Tracciamento spostamenti con Home Assistant e Device Tracker GPS

3 minuti di lettura
Scopi della guida:
  • Utilizzare la funzione “map history” introdotta a partire dalla versione 0.108 di Home Assistant
  • Livello di difficoltà: elementare
  • Categoria d’integrazione: n.a.
Concetti affrontati:
  • Configurazione software
Componenti software utilizzate:
Prerequisiti:
Dispositivi fisici utilizzati:
GUIDA maggiormente indicatA per:

Tutti gli ambienti

Note e disclaimer
  • qualsiasi eventuale modifica agli impianti domestici dev'essere progettata ed realizzata SOLO da personale qualificato;
  • qualsiasi modifica attuata in proprio è a propria responsabilità personale nonché a proprio rischio e pericolo (i contenuti della presenta pagina hanno puro scopo didattico);
  • qualsiasi modifica attuata in proprio a un dispositivo ne fa decadere garanzia, omologazioni e certificazioni di qualità.
Revisione guida: 1.0

Abstract

La domotica gestita dall’HUB personale software Home Assistant è particolarmente apprezzata, tra le tante cose, per la gestione molto efficace del componente “Device Tracker“, un elemento che, tramite svariate piattaforme di integrazione ad esso collegate, consente agli utenti la gestione della presenza dentro/fuori casa.

Alcune di queste piattaforme – come quella legata all’app mobile “Home Assistant Companion” (per Android e  iOS), o altre – consentono non solo di indicare all’HUB non solo l’effettiva presenza o assenza in casa di uno o più inquilini, ma anche la posizione assoluta GPS.

Questa breve guida illustra una funzione interessante introdotta a partire dalla versione 0.108 di Home Assistant: la rappresentazione visuale, su mappa, degli spostamenti (non di dettaglio, ovviamente) rilevati dai vari tracker presenti in domotica.

N.b. Su questo tema esistono delle ovvie considerazioni sulla privacy. Le abbiamo trattate in un paragrafo apposito.

Si parte

Tracker & Recorder

Affinché tutto funzioni le condizioni sono tre: 

  • che esista almeno un’entità (o più) di tipo “Device Tracker” (tipicamente correlata a uno smartphone personale);
  • che tale entità sia inclusa nell’elenco (se personalizzato) di quelle di cui viene salvato lo stato, nel tempo, dal componente “Recorder” (vedi guida alla configurazione);
  • che Home Assistant sia aggiornato per lo meno alla versione 0.108.

Interfaccia

Per visualizzare lo storico, ovviamente, si utilizza la solita interfaccia Lovelace UI, ovvero il frontend dell’HUB.
Una volta collegatisi via browser (o app) all’HUB, cliccare sui tre puntini in alto a destra, poi “Configurare l’Interfaccia Utente” e infine sul bottone “+“.

A questo punto aggiungere una “Card” (scheda) di tipo “Mappa”. 

Home Assistant - Lovelace UI - Scelta Card MAPPA

 

A questo punto è possibile configurare la card. I campi che fanno la differenza rispetto a visualizzare – o meno – lo storico sono ovviamente l’elenco entità (nel quale indicare quali tracker visualizzare) e il campo “Ore da mostrare“, ovvero l’indicazione della profondità storica dei dati da prelevare dal recorder, in ore.

Home Assistant - Lovelace UI - Card MAPPA - Impostazioni

Ciò fatto, la configurazione è terminata e l’HUB, una volta tornati all’interfaccia dopo aver salvato, visualizzerà la mappa e i percorsi effettuati dal o dai tracker indicati sulla profondità storica indicata.

Home Assistant - Map History

Considerazioni sulla privacy 

Come abbiamo anche spiegato nella pagina di dettaglio dei Device Tracker, Home Assistant non comunica a terzi le vostre coordinate GPS (la cosa è comprovata, il codice è Open Source e facilmente controllabile da chiunque). Se si utilizzando piattaforme figlie di questo componente che utilizzino cloud terzi (per esempio Life360, o Google Maps e altri), questi soggetti terzi (e non Home Assistant) effettivamente raccolgono e trattano queste informazioni. Se invece si utilizza l’app Home Assistant Companion si può star abbastanza tranquilli, in quanto la comunicazione è solo tra l’app e il vostro HUB.

Ciò di cui vogliamo parlare in questo paragrafo, però, è un altro aspetto legato al tema del tracking: la privacy personale in famiglia.

Le entità “Device Tracker” devono venire utilizzate a scopo di automazione (per esempio per definire automazioni dentro/fuori casa) e non per la sorveglianza. O meglio: alcuni le utilizzano, per esempio, per controllare minorenni: è facile infatti definire automazioni che avvisino l’utente quando per esempio un figlio entra a scuola, o abbandona tale o altri perimetri.

Ciò detto, l’uso di queste entità dev’essere effettuato sotto responsabilità personale ed è dovere (crediamo anche di legge, oltre che morale) dell’amministratore della domotica di casa informare le persone soggette a tracking (specie i maggiorenni). Si ricorda che i software come Home Assistant sono sì ceduti ad uso libero e gratuito, ma questo non giustifica eventuali comportamenti inappropriati da parte degli utenti, comportanti dei quali ne rispondono, sempre, in prima persona.

In poche parole, chi utilizzi di “Device Tracker” di Home Assistant (e in assoluto anche altre tecnologie) per monitorare un altro individuo a sua insaputa sta violando – e in modo anche piuttosto grossolano – la legge. Be aware!


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