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Le prime cose da fare dopo aver installato Linux Debian 11 per la propria domotica

Le prime cose da fare dopo aver installato Linux Debian 11 per la propria domotica

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SCOPI DEL PROGETTO:
  • Effettuare una prima configurazione di Linux Debian usato come server per la propria domotica (e non solo)
  • Livello di difficoltà: basso
  • Costo: n.a.
CONCETTI AFFRONTATI:
  • Configurazione software
COMPONENTI SOFTWARE UTILIZZATE:
  • Linux Debian 11 “Bullseye”
  • Client SSH e/o VNC (se ci si collega da remoto)
DISPOSITIVI FISICI UTILIZZATI:
  • Mini PC/Intel NUC (o computer equivalente)
  • Un computer di appoggio per collegarsi remotamente via SSH/VNC al server oppure tastiera, mouse e schermo direttamente connessi ad esso
PROGETTO MAGGIORMENTE INDICATO PER:

Debian

NOTE E DISCLAIMER
  • qualsiasi eventuale modifica agli impianti domestici dev'essere progettata ed realizzata SOLO da personale qualificato;
  • qualsiasi modifica non prevista attuata in proprio è a propria responsabilità personale nonché a proprio rischio e pericolo (i contenuti della presenta pagina hanno infatti puro scopo didattico) e fa decadere garanzia, omologazioni e certificazioni di qualità; dei dispositivi interessati;
  • tutte le tecniche descritte si intendono applicate a software e firmware aggiornati alle ultime versioni disponibili;
  • questa pagina è materialmente scritta e manutenuta da più individui: non ci si aspetti né si pretenda un supporto personale. In presenza di difficoltà, chiedere supporto alla community sul nostro forum o sulla nostra chat.
Revisione guida: 1.4

Debian Gears

Abstract

Dopo aver installato Linux Debian 11 “Bullseye” sul proprio Mini PC / Intel NUC (o su computer analoghi) a scopo “server” per gestire la propria domotica personale (o funzioni analoghe) è utile effettuare una “prima configurazione” tale da perfezionarne il funzionamento.

Si assume che sul computer “server” con sistema operativo Linux Debian l’utente abbia attivato, in fase di installazione o successivamente, i servizi SSH e/o VNC, così da consentirgli di collegarsi, tramite il proprio computer, a tale host.

Si parte

Sudoers

Assumendo che per operare sul server si utilizzi una specifica utenza, diciamo “deb“, è utile aggiungerla al gruppo sudoers, così da poter eseguire i comandi in modalità sudo.

Sudo (a volte considerato l’abbreviazione di Super-user do) è un programma progettato per far sì che gli amministratori di sistema permettano ad alcuni utenti di eseguire certi comandi come root (o altro utente). La filosofia di base è quella di dare meno privilegi possibile, ma permettere ancora di compiere il lavoro. Sudo è anche un modo efficace per registrare chi ha usato un dato comando e quando.

Per aggiungere l’utenza al gruppo sudoers, usiamo un computer di appoggio per collegarci via SSH (non utilizzando l’utenza root, bensì una di servizio, per esempio deb, se si è seguita la nostra guida di installazione) al nostro computer dotato di sistema operativo Linux Debian 11 ed eseguiamo:

su

inserire la password dell’utente root, dopodiché eseguire i seguenti comandi:

apt-get install sudo
nano /etc/sudoers

che aprirà l’editor di testo nano inserire poi, sul fondo del file la seguente stringa:

username ALL=(ALL) NOPASSWD:ALL

dove username dovrà essere sostituito dal nome utente che si vuole rendere abile al sudo, per esempio deb:

deb ALL=(ALL) NOPASSWD:ALL

eseguita la modifica, uscire salvando (CTRL-X, Y, invio).

Infine, effettuare un riavvio col comando:

exit
sudo reboot

e attendere che l’host riparta.

Wi-Fi

Se durante l’installazione di Debian sarà stata configurata/utilizzata la Wi-Fi e sarà stato installato anche l’ambiente desktop, allora la Wi-Fi sarà collegata al primo avvio, automaticamente.

Diversamente, l’host non sarà connesso via wireless. Provvedere alla connessione via cavo e attuare queste procedure manuali per collegarlo via Wi-Fi.

Aggiornamento

Ora è sano aggiornare il software, qualora non lo fosse già (e in caso, anche aggiornando “a vuoto”, danni non se ne fanno).
Sempre da terminale, eseguire:

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade -y
sudo apt autoremove -y

una volta terminata la procedura automatica di aggiornamento, riavviare il server con il comando:

sudo reboot

Evitare l’auto-sospensione

Dato che il nostro computer dotato di sistema operativo Linux Debian dovrà fungere da “server”, è impensabile che si spegna automaticamente per mancata rilevazione dell’attività umana tramite tastiera e mouse. Configureremo quindi il server per non andare automaticamente in auto-spospensione, ma per rimanere invece sempre operativo.

Colleghiamoci nuovamente via SSH ed eseguiamo il seguente comando per creare la cartella sleep.conf.d sotto /etc/systemd/:

sudo mkdir /etc/systemd/sleep.conf.d

ora creiamo al suo interno un file:

sudo nano /etc/systemd/sleep.conf.d/nosuspend.conf

copiamoci dentro la seguente configurazione:

[Sleep]
AllowSuspend=no
AllowHibernation=no
AllowSuspendThenHibernate=no
AllowHybridSleep=no

eseguita la modifica, uscire salvando (CTRL-X, Y, invio).

Infine, effettuare un riavvio col comando:

reboot

e attendere che l’host riparta.

Software utili

Andiamo ad aggiungere qualche software utile, come curl, net-tools e pip. 

Sempre via SSH, eseguire:

sudo apt install curl net-tools python3-pip -y
sudo reboot

e attendere il completamento dell’installazione automatica e poi il seguente riavvio.

Errore “Can’t set locale”

Per evitare che, collegandosi via SSH ed eseguendo comandi si ottenga l’errore:

Can't set locale; make sure $LC_* and $LANG are correct!

eseguire il seguente comando:

sudo nano /etc/ssh/sshd_config

e commentare la linea:

AcceptEnv LANG LC_*

aggiungendovi un # in testa.
Uscire e salvare (CTRL+X, Y, invio).

Infine, riavviare con un comando:

sudo reboot

Bene! Il vostro server è pronto a operare.

Questa pagina è redatta, manutenuta e aggiornata dallo staff di inDomus, un gruppo di persone molto diverse tra loro che trovi, per domande e supporto, sul forum e sulla chat del sito. Se ti sei perso, a tua disposizione c'è la mappa.
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