parziale sonno, si connette alla Wi-Fi e comunica l’evento accaduto alla domotica (in che modalità lo vedremo dopo). Diversamente, in caso l’unità sia alimentata via USB, essa sarà perennemente connessa al Wi-Fi.

Installazione e configurazione

L’installazione, come tutti componenti della linea Shelly Home Automation, è piuttosto semplice. Sostanzialmente si tratta di aprire l’app Shelly Cloud (per Android e iOS) e seguire i pochi passi che consentono all’unità di acquisire le coordinate Wi-Fi e poco altro.

Come sempre, Shelly mette a disposizione, in rete, il manuale d’installazione in formato pdf.


Completata l’installazione non resta che provvedere alla configurazione, la quale deve venire necessariamente effettuata tramite alimentazione esterna via Micro USB. Per effettuare tale configurazione di dettaglio il nostro consiglio è quello di non utilizzare l’app, ma piuttosto un qualsiasi browser tramite il quale collegarsi all’interfaccia web offerta dall’attuatore. Il perché è semplice: alcune impostazioni sull’app talvolta semplicemente non figurano.

Avremo dunque bisogno dell’indirizzo IP a cui collegarci: lo si potrà trovare facilmente tramite l’interfaccia web del proprio modem/router oppure con un qualsiasi tool di scansione reti (eg. Fing). Se l’IP assegnato sarà (per esempio) il 192.168.1.100, l’interfaccia web alla quale collegarsi sarà disponibile all’indirizzo http://192.168.1.100.

Una volta connessi apparirà un’interfaccia estremamente elementare. Tappare sulla voce “Settings“:

Shelly Cloud - Settings

Selezionare poi “Firmware update” per provvedere all’aggiornamento dell’unità:

Shelly Cloud - Settings - Firmware update

Dopo un tempo variabile (fino a due minuti) l’attuatore tornerà disponibile e sarà così pronto per la configurazione base.

Impostazioni

Lo Shelly Button1 prevede, di fabbrica, una serie di impostazioni: dalle più banali relative alla tipologia di device a quelle più raffinate, come per esempio quelle relative dalla durata delle pressioni sul tasto per gestire le gesture, alle “ACTION” da effettuare in caso di pressione, al protocollo MQTT (supportato di fabbrica) e altro.

Altri parametri importanti sono:

  • LED Light Control“, ovvero come regolare il comportamento del LED a corona;
  • LONGPUSH Duration“, ovvero la regolazione, in millisecondi, della durata della gesture “lunga pressione”;
  • MULTIPUSH“,ovvero la regolazione, in millisecondi, degli intervalli della gesture “pressioni multiple”;
  • Remain Awake“, per regolare quanti secondi il pulsante debba rimanere connesso alla Wi-Fi (sotto batteria);
  • Internet e security settings“, per la gestione del cloud e del client MQTT;
  • Actions“, per definire semplici automazioni in base alle varie gesture.

Alcuni aspetti:

INTERNET & SECURITY SETTINGS

Il componente prevede un funzionamento di default tramite il cloud di Shelly. In questa modalità sarebbe comunque possibile integrarlo nel proprio HUB personale, ma è più opportuno configurarlo utilizzando sfruttando il protocollo MQTT. Da precisare che, utilizzando questo tipo di configurazione, l’interfaccia di configurazione del dispositivo non sarà più accessibile tramite cloud Shelly, ma sarà visibile solo nella propria LAN.

Per attivare questa pratica modalità è sufficiente alla voce “Internet & Security Settings” / “Advanced – Developer Settings” e configurando l’attuatore inserendo i parametri relativi all’accesso del proprio broker MQTT (vedi FOCUS), cliccando poi su SAVE una volta terminato.

ACTIONS

Sono disponibili tante impostazioni quante sono le gesture disponibili. Fondamentalmente, l’impostazione permette di indicare il comando HTTP da evocare al presentarsi della gesture: se per esempio si vuole accendere un altro Shelly presente sulla rete domestica, è sufficiente indicare il comando Shelly HTTP REST appropriato, per esempio:

http://192.168.1.40/relay/0?turn=ON

Esperienza d’uso

Fa quello che deve fare. Una cosa però può risultare seccante: il delay di attivazione. Quando è a riposo e viene risvegliato con una o più pressioni, il tempo di reazione è mediamente i circa tre secondi quando alimentato a batteria (via USB, invece, è istantaneo). Questa è sostanzialmente la grossa differenza rispetto a modelli per esempio ZigBee come lo Xiaomi o Z-Wave con l’Aeotec Wallmote, i quali per natura reagiscono istantaneamente seppur alimentati a batteria. Ovviamente questo non è un problema se lo si usa, per esempio, per attivare delle scene, o delle funzioni che non è necessario siano attivate all’istante; discorso diverso, invece, sul fronte illuminazione: davanti alla pressione, ci si aspetterebbe una reazione immediata, cosa che in questo caso non avviene.

Compatibilità

Il grado di compatibilità di Shelly Button1 è abbastanza elevato: è infatti direttamente compatibile con Amazon Alexa e Google Home, oltre che con il servizio IFTTT (in modo indiretto, utilizzando Webhook e l’accesso API Cloud). Ovviamente è compatibile con la sua app Shelly Cloud (per Android e iOS).

Assente invece la compatibilità con Apple HomeKit (ma grazie all’ampio grado di integrabilità domotica, la cosa è aggirabile – come vedremo a breve). Nel marzo 2020 la compatibilità Apple HomeKit è stata introdotta per alcuni modelli ma non per lo Shelly Button1. Non è escluso che anch’esso verrà, in futuro, supportato – anche se, purtroppo, Apple HomeKit è sempre più “who cares”.

Integrabilità domotica

In termini di integrabilità lo Shelly Button1 non presenta alcun problema – come d’altra parte tutti i componenti della linea Shelly Home Automation.

HOME ASSISTANT

Home Assistant è dotato di un componente ufficiale (un po’ acerbo) a supporto dell’integrazione dei componenti Shelly, ma ne esiste anche uno non ufficiale il quale consente di integrare l’attuatore, sempre in modalità Local Push. L’alternativa migliore, secondo noi, rimane comunque quella di utilizzare sempre e solo le varie piattaforme di declinazione del componete “MQTT” (vedi guida).

HOMEY

Homey dispone di un’app (“Shelly“) la quale consente la piena integrazione, sia in modalità Cloud che LAN. Nessun problema rilevato: l’integrazione si fa in un batter d’occhio.

openHAB e Domoticz

Anche questi HUB personali minori, disponendo di supporto MQTT, non hanno alcun problema. Nello specifico, openHAB dispone di un binding apposito.

SAMSUNG SMARTTHINGS

Da marzo 2020 la linea Shelly è supportata (in beta, ma lo sarà pienamente a seguire) per l’integrazione presso l’ecosistema Samsung tramite uno Schema appositamente rilasciato. Shelly Button non risulta tra le componenti già supportate con la prima beta.

HOMEBRIDGE

Homebridge, una soluzione per fornire sola compatibilità con Apple HomeKit, dispone ad oggi di un plugin per l’integrazione (“homebridge-shelly“). Data l’obsolescenza del progetto, si consiglia però di utilizzare uno degli HUB sopracitati i quali sono in grado a loro volta di esporre le proprie entità verso HomeKit, risolvendo così il problema.


HUB Integrabilità Note
Home Assistant ✔️ Tramite la modalità Local Push (via MQTT – vedi guida) o tramite modalità Local Push/Cloud Polling via componente ufficiale “Shelly” o via custom component “ShellyforHASS“, via CoAP e REST (vedi guida).
Homebridge (Apple HomeKit) ✔️ Tramite la modalità Local Push (via MQTT con plugin “homebridge-mqttthing” o altri similari) o tramite modalità Cloud Polling (via plugin “homebridge-shelly“)
openHAB ✔️ Tramite binding apposito o tramite modalità LAN (via MQTT)
Domoticz ✔️ Tramite la modalità LAN (via MQTT)
Homey ✔️ Tramite la modalità LAN (via Shelly oppure via MQTT)

Shelly Button1 - Package

Valutazione

Valutazione di dettaglio:

Qualità costruttiva
Funzionalità
Uso: qualità ed esperienza
Compatibilità
Integrabilità
Prezzo
Media
N.b. La spiegazione di questi parametri di valutazione è illustrata in dettaglio su questa scheda.

BoSITroviamo questo tipo di sensori sempre piuttosto utili in domotica, in quanto la possibilità di attivare delle funzioni semplicemente toccando un pulsante (e in vari modi) è qualcosa di pratico ed estremamente versatile. Shelly Button1 pertanto non fa differenza, specialmente se integrato al proprio HUB personale, il che apre a tutta una serie di funzionalità come l’attivazione di automazioni, scenari, script, nonché controllare direttamente lo stato di una o più entità.

Lo promuoveremmo a pieni voti non fosse per il discorso legato al delay in fase di uscita dallo stato di riposo: come detto, utilizzarlo per la gestione luci, a nostro parere, potrebbe portare a uno sgradevole e percepibile effetto di ritardo. Diverso invece il discorso se lo si immagina implementato per altre funzionalità come quelle sopra citate. D’altro canto, rispetto a modelli analoghi ma basati su ZigBee e Z-Wave, Shelly Button1 presenta il vantaggio, evidente, di poter essere utilizzato in modo diretto tramite Wi-Fi, senza il bisogno di alcun BRIDGE/Gateway.

Nell’insieme, comunque, un buon componente che va ad arricchire ulteriormente il catalogo Shelly “Home Automation Systems”.


Shelly 1PM ATTENZIONE: ricorda che sul nostro community FORUM c'è una sezione ad hoc dedica agli Shelly (e più generalmente ai dispositivi ESP8266), per qualsiasi dubbio, domanda, informazione nel merito specifico di queste componenti.


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