OPEN BOARD: Tattiche e strategie domotiche per la gestione del riscaldamento ⛄️

5 minuti di lettura
Una premessa.

Con questa prima scheda definiamo una nuova categoria di contenuti, gli OPEN BOARD: si tratta di una particolare tipologia, qui su inDomus, segnata dalla caratteristica di essere orientata alla community.

Si tratta, di fatto, di un esperimento. Dato che alcuni temi tendono ad essere molto articolati e spesso molto sparpagliati sulla rete, vogliamo offrire alla community di appassionati dei punti di raccolta di informazioni relative a specifici argomenti il quali si arricchiscano proprio sull’esperienza specifica degli utenti.

Con ogni OPEN BOARD lanceremo un tema specifico, lasciando liberamente agli utenti dell community la possibilità di esprimersi – tramite i commenti della pagina – in merito alla loro propria, diretta esperienza, creando quindi un intreccio di contenuti utile a chiunque venga dopo il quale, a sua volta, possa fornire consigli e/o esperienze personali, nonché trovare degli interlocutori coi quali confrontarsi.

calore domesticoIl tema di questo OPEN BOARD sono le tattiche e le strategie personali messe in campo, presso la propria domotica, in ambito di riscaldamento domestico.

Questo tema, come noto, è particolarmente articolato e variabile in termini di soluzioni, politiche di gestione e tecnologie (di riscaldamento come di domotica). Gli ambienti non sono affatto tutti uguali: variano per dimensioni, utilizzo, ambiente in cui sono collocate, numero di abitanti, grado di efficienza termica ed altro. Va da sé che le soluzioni possano essere le più disparate: un grosso spartiacque, per esempio, sta nella tipologia di impianto di riscaldamento: centralizzato o autonomo. Solitamente chi dispone di un impianto centralizzato è in un certo senso facilitato, in quanto la “sola” preoccupazione è quella relativa alla regolazione dei radiatori (o termosifoni, o caloriferi che dir si voglia) domestici; tutt’altro discorso invece va fatto in presenza di impianti autonomi, i quali all’eventuale regolazione dei singoli radiatori uniscono la complessità della regolazione puntuale della produzione del calore.

Condividiamo alcuni punti chiave relativi al funzionamento di un termostato intelligente, che esso sia dedicato all’accensione/spegnimento di un impianto autonomo o che si tratti più semplicemente di una valvola termostatica per la regolazione di un termosifone.

Questi dispositivi si limitano, semplicemente, a paragonare due temperature: quella dell’ambiente e quella della regolazione che gli è stata impostata (automaticamente o manualmente): se la prima è inferiore alla seconda, essi “attivano il calore”. Il concetto di “attivazione” varia in base alla tipologia. Impostare il riscaldamento a 35 gradi non significa necessariamente portarlo a 35, ma solo che la temperatura sopra la quale il riscaldamento si spegne è 35 gradi.

TERMOSTATI PER RISCALDAMENTO AUTONOMO

NEST Learning Thermostat V3 - LateraleUn termostato intelligente per riscaldamento autonomo, quando “attiva il calore”, di fatto attiva la centrale termica la quale comincia a produrre, per l’appunto, calore. Tale centrale può essere un sistema a radiatori, ma anche un inverter elettrico o altre tecnologie. Nel caso più tradizionale si tratta di produrre e mettere in circolazione acqua calda dentro i radiatori: la temperatura di quest’acqua (che agisce più o meno velocemente nel riscaldare l’ambiente tanto più è alta la sua temperatura) può essere regolata o dal termostato stesso, tramite impostazione automatica o manuale (in caso di caldaie di nuove generazione, le compatibili con lo standard OpenTherm) oppure, a monte, tramite regolazione della caldaia. A prescindere dal discorso relativo alla temperatura dell’acqua, il ruolo del termostato è quello di avviare la produzione del calore in base, appunto, alla verifica della temperatura dell’ambiente e della sua regolazione (e, non ultimo, dalla presenza degli occupanti).

TERMOSTATI PER RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO

tado° testa termostaticaIn questo caso parliamo, principalmente, di valvole termostatiche (o testa, o testina). Solitamente la temperatura di un radiatore è data dalla temperatura dell’acqua che lo attraversa: la regolazione di quanta lo attraversi avviene, tradizionalmente, ruotando la valvola termostatica manuale, cosa che abbiamo imparato sin da bambini per fare scherzi ai nostri genitori. Le valvole termostatiche elettroniche e domotiche sono come una mano invisibile che apre/chiude più o meno (insomma, regola) la valvola al posto nostro, in base alla temperatura dell’ambiente. Se la temperatura alla quale è regolata la testa è maggiore della temperatura dell’ambiente, la valvola viene aperta; al raggiungimento e/o superamento, la valvola si chiude. Facile da capire.

Dato che con l’avvento dei contabilizzatori per attribuire i corretti costi di riscaldamento agli inquilini è ormai un dato di fatto, l’uso di valvole termostatiche intelligenti permette di risparmiare moltissimo, sopratutto tramite l’auto-chiusura delle valvole in caso di assenza, grande funzionalità introdotta dall’adozione della domotica personale: basta-sprechi-inutili.

MISTO

Capita a volte di trovarsi in situazioni in cui entrambi gli elementi sopracitati siano utili: mettiamo di avere la fortuna di vivere in un appartamento piuttosto grande, con diversi radiatori e con una produzione autonoma di calore: un termostato centrale che avvi la produzione del calore è essenziale, così come secondariamente potrebbe esser utile avere una testa termostatica intelligente su ognuno dei radiatori, la quale possibilmente possa dialogare con i termostato centrale. Perché? Semplice: durante la produzione del calore, in determinati momenti della giornata, riscaldare alcune aree della casa potrebbe essere inutile e dispendioso (più acqua calda gira per l’appartamento, più consumo per tenerla calda). Introdurre tecnologie domotiche ci consente di regolare con puntualità la temperatura degli ambienti senza gettare via denaro.

Pianficazione

Quando si scalda un ambiente la chiave di volta è la pianificazione, talvolta anche chiamata programmazione. Per pianificazione si intende a che ora si vuole raggiungere una data temperatura nell’ambiente in cui è calato il termostato. Le pianificazioni possono essere le più disparate, da quelle più semplici (“tutti i giorni dalle 8 alle 23, 20°, dalle 23 alle 8 16°“) a quelle più complesse, che prevedono diverse fasce di temperatura in base ai giorni della settimana.

Il problema è, semmai, quali strategie utilizzare per definire e attuare queste pianificazioni.

Le strade sono tante, motivo per cui abbiamo avviato questa OPEN BOARD specifica, specialmente quando si usano HUB personali per la centralizzazione della propria domotica personale.

Esistono infatti molte possibilità: solitamente, nel caso dei termostati per l’accensione delle centrali termiche negli impianti autonomi, il problema è facilmente risolvibile: per lo più tali dispositivi dispongono di un’app mobile che permette di definire la pianificazione puntuale (per esempio i Tado); in caso tali termostati siano poi integrati ad un HUB personale, esso erediterà gli stati (temperatura impostata, modalità varie eccetera). Discorso analogo quando si utilizzano teste termostatiche, ma in questo secondo caso spesso e volentieri tali elementi non hanno a disposizione applicazioni per istruirle sulla loro pianificazione, il che crea un indubbio problema. Si pensi per esempio alle teste termostatiche basate su protocolli come Zigbee e Z-Wave: queste, a meno che non siano collegate a un gateway della stessa linea (per esempio come nel caso della linea FIBARO) e ad applicazioni ad hoc, non possono che essere controllate tramite un HUB che le integri, ma a questo punto la pianificazione andrà realizzata via automazioni, script ed altro. Mettiamo infatti di avere integrato, a mo’ d’esempio, degli elementi come quelli sin qui descritti con l’HUB personale Home Assistant e di avere quindi delle entità “Climate” non pre-pianificate (né pianificabili) con un’app ad hoc: come realizzo la mia pianificazione? E se ho anche degli elementi aggiuntivi (per esempio un inverter) che posso e voglio utilizzare in concerto col riscaldamento più classico?

La cosa si sta complicando? Sì, ed è per questo che abbiamo avviato questa OPEN BOARD.

In conclusione, quello che vi chiediamo è: come fate, voi?
Se volete raccontateci nei commenti a questa OPEN BOARD, qui sotto:

  • come producete calore, se lo producete;
  • come gestite la sua distribuzione;
  • quali tipi di termostati utilizzate;
  • se li integrate a un HUB personale;
  • se li pianificate tramite esso, oppure tramite un’app esterna – e se sì, come (tecnicamente).

Insomma: spiegateci come avete risolto – o come state risolvendo – l’annosa questione del riscaldamento domestico in… era domotica.


Altri temi trattati in OPEN BOARD:


Telegram News Channel