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Matter: dove siamo, dove andiamo e perché rischia di essere una mezza delusione

Matter: dove siamo, dove andiamo e perché rischia di essere una mezza delusione

Matter logo

MATTER, FORSE È IL CASO DI PARTIRE COL PIEDE GIUSTO. ALTRIMENTI…

Un po’ di critica a Matter, il “nuovo standard unico per la smart home”, l’abbiamo già portata qualche settimana fa, non raccogliendo né applausi né critiche anche perché, obiettivamente, ora è davvero difficile sbilanciarsi su quello che sarà il successo di questa iniziativa tecnico-commerciale. Il nostro ruolo, quello che ci siamo dati, è di tenere alte le antenne e fornire a chi ci legge delle considerazioni franche e scevre da pregiudizio in merito a quanto accade sul panorama della domotica personale, quindi questo faremo anche in questa occasione.

Col passare del tempo le nostre perplessità su Matter aumentano; ci viene quindi difficile unirci al coro d’angeli che si sente ovunque, come un mantra, sul tema. Matter ha del potenziale, ma.

Già frammentato?

Chi frequenta il panorama della smart home, quella cosiddetta “domotica personale” che tanto divulghiamo, sa perfettamente (o lo sta scoprendo progressivamente) in quale inferno sappia trasformarsi qualora, invece di dotarsi di un HUB personale (cosa che noi consiglieremo, fino alla noia, di fare), persegua la strada di adottare componenti diverse, su standard diversi, appartenenti a ecosistemi diversi. 

Magari si acquistano delle ottime luci della linea Philips HUE gestite dal proprio BRIDGE/Gateway basato su standard ZigBee, poi magari gli si affiancano degl ottimi sensori LUMI Aqara basati sul medesimo standard, ma gestiti a loro volta solo dal relativo BRIDGE/Gateway, e quindi ci si ritrova con due applicazioni per gestire due ecosistemi che non si parlano (quando potrebbero, tecnicamente, ma questo è un altro discorso). Magari si mette di mezzo Alexa, in grado di integrare entrambi, e gli si fa fare un mestiere non propriamente suo, ovvero quello di HUB per gestire delle automazioni che mettano a contatto i due diversi ecosistemi: vere porcate architetturali.
Steve Jobs, per chi l’ha culturalmente conosciuto, darebbe di matto.

Matter (inzialmente conosciuto come “Project CHiP“) è nato proprio per dare una risposta a questo casino. L’idea, almeno inizialmente, era quella di far sì che in presenza di un singolo BRIDGE/Gateway Matter (chiamato “di frontiera”) qualsiasi componente Matter, di qualsiasi produttore, potesse essere gestito dall’ecosistema al quale appartenesse il suddetto BRIDGE. Fine delle limitazioni, dei mille BRIDGE di linea sparpagliati per casa, oppure del limite del non poter acquistare componenti interessanti solo perché, per farlo, dovrei dotarmi del BRIDGE di quella linea prodotti. Anche dei semplici smart speaker come Amazon Alexa o Google Nest potrebbero (potranno) fungere da router di frontiera Matter, permettendomi di acquistare quel che mi pare senza dover aggiungere altri BRIDGE come si faceva sin qui.

Inizialmente, però, si era detto – e su questo Matter ha già fatto marcia indietro – che i BRIDGE/Gateway “di linea prodotto” sarebbero progressivamente spariti in luogo di componenti stardad facenti funzione di router di frontiera (router, ma anche componenti alimentate di diversa natura, oppure come detto, smart speaker).

Come detto, ci hanno già ripensato. I BRIDGE/Gateway, concettualmente e praticamente, sono qui per restare.

Matter 1.0 supporta i BRIDGE/Gateway, il che significa per esempio che quello Philips Hue o quello Aqara continuano a esistere (ma sono solo esempi tra i molti). Ci sono alcuni vantaggi in questo approccio: poiché sempre per esempio quelli Philips HUE otterranno il supporto di Matter, così fanno tutte le sue lampadine, strisce e altri prodotti “vecchia maniera” della linea HUE. Differentemente, solo i dispositivi “nativi Matter” potrebbero essere utilizzati.

Topografia reti Thread

I router di frontiera Thread (la tecnologia alla base di Matter) sono ancora pochissimi: Apple TV 4K (seconda generazione), Apple HomePod Mini, Amazon Echo (di quarta gen.) Amazon eero Mesh (eero Beacon, eero 6, eero Pro, and eero Pro 6) Nanoleaf Elements, Shapes, e Lines, o Google Nest Hub e Google Nest Wi-Fi Router.

Solo perché un dispositivo possa di per sé fungere da router di frontiera Thread, questo non significa automaticamente che funzionerà con Matter o che verrà aggiornato allo scopo. Nanoleaf, ad esempio, afferma che potrebbe non aggiornare i prodotti Elements, Shapes e Lines allo standard Matter. Sono solo rumors, ma se così fosse, sarebbe preoccupante. Ho potenzialmente un router di frontiera Thread ma non posso usarlo con Matter.

La cosa però più promettente di Matter era ed è la multi-amministrazione, ovvero la possibilità di utilizzare un’unica app per amministrare tutto.

vetrina indomus

Mettiamo che – come probabilmente al 99.9% succederà – Amazon Alexa funga in un prossimo futuro da router di frontiera Matter. Ok: mi basterà tale componente accoppiato con la propria app mobile Alexa per amministrare la mia rete wireless Matter e tutti i componenti basati su questo standard, quale che sia il produttore. Peccato però che big player come per esempio la già citata Philps abbiano già comunque affermato che “per avere un’esperienza utente completa” sia comunque neecessario il BRIDGE/Gateway della linea Philips HUE. Viceversa, dall’app Philips HUE non sarà possibile controllare altri componenti Matter, quindi avendo solo il BRIDGE/Gateway della Philps… l’avvento di Matter sarà stato praticamente inutile.

WTF.

Non è proprio un bel partire. E questo è solo un esempio: se è vero come è vero che gli ecosistemi che nella teoria dovrebbero facilmente adottare il nuovo standard sono tantissimi, se questo sarà il modo di approcciare, allora Matter – come concept –  è destinato a morire nella culla.

Thread Logo

Tutto questo, ovviamente, preoccupa chi non adotti, per esempio, un HUB personale come Home Assistant.

Tendiamo a diventare ripetitivi, ma ancora chi non avesse speriementato o quantomeno studiato il mondo degli HUB personali e nello specifico di Home Assistant, dovrebbe.

Questo tipo di approccio alla domotica personale risolve.
E lo fa da anni, non da un giorno. Mentre fior di big player spendono tempo e soldi nel definire standard sempre più standard dello standard precedente al fine di rendere standard l’esperienza utente – per poi non riuscirci – gli HUB personali provvedono a questo in modo efficace, spettacolarmente versatile e, per lo più, gratuito.

Matter?
Per gli HUB personali sarà solo un nuovo standard come lo sono stati ZigBee, Z-Wave, e altri. A rendere tutto astratto e piatto (ma in senso assolutamente positivo) ci penseranno loro. 

Prima o poi, forse, lo capiranno anche i capoccia.

Nel frattempo, staremo alla finestra a guardare le scintille date da quegli attriti che Matter, come olio, avrebbe dovuto annullare e che oggi, invece, pare alimentare.

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