“Project Connected Home over IP” batte un colpo. Ma è davvero ancora vivo?

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amazon apple google

Dopo l’annuncio in pompa magna durante il periodo natalizio del 2019 – quando ancora per onestà di cronaca non immaginavamo ancora cosa sarebbe successo, di epocale, nei mesi a venire – sembrava che “Project Connected Home over IP” potesse davvero vedere la luce entro il 2020.

La notizia era ed è succosa: Amazon, Apple e Google che si siedono al tavolo con la ZigBee Alliance (l’ente creatore dello standard omonimo) per dare vita a un progetto volto alla creazione di un nuovo standard unico, aperto, liberamente adottabile, concepito con la sicurezza al primo posto e disegnato espressamente per l’uso in domotica personale.

Passati otto mesi di concreto c’è solo l’overview architetturale, certamente fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo ma sicuramente ancora solo un primo passo. Nel frattempo, però, qualche altra notizia concreta appare all’orizzonte: in un post apparso qualche giorno fa, il tavolo di lavoro viene dichiarato in forte espansione, dichiarando l’ampliamento dei soggetti coinvolti a ben 145, con ASSA ABLOY, Resideo, STMicroelectronics e Tuya quali nomi noti e di spicco ad allargare la fila.

Tutto molto interessante, ma il tempo passa e, a quanto pare, non vedremo i primi risultati di questo ambizioso progetto prima del 2021 – il che significa che non vedremo una concreta applicabilità nelle nostre case prime di un paio d’anni.

Nessun ulteriore dettaglio è stato fornito, al pari del primo annuncio di fine 2019. Nulla sugli HUB personali, nulla sulle logiche di implementazione dello standard in ambito industriale. Tutto vago seppur interessante: nel frattempo la domotica personale continua a crescere a testa bassa ed a irrobustirsi grazie ai già validi standard esistenti.

Chi vivrà, vedrà. Noi, come sempre, vi aggiorneremo quando ci saranno novità.


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