SCOPI DElla guida:
CONCETTI AFFRONTATI:
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COMPONENTI SOFTWARE UTILIZZATE:
DISPOSITIVI FISICI UTILIZZATI:
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NOTE E DISCLAIMER
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| Revisione guida: 1.0 | |

Abstract
Dopo aver installato OpenMediaVault 8 “Synchrony” sul proprio NAS (o su host analoghi) a scopo “server” per gestire il proprio storage e la propria domotica personale (o funzioni analoghe) è utile effettuare una “prima configurazione” tale da perfezionarne il funzionamento.
Si parte
- Aggiornamenti
- Utenza omv
- Sudoers
- dialout & SSH
- Software utili
- Errore “Can’t set locale”
- PCIe ASPM
- Rifinitura
Aggiornamenti
Cone prima cosa, collegarsi via SSH utilizzando l’utenza root, la cui password è stata decisa all’atto dell’installazione.
Una volta connessi, eseguiamo i seguenti comandi per installare gli ultimi aggiornamenti:
apt update && apt full-upgrade -y reboot
L’ultimo comando riavvierà l’unità.
Al riavvio, riconnettersi ed eseguire:
apt autoremove -y && apt install linux-headers-$(uname -r) -y reboot
L’ultimo comando riavvierà, di nuovo, l’unità.
Utenza omv
Dato che per l’amministrazione ordinaria non è salubre utilizzare l’utenza di root, andremo dunque a creare almeno un’utenza di servizio con privilegi elevati (ma non a livello root, per l’appunto).
Sempre via SSH, sempre collegati con l’utenza root per il momento, eseguire:
adduser omv
dove omv è il nome dell’utente che verrà creato. Verrà dunque richiesta prima la password (confermata una seconda volta), poi delle informazioni personali che si possono saltare semplicemente premendo invio.
Al termine l’utente sarà stato creato.
Sudoers
Assumendo che per operare sul server si utilizzi una specifica utenza, diciamo quella giustamente appena creata “ovm“, è utile aggiungerla al gruppo sudoers, così da poter eseguire i comandi in modalità sudo.
Sudo (a volte considerato l’abbreviazione di Super-user do) è un programma progettato per far sì che gli amministratori di sistema permettano ad alcuni utenti di eseguire certi comandi come root (o altro utente). La filosofia di base è quella di dare meno privilegi possibile, ma permettere ancora di compiere il lavoro. Sudo è anche un modo efficace per registrare chi ha usato un dato comando e quando.
Sempre collegati via SSH utilizzando l’utenza root, eseguiamo:
usermod -aG sudo omv
nano /etc/sudoers
che aggiungerà l’utente al gruppo sudo e poi aprirà l’editor di testo. Inserire, sul fondo del file la seguente stringa:
omv ALL=(ALL) NOPASSWD:ALL
eseguita la modifica, uscire salvando (CTRL-X, Y, invio).
Infine, effettuare un riavvio col comando:
reboot
e attendere che l’host riparta.
dialout & SSH
Successivamente, è consigliabile aggiungere il proprio utente Linux all’interno al gruppo dialout, un gruppo di utenti di sistema operativo che hanno diritti sulle porte seriali (viene utile in futuro ad esempio per riprogrammare i firmware di alcuni device USB e altro, nonchè a quello _ssh, utile a dare accesso SSH all’utenza appena creata.
Eseguire quindi:
usermod -aG dialout omv
usermod -aG _ssh omv
reboot
A questo punto l’host verrà riavviato.
Software utili
Andiamo ad aggiungere qualche software utile, come curl, net-tools e pip.
A questo punto, però, non collegarsi più utilizzando l’utenza di root, bensì la nuova ovm.
Sempre via SSH, eseguire:
sudo apt install curl net-tools python3-pip bluez -y
sudo reboot
e attendere il completamento dell’installazione automatica e poi il seguente riavvio.
Errore “Can’t set locale”
Per evitare che, collegandosi via SSH ed eseguendo comandi si ottenga l’errore:
Can't set locale; make sure $LC_* and $LANG are correct!
eseguire il seguente comando:
sudo nano /etc/ssh/sshd_config
e commentare la linea:
AcceptEnv LANG LC_*
aggiungendovi un # in testa.
Uscire e salvare (CTRL+X, Y, invio).
Infine, riavviare con un comando:
sudo reboot
Bene! Il vostro server è pronto a operare.
PCIe ASPM
Il PCIe ASPM (Active-State Power Management) è una tecnologia che permette di ridurre il consumo energetico nei collegamenti PCIe quando non sono in uso, passando a uno stato di alimentazione inferiore. Questo può aumentare la latenza del dispositivo a causa del tempo necessario per il cambio di stato, ma offre un risparmio energetico.
Abbiamo però notato che usando dischi PCIe NVMe su Terramaster in abbinamento a OpenMediaVault si incappa sovente in errori di scrittura sul disco, in quanto l’intervento dell’ASPM li colloca in una condizione di temporanea (ma cruciale) indisponiblità. Dato che il risparmio energetico garantito da ASPM è sostanzialmente irrilevante, SE si utilizzano dischi NVMe a bordo allora tantovale disattivarlo.
Eseguire dunque il comando:
sudo nano /etc/default/grub
e, alla linea
GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet"
aggiungere in coda
pcie_aspm=off
per esempio:
GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet pcie_aspm=off"
Uscire e salvare (CTRL+X, Y, invio).
Infine, eseguire:
sudo update-grub sudo reboot
e attendere il riavvio.
Rifinitura
Ora, abbadonanre SSH per collegarsi all’interfaccia web di OMV.
Utilizza un qualsiasi browser per collegarsi a:
http://openmediavault.local
alla quale risponderà la seguente interfaccia:

la quale permette il primo login con le credenziali:
- Nome utente: admin
- Password: openmediavault
Ricordarsi di cambiare questa utenza presso l’icona dell’utente, in alto a destra nel menu.
Rete: IPv6
Recarsi alla voce “Rete” > “Interfacce” e cliccare sull’interfaccia già configurata. Cliccare sulla matitina, recarsi alla voce IPv6 della nuova schermata, sotto “Medodo” impostare “DHCP“. Recarsi in fondo e cliccare su “Salva“.
Apparirà un banner di questo tipo:

cliccare sulla “☑️” in alto a destra per confermare le modifiche.
RAID
In caso vogliate utilizzare configurazioni RAID (cosa altamente probabile) è necessaro installare il plugin openmediavault-md.
Per farlo, recarsi alla voce “Sistema” > “Plugin” e cercare tale elemento, dopodiché installarlo.

Al termine, riavviare il sistema.
Ulteriori aggiornamenti
Recarsi alla voce “Sistema” > “Gestione Aggiornamenti” > “Aggiornamenti” e verificare se ci siano ulteriori aggiornamenti in sospeso. In caso, effettuarli tutti.
Complimenti!
L’installazione OpenMediaVault 8 è ora pienamente operativa e pronta ad effettuare la configurazione dei dischi destinati al servizio NAS (voce “Storage” del menu) nonché ad ospitare nuovi servizi di altra natura, per esempio lo stack per la domotica personale (per esempio Home Assistant ed affini).
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