HASSIO su Docker su Raspbian (e non solo): sì, no, forse

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Dopo la querelle dei mesi scorsi, per la quale l’installazione HASSIO dell’HUB per domotica personale Home Assistant in modalità container su Docker su sistema operativo Raspbian di Raspberry Pi sembrava destinata prima a una prematura morte, poi a una rinascita a furor di popolo, vede oggi (forse) una nuova puntata.

Ricapitoliamo.

Home Assistant, per chi legittimamente non lo sapesse, è l’HUB per domotica personale (gratuito) più in uso in questa fase storica. Si tratta di un componente installabile sui computer di mezzo mondo che consente una facile integrazione e utilizzo delle più disparate componenti domotiche e diversi servizi cloud e non.

HASSIO su DockerHome Assistant viene per lo più installato su Raspberry Pi, un micro-computer dal basso costo e dal basso consumo energetico; esso può essere installato sia in modalità “Core” (ovvero come applicativo presso il sistema operativo Raspbian di Raspberry Pi) oppure “HASSIO”, ovvero un’installazione chiavi in mano che sostituisce il sistema operativo Raspbian e semplifica enormemente l’adozione per gli utenti. Le differenze tra queste due modalità sono disponibili qui. Chi volesse mantenere il sistema operativo Raspbian pur mantenendo alcune comodità tipiche di HASSIO lo fa utilizzando i servizi di Docker (un componente che consente di creare ambienti virtuali “a container” presso il sistema operativo) può utilizzare la tecnica descritta in questa guida.

Mesi fa sembrava appunto che questa tecnica andasse abbandonata ma poi, a furor di popolo, la cosa sembrava rientrata.

Cos’è cambiato

In realtà, ad oggi, apparentemente nulla. Chi in questi mesi usava HASSIO su Docker (su Raspbian, su RaspberryPi – che al mercato mio padre comprò) pare, sinora, non aver avuto problemi di sorta. Gli aggiornamenti dell’HUB sono andati lisci, senza problemi, e il container ha continuato a funzionare correttamente – così come chiunque altro abbia utilizzato genericamente HASSIO@Docker (su altri sistemi operativi).

Leggendo in giro, il nostro staff ha però scoperto un articolo (in realtà datato Giugno 2020) del board di sviluppo di Home Assistant il quale riporta le linee guida del supporto offerto a questa modalità di installazione a container. 

Alla voce presso la quale si elencano i sistemi operativi supportati, viene chiaramente citato:

Debian Linux Debian 10 aka Buster (no derivatives)

dove “no derivates” significa che qualunque distribuzione Linux derivante da Linux Debian 10 Buster che presenti eventuali problemi con l’esecuzione di HASSIO@Docker non verrà supportata nella risoluzione degli stessi.

Se la nostra considerazione è corretta, ciò significa che i ragazzi di Home Assistant hanno sì risolto il problema della sollevazione popolare mettendo nuovamente a disposizione il container di HASSIO per Docker su Raspbian, ma se ne sono sostanzialmente lavati le mani. In soldoni: se avrete problemi, dovrete cavarvi le castagne dal fuoco da soli. 

Ora: è pur vero che Raspbian Buster altro non è che una compilazione di Linux Debian 10 Buster per il processore ARM del Raspberry Pi, quindi se tanto ci dà tanto grossi problemi non ce ne sono e non ce ne saranno. Ma questo non vuol dire stare al sicuro: il senso di questa news è mettere su chi vive gli utenti HASSIO@Docker che non lo eseguano du Linux Debian 10 Buster “pura”, in quanto la propria domotica, nel tempo, potrebbe smettere di funzionare.

Oh: questo ovviamente vale anche per qualsiasi altra installazione di Docker non su Linux Debian 10 Buster “pura”: usate HASSIO su Docker su Windows? Stesso discorso. E così via.

Soluzioni?

Sostanzialmente due: fregarsene (aspettando l’eventuale problema) e continuare ad utilizzare la propria installazione oppure scegliere di reinstallare, in modalità “Core” (abbandonando le logiche di facilitazione HASSIO) oppure installare HASSIO come unico sistema operativo sul proprio Raspberry.

Noi, come sempre, vi consigliamo “Core” tutta la vita, come sempre. Ma sappiamo già che ci sarà da discuterne 😉