Le prime cose da fare dopo aver installato Home Assistant

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Qualsiasi sia l’installazione scelta per il proprio Home Assistant (uno dei più noti HUB per la domotica personale), al primo avvio tale HUB personale risulterà, sostanzialmente, vuoto.
Al più, in caso si posseggano componenti domotici già configurati sulla propria rete, è possibile che Home Assistant li riconosca automaticamente e ne presenti le interfacce d’integrazione direttamente presso l’interfaccia del frontend.

È normale: dato che le entità domotiche presenti dipendono dalla configurazione, al primo avvio Home Assistant presenterà un file di configurazione elementare, il quale predispone:

  • il “nome” dell’ambiente domotico;
  • la posizione geografica;
  • l’elevazione rispetto al livello del mare;
  • l’unità di misura in uso;
  • il fuso orario;
  • una serie di sensori meteorologici;
  • l’inclusione di file sidecar;
  • il text-to-speech su piattaforma Google.

Una versione “tipo” del file di configurazione può essere consultato qui; per comprendere meglio la sintassi di tale file si consiglia di leggere prima questa scheda formativa.

Blocco “homeassistant”

Il bocco che apre il file “configuration.yaml” è all’incirca questo:

homeassistant:
  # Name of the location where Home Assistant is running
  name: Home
  # Location required to calculate the time the sun rises and sets
  latitude: 41.8904
  longitude: 12.5124
  # Impacts weather/sunrise data (altitude above sea level in meters)
  elevation: 0
  # metric for Metric, imperial for Imperial
  unit_system: metric
  # Pick yours from here: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_tz_database_time_zones
  time_zone: Europe/Rome
  # Customization file
  customize: !include customize.yaml

L’elemento “homeassistant:” apre il blocco, il quale contiene le informazioni basilari – imprenscindibili – del proprio Home Assistant.

Le quali, nel dettaglio, sono:

nameContiene il nome dell’ambiente Home Assistant. Si consiglia di lasciare “home“, in quanto il nome che verrà poi visualizzato presso frontend potrà essere deciso – differente – tramite Lovelace. In termini di configurazione si fa spesso riferimento a “home”, pertanto è conveniente lasciare tale impostazione così com’è (quantomeno per uniformità con le guide che si trovano su inDomus così come in tutta Internet).
latitude
longitude
Rappresentano latitudine e longitudine del proprio ambiente domotico, casa vostra. È sufficiente identificarlo tramite Google Maps e segnarsi tali coordinate per poi riportarle in configurazione. Tale impostazione geografica è necessaria a Home Assistant per determinare automaticamente alba e tramonto (ad uso, per esempio, nelle automazioni).
elevationIndica tramite un valore intero l’elevazione dell’ambiente domotico rispetto al livello del mare.
unit_systemIl sistema di misura. Ovviamente noi europei impostiamo “metric“.
time_zoneIl fuso orario. Per l’Italia, impostare “Europe/Rome“.
customizeL’impostazione di default relativa al file sidecar contenente le personalizzazioni relative alle entità man mano definite su Home Assistant, ovvero “customize.yaml“.

Il resto

# Configure a default setup of Home Assistant (frontend, api, etc)
default_config:

# Show the introduction message on startup.
introduction:

# Uncomment this if you are using SSL/TLS, running in Docker container, etc.
# http:
#   base_url: example.duckdns.org:8123

# Sensors
sensor:
  # Weather prediction
  - platform: yr

# Text to speech
tts:
  - platform: google

group: !include groups.yaml
automation: !include automations.yaml
script: !include scripts.yaml
default_config

È una voce da lasciare così com’è. Si tratta di un meta-componente il quale, se presente (e che deve essere presente) in configurazione, all’avvio di Home Assistant carica i seguenti componenti:

  • automation
  • cloud
  • config
  • conversation
  • frontend
  • history
  • logbook
  • map
  • mobile_app
  • person
  • script
  • sun
  • system_health
  • updater
  • zeroconf
introduction

Serve ad indicare un eventuale messaggio di benvenuto all’accesso su frontend.

sensor

Questo blocco è certamente importante per qualunque amministratore Home Assistant: serve infatti a configurazione qualunque entità di tipo “Sensor“. Qualunque piattaforma figlia di tale componente che voglia essere inclusa in configurazione va inserita in questo blocco.

La configurazione inclusa di default predispone l’integrazione della piattaforma “yr“, la quale fornisce previsioni meteo per le coordinate geografiche relative alla propria istanza Home Assistant (indicata nel blocco “homeassistant“).

tts

Questo blocco serve a definire le piattaforme relative al componente “text-to-speech“, il quale permette a Home Assistant… di parlare.
Non ci soffermiamo in questo frangente alla spiegazione di dettaglio; dedicheremo un focus ad hoc al tema a momento debito.

FILE SIDECAR

Al termine del file Home Assistant, di default, aggiunge i riferimenti a tre file sidecar:

  • groups.yaml
  • automations.yaml
  • scripts.yaml

Il primo si utilizza per il raggruppamento delle entità (banalmente, creare un gruppo “famiglia” contenente le varie entità di tipo “Device Tracker“). Il secondo, invece, conterrà le automazioni, mentre l’ultimo, gli script.

Prime cose da fare

Abbiamo trattato il tema nell’estesa scheda “le cose da fare“. Ciò nonostante consigliamo di:

  • configurare le coordinate geografiche;
  • aggiungere il campo:
    discovery:

    al fine di permettere il discovery automatico (se possibile) di eventuali componenti domotiche già presenti e configurate sulla propria rete.

  • configurare DDSN, SSL e accesso remoto (qui una guida per l’installazione su Raspbian);
  • configurare eventuali “zone“.

Si ricorda che dopo ogni modifica del file configuration.yaml  è necessario il riavvio dell’ambiente.

Fatto ciò sarà necessario cominciare a integrare le proprie componenti domotiche: si redigerà innanzitutto un elenco, capendo cosa si abbia a disposizione e poi, man mano, si aggiungeranno le integrazioni necessarie sul file di configurazione cominciano così a modellare il proprio ambiente domotico.


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