IFTTT da oggi a pagamento. E adesso?

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Noi di inDomus ve l’avevamo detto, che IFTTT rischiasse di non essere la soluzione ideale (almeno per la domotica personale): alcuni ci hanno dato retta, altri (pigri!) si sono trascinati sin qui. Ma oggi è la resa dei conti: che si fa?

Facciamo un passo indietro e capiamo assieme come siamo arrivati ad oggi.

IFTTT è un servizio interessantissimo nato qualche anno fa e diventato per molti uno strumento insostituibile per l’automazione dei più disparati task, servizi, funzioni e chi più ne ha più ne metta. Tramite il sito o l’app di IFTTT è infatti possibile creare semplici catene di eventi che scatenino, al presentarsi, un’azione.

L’elenco delle funzionalità incluse su IFTTT è ampissimo e in costante aumento: perché allora ci diciamo da sempre scettici sulla reale efficacia di tale servizio in ambito domotico? Non volendoci ripetere, ci limiteremo a ricordare come, trattandosi di un servizio cloud, sostanzialmente rappresenta un potenziale problema laddove la connessione Internet venga a mancare e/o il loro cloud malfunzioni.

Moltissimi produttori hanno pensato – a ragione, commercialmente parlando – che fregiare del marchio IFTTT i loro prodotti potesse donare ad essi maggiore appetibilità, e così è stato a lungo. Ma con la sempre crescente scolarizzazione dell’utenza sui temi della domotica, molti hanno capito che tale servizio potesse – andasse – sostituito con l’adozione di un HUB personale, e hanno provveduto nel tempo. Proprio qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo che parlava proprio del bisogno, da parte dell’utenza, di più integrabilità e openness, più che compatibilità con IFTTT o cose simili.

Chi invece non avesse scelto un HUB personale ma piuttosto IFTTT, da ieri si trova davanti a un dilemma.

Sì, perché dall’8 ottobre 2020 IFTTT è ufficialmente un servizio a pagamento, il quale consente, agli account non paganti, un massimo di tre applet. Pochine se si pensa alla sola domotica, anche rispetto al fatto che chi precedentemente ne aveva attive di più se l’è viste cassare – salvo, appunto, il pagamento di un canone.

Quindi, in conclusione, che fare?

Il servizio IFTTT è e resta interessante, non solo per la domotica, quindi chi prediligesse mantenerlo attivo allora la strada è quella di scegliere il proprio piano tariffario, il quale parte, ad oggi, dai 3$/mese. 

Se invece ci si vuol dotare di una domotica strutturata, che se ne freghi di servizi esterni e che funzioni (il più possibile) all’interno delle proprie mura domestiche, allora la soluzione, una volta ancora, è quella degli HUB personali. Non ci stancheremo mai di scriverlo e di consiegliarlo. Nello specifico vi consigliamo Home Assistant, l’attuale asso pigliatutto degli HUB personali gratuiti, oppure  qualche soluzione hardware in acquisto che potete capire come scegliere qui.


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