Introduzione alla domotica

Percorso di formazione – CAPITOLO 1
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Reti di comunicazione
tempo di lettura E COMPRENSIONE: 4 minuti

Su inDomus.it cerchiamo di semplificare il più possibile la complessità, rendendo comprensibile anche a chi è digiuno di tecnologia il funzionamento di questo affascinante mondo, quello della domotica personale e dell’automazione.

In questa pagina (come in tutte quelle che illustrano le “nozioni di base”) utilizzeremo semplici metafore al fine di rendere comprensibile a chi sia a digiuno di tecnologia questo mondo inizialmente ostico da comprendere.

Quel che più si sente in giro è “la domotica serve a controllare le luci col cellulare”.
Beh: la questione è un filo più complessa di così.

La domotica è rappresentata dall’interazione di vari elementi molto diversi tra loro, definiti infrastruttura domotica. A grandi linee, questi elementi sono:

Se metaforicamente paragoniamo un ambiente domotizzato a un organismo umano, i paralleli sono i seguenti:

  • rete(i) di comunicazione > sistema nervoso
  • sensori > sistema sensoriale
  • attuatori e dispositivi > muscoli
  • BRIDGE/Gateway > cervello(i)
  • centrale automazione (HUB) / strumenti di gestione finale > coscienza

Esattamente come in un organismo umano è il concerto di tutte queste componenti a permettere un corretto funzionamento dell’organismo stesso: senza sistema nervoso, il cervello non può comandare un muscolo; senza un cervello, un organismo non si muove, non respira, non vive, e così via. Analogamente, un ambiente domotizzato dotato di attuatori e di sensori, ma non una centrale di automazione, è pari a una grotta primitiva; una centrale automazione senza nulla da controllare, un puro esercizio di stile.

La domotica non è solo controllo, ma è anche automazione (“a fronte di una condizione – esegui un’azione”) e remotizzazione.

Reti di comunicazione

Nella domotica moderna il più tipico dei canali di comunicazione domestica è rappresentato dalla rete dati, ovvero il sistema Wi-Fi fornito dal vostro router/modem collegato con la linea telefonica e con il vostro fornitore di accesso Internet.
Tale dispositivo è ormai presente in qualunque casa e offre, oltre alla comunicazione col mondo esterno, un canale di comunicazione interno utile a qualsiasi dispositivo vi si colleghi (per esempio, i nostri smarphone e/o i nostri computer domestici).

Il primo componente della vostra infrastruttura domotica – il più delle volte – lo possedete di già.

Sensori, attuatori, dispositivi

Un esempio di componente pseudo-domotico lo abbiamo visto/usato quasi tutti: il termostato dell’impianto di riscaldamento domestico. Tale componente è contemporaneamente un sensore e un attuatore, lo considereremo pertanto un “dispositivo” vero e proprio: esso rileva la temperatura e provvede ad accendere i riscaldamenti in caso la temperatura scenda al di sotto di una certa soglia decisa da voi.

E però “stupido”: non “parla” con nessuno, se non con se stesso.

In domotica esiste una grande qualità di sensori diversi, tra i quali:

  • di temperatura;
  • di umidità relativa;
  • di luminosità;
  • di presenza;
  • di apertura varchi (finestre, porte, abbaini);
  • di pioggia, di allagamento;
  • di presenza fumo;
  • di rumore;
  • di qualità dell’aria

e molti altri.

Anche di attuatori ne esistono moltissimi tipi diversi, tra i quali:

  • accensione/regolazione/spegnimento luci e contatti elettrici;
  • attivazione/disattivazione allarmi;
  • attivazione/disattivazione/regolazione ventilatori (a piantana, a soffitto);
  • attivazione/disattivazione/regolazione motori;
  • trasmettitori radio

eccetera.

I dispositivi, invece, possono essere:

  • condizionatori, climatizzatori;
  • centrali termiche, scambiatori di calore;
  • panelli fotovoltaici;
  • sistemi anti-intrusione (intesi come sistemi completi);
  • televisori smart;
  • impianti audio;
  • sirene

e ancora altri. La caratteristica che rende un componente (esso sia un attuatore, un sensore o un dispositivo) “domotico” o “non domotico” è il fatto che tale oggetto sappia “parlare” o meno con i nostri strumenti di gestione finale e, possibilmente, con una centrale di automazione (ci arriviamo). Un componente non domotico, talvolta, può essere reso tale: una delle sfide che qui affronteremo – e vinceremo! – sarà proprio quella di rendere “domotico” ciò che, ad oggi, apparentemente non lo è (un piccolo excursus su questo tema lo trovi qui).

BRIDGE/Gateway

Il BRIDGE/Gateway (o i BRIDGE o i Gateway, dato che ne possono convivere diversi “sotto lo stesso tetto” – e capita spesso) sono componenti domotici particolari, sono infatti centraline che fungono da “concentratori” per il controllo di più elementi sottostanti, essi siano sensori, attuatori e/o dispositivi.

Spesso i BRIDGE in commercio vengono proposti dai produttori come elemento essenziale per utilizzale la linea di prodotti domotici da loro proposta: una volta acquistato e configurato il BRIDGE,  o il Gateway, tutti gli elementi della linea domotica del produttore sono facilmente controllabili tramite l’app (tipicamente mobile) del produttore stesso.

In realtà alcuni componenti domotici non vengono veicolati attraverso alcun BRIDGE, in quanto sono in grado di fungere da “BRIDGE di se stessi”.

Come vedremo più avanti, l’adozione di BRIDGE in domotica ha luci e ombre.

Centrale automazione (HUB)

La centrale di automazione (o HUB) è l’elemento che rende pensante e consapevole di sé la nostra domotica.
In sostanza tale componente serve a organizzare le automazioni e comandi che si vogliono attuale nell’ambiente domotico.

I sopra descritti BRIDGE/Gateway possono, talvolta, agire in parte (anche in concerto con gli strumenti di gestione finale) come HUB. Il loro limite il più delle volte è, sfortunatamente, l’impossibilità di “collaborare” con altri elementi che non siano sotto il loro diretto controllo (e.g. una lampada controllata da un altro BRIDGE di un’altra marca). Per questo è essenziale dotarsi di una centrale automazione (HUB) che possa supervisionare, a prescindere, qualsiasi elemento presente nel proprio ambiente domotico (che siano sensori, attuatori, dispositivi, BRIDGE) – questa è precisamente la filosofia che perseguiremo qui su inDomus.

Strumenti di gestione finale

Gli strumenti di gestione finale sono le “leve” che ci permettono di agire sul sistema domotico. Tali leve si distinguono in due grandi famiglie: quelle controllate tramite comandi a gesture e quelle controllate tramite comandi verbali.

Le gesture sono i gesti manuali che effettuiamo utilizzando le applicazioni di un computer, di uno smartphone, di un tablet. Un esempio: su smartphone apro l’applicazione del produttore del bridge che ho in casa (che controlla una luce) e, premendo sull’icona che rappresenta la mia lampada, l’accendo.

I comandi verbali sono invece frasi di senso compiuto pronunciate a voce alta. “Accendi la luce dell’angolo lettura” è un esempio di comando verbale. Ovviamente (vedremo poi come) dovranno essere presenti nell’ambiente domotico componenti speciali dedicati alla comprensione del vostro linguaggio e in grado di trasformare il comando verbale in un comando da “girare” alla centrale automazione e/o al bridge coinvolto da tale comando.


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