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Nothing else Matter? A chi serve davvero, a chi poco, a chi niente

Nothing else Matter? A chi serve davvero, a chi poco, a chi niente

Matter logo

MATTER 1.0 È FINALMENTE TRA NOI E NON SI FA – GIUSTAMENTE – CHE PARLARNE. MA A CHI SERVE DAVVERO? È VERA RIVOLUZIONE?

Come spesso capita quando rapidamente monta una novità a livello globale – specie se tecnologica – è facile imbattersi in articoli, analisi, post e altro dai toni spesso trionfalistici, a volte immotivati. Noi tendiamo per cultura ad esser più cauti, a basarci sui fatti (tecnici ma non solo) e, di fronte al crescente interesse per Matter, “il nuovo standard per la smart home” non intediamo fare di certo eccezione.
Anzi.

Per non annoiare chi legge eviteremo di ricapitolare l’intera genesi di Matter: preferiremo infatti riassumere le novità salienti che tale standard porta con sé in comparazione con quelli esitenti che, sulla carta, dovrebbe andare a soppiantare. Capiremo anche perché da un certo punto di vista rimarremo freddi, almeno nel breve, rispetto al suo avvento; proveremo a ipotizzare il futuro prossimo venturo così da permettere alla nostra community (così come al lettore occasionale) di orientarsi sulle scelte da fare in funzione della propria domotica personale, che essa già esista o sia ancora solo un’ipotesi.

LO SPIEGONE TECNICO (di molto semplificato)

Thread LogoThread è uno standard wireless esplicitamente concepito diversi anni fa per l’uso nel mondo dell’IoT e della smart home. Rispetto a standard notori come ZigBee (col quale comunque è strettamente imparentato) e Z-Wave presenta maggiore banda passante e sostanzialmente meno latenza; anch’esso è uno standard che prevede il meshing della rete. Prevede la presenza di almeno un BRIDGE/Gateway (nello specifico chiamato Border Router, o router di frontiera) il quale definisce la rete stessa, assegna un IPv6 ad ogni host connesso alla rete (i quali dialogano direttamente tra di loro, altra grande differenza coi sopracitati rivali) e funge da “ponte” per la connessione a Internet di tali host.

Matter, dal canto suo, è un progetto Open Source avviato da un board composto da tutti i player di mercato “che contano” (Apple, Google, Samsung, e chi più ne ha più ne metta) il quale utilizza Thread quale standard tecnologico allo scopo di semplificare fortemente l’adozione della smart home nelle case dei potenziali utenti/clienti.

LO SPIEGONE, NEL CONCRETO

Adottare oggi il sempre ottimo ZigBee, per esempio, comporta avere a disposizione un BRIDGE/Gateway (il “coordinator”), degli eventuali repeater di segnale (i “router”) e quindi uno o più componenti tra i tanti disponibili sul mercato (end device) basati su tale standard. In caso si adotti il BRIDGE/Gateway di una specifica linea prodotti (per esempio l’arcinota Xiaomi/LUMI, oppure Philips HUE), l’utente sarà per lo più vincolato ad acquistare soli componenti ZigBee della medesima linea. Discoso diverso se l’utente, in modo intelligente, si sarà dotato di un HUB personale che, utilizzando un “coordinator” ZigBee standard (per esempio questo), sia in grado di gestire diversi componenti ZigBee di diverse marche, produttori e linee prodotti. È quello che la stragrande maggioranza dei nostri utenti fa quotidianamente e che noi consigliamo sempre e comunque proprio per evitare il fastidioso lock-in dato dato dalle linee prodotti “chiuse” (oltre che per gli altri innumerevoli vantaggi dell’adozione degli HUB personali).

Matter nasce proprio per evitare agli utenti tanti problemi, semplificando l’adozione della smart home e, quindi (per ovvia conseguenza) aumentare il giro d’affari di chi produce componentistica e soluzioni per la domotica.

In pratica basterà possedere un router di frontiera Thread/Matter (per esempio uno smart speaker come Google NEST oppure Apple HomePod, ma molti altri ne usciranno) per poter, intrinsecamente, gestire in modo interoperabile diverse componenti di diversi brand purché marchiati Matter-compatibili. L’app del produttore del router di frontiera (semplifichiamo) permetterà di gestire tutte le componenti: chi per esempio utilizzi per abitudine l’app Google Home, potrà gestire tutta la propria domotica Matter direttamente da tale app, indipendentemente dal marchio delle varie componenti presenti in casa. L’importante è che esse siano collegate al router di frontiera.

Una figata, no?
Beh, dipende da come la si guardi.

Senza dubbio, Thread è uno standard comprovatamente superiore a ZigBee e Z-Wave. Già il fatto di avere componenti in grado di definire una rete a maglie tra loro, tramite dialogo diretto, è un punto a favore rispetto agli standard sopracitati; l’utilizzo di IPv6, la maggiore larghezza di banda e la minore latenza: tutti aspetti che fanno apprezzare questo standard il quale, se si fosse affermato prima, oggi sarebbe già de facto quello più comunemente adottato.

Matter norma l’uso di Thread grazie alle proprie linee guida che, anche grazie al fatto di essere Open Source, sono adottabili da chiunque voglia produrre un componente il quale abbia ambizione di essere Matter-compatibile – il che dovrebbe portare, a logica, una grande disponibilità di componenti in futuro.

QUINDI? QUANTO VALORE PORTA MATTER?

Dipende, come dicevamo in apertura, da chi sia il potenziale utilizzatore e quale sia lo scenario attuale (e a tendere) della propria smart home.

Un utente che a breve parta da zero, in termini di domotica personale (nonché di competenze), sicuramente avrà di che gioire in merito all’avvento di Matter. Sì, perché sia che pianifichi di utilizzare interfacce e ambienti di gestione commerciali (come Google Home, Apple HomeKit, Amazon Alexa, Smarthings e molti altri) o che, più saggiamente, decida di dotarsi di un HUB personale, potrà certamente ipotizzare l’adozione di uno standard moderno, flessibile, robusto ed efficace come Matter. D’altro canto, è pure vero che partendo da una tela bianca l’adozione di standard più collaudati sebbene più datati potrebbe risultare, per alcuni, più confortante (ma questo è altro discorso).

Un utente che a breve parta da zero […] potrà certamente ipotizzare l’adozione di uno standard moderno, flessibile, robusto ed efficace come Matter.

Chi invece già oggi disponga di una smart home (anche qui, basata su gestioni standard/commerciali piuttosto che basate su HUB personali) si troverà davanti a un bivio. Moltissimi, sin qui, hanno infatti scelto e adottato componentistiche basate su ZigBee, su Wi-Fi, Z-Wave, Bluetooth, infrarossi, radiofrequenza e altro, facendole più o meno interoperare grazie all’intergrazione nella propria domotica personale. Che impatto avrà l’avvento di Matter? Potrebbe essere semplicemente un nuovo standard da affiancare a quelli già presenti, ma è sicuramente difficile pensare che – dopo investimenti economici e di tempo di una certa rilevanza – migliaia di utenti migrino, solo perché si tratta di una novità che a loro porta relativo valore, al nuovo standard. 

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Immaginiamo uno scenario molto comune sulla nostra community: l’utente medio che utilizza Home Assistant, magari affiancato da un BRIDGE/Gateware come ZHA o ZigBee2MQTT per la definizione e gestione della propria rete ZigBee. Non è improbabile – anzi – che da qui a non molto emergano progetti Open Source chiamati qualcosa tipo “Matter2MQTT” che consentano l’integrazione delle componenti Thread/Matter, ed ecco fatto che l’adozione di questo standard sarà presto realizzata. Ma aspettarsi una sostituzione in blocco di componenti pre-esistenti perfettamente funzionanti (specie in periodi di crisi economica a livello globale) è pura fantasia.

è sicuramente difficile pensare che […] migliaia di utenti migrino, solo perché si tratta di una novità che a loro porta relativo valore, al nuovo standard. 

Poi ci sono temi di disponibilità e di costo affatto secondari: per quanto Thread sia interessante, componenti che montino chip adatti a tale standard ce ne sono ancora ben pochi (sebbene alcuni componenti ZigBee siano Thread-ready), e non sono propriamente – per ora – economici. Z-Wave è uno dei migliori standard wireless della “vecchia” guardia, ma è stato poco adottato anche e soprattuto per i costi esorbitanti delle componenti certificate. Il fatto che Matter sia un progetto Open Source eviterà sì ai produttori importanti esborsi in termini di acquisto licenza (come accade per Z-Wave), ma questo non garantisce comunque prezzi abbordabili per l’acquisto delle componenti Matter-compatibili, le quali potrebbero essere over-priced proprio perché rappresentano “il nuovo”. Tutto sta a come si muoveranno i produttori, certo è che la concorrenza dovrebbe essere a vantaggio della potenziale clientela.

Matter logo

ZigBee, tanto per citare i soliti noti, presenta ad oggi una quantità immensa di componenti di tutte le foggie, marche e funzionalità; in quanto al prezzo è ad oggi forse lo standard più abbordabile (tra i motivi per cui ha vinto, per ora, la battaglia degli standard). In quanto all’interoperabilità, se si utilizzano gli HUB personali in linea di massima nessun problema, mentre se si usano BRIDGE/Gateway di lina prodotto, valgono le considerazioni di testa. Su quest’ultimo aspetto non c’è storia.

Matter, comunque, per risultare davvero “vincente” (sebbene quantomeno alla lunga siamo abbastanza persuasi che lo sarà) dovrà garantire prezzi abbordabili e ampia disponibilità di componenti: i produttori sembrano lanciatissimi, pertanto sarà proprio il 2023 l’anno in cui capiremo quanto Matter effettivamente otterrà il successo che probabilmente merita.

Rileviamo grande hype e, per quanto gli HUB personali siano sempre più diffusi, lo sono ancora troppo poco: il mercato potenziale di Matter è quindi ampissimo, dato dai milioni di utenti che nei prossimi anni si affacceranno su questo mondo e forse sceglieranno (e beneficeranno) Matter.

Di contro, risulterà purtroppo sempre più difficile convincere i nuovi utenti della bontà degli HUB personali.

Usare Matter per quelli dotati di HUB personali sarà vantaggioso perché si beneficerà delle sue caratteristiche tecniche e perché si riuscirà a far interoperare i componenti Matter con tutte le “vecchie” tecnologie (e il tutto in locale); usarlo invece con gli ecosistemi commerciali/cloud per cui è alla fine espressamente stato creato, ovvero quelli di Google, Amazon, Apple, Samsung, renderà le cose sì più facili per tutti (e questo è un bene), ma si perderà la chance di “disconnettersi” dai loro cloud terzi, con tutto ciò che ne deriva in termini di privacy, sicurezza, versatilità.

Ai posteri l’ardua sentenza.
E voi come la pensate? Come vi ponete rispetto all’avvento di Matter?

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