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Domotica su Home Assistant: meglio un NUC, un Raspberry Pi o altro?

Domotica su Home Assistant: meglio un NUC, un Raspberry Pi o altro?

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Come abbiamo avuto modo di spiegare anche nella guida specifica sulle diverse modalità di adozione di Home Assistant, l’HUB per domotica personale in questione può essere eseguito davvero in vastissimo ventaglio di ambiti tecnologici. Sostanzialmente, Home Assistant è una robusta applicazione basata su linguaggio Python la quale, di suo, non richiede grandissime prestazioni per essere eseguita. Non è affatto esosa: non prevede in alcuna maniera dei “super computer”, anzi.

Raspberry Pi 4

Raspberry Pi. Uno dei più noti micro-computer al mondo, date le sue caratteristiche (dimensioni, basso consumo, performance e robustezza) e la sua particolare economicità all’acquisto (sebbene l’epoca pandemica abbia visto, come per altro hardware, un innalzamento del suo prezzo), è de facto quello tendenzialmente consigliato per implementare Home Assistant. Non facciamo riferimento solo al modello più recente, ovvero Raspberry Pi 4, ma persino i modelli precedenti, come per esempio il 3B e il 3B+, più che adeguati allo scopo.

Questi micro-computer sono basati su architettura ARM e utilizzano sistemi operativi Linux: tali modelli sono ampiamente sufficienti per eseguire Home Assistant (e altri applicativi collaterali), specialmente quando installato in modalità Core (vedi nostre guide); installare piuttosto Home Assistant OS (leggi le differenze), infatti, consente sì una grande facilitazione all’adozione ma performance inferiori. Volendo, è possibile utilizzare dischi SSD esterni per incrementare ulteriormente affidabilità e prestazioni.


Da tempo, però, in diverse community esistono soggetti che tendono a priori a sconsigliarne l’adozione in luogo di mini-computer NUC (pronunciato “nac” e acronimo di Next Unit of Computing), per lo più basati su chip Intel con architettura x86/x64.

Tali computer spesso utilizzano un sistema di dissipazione esente da ventole (così come Raspberry) e con un supporto esterno di energia elettrica. Alcuni modelli di NUC non hanno un lettore di dischi ottici ed utilizzano un disco a stato solido anziché un disco rigido meccanico tradizionale. Dall’altro lato, le specifiche hardware sono di solito simili o paragonabili a personal computer di fascia bassa o laptop di fascia medio-bassa, e rendono questo tipo di prodotto meno appropriato per eseguire applicazioni complesse o con un uso intensivo di risorse, ma permettono una versatilità maggiore rispetto ai Raspberry Pi.

Intel NUC

Si tratta di un mondo piuttosto ampio, con diverse generazioni e diverse architetture (tra le più recenti, la 11esima e la 10ima), computer in grado di fornire all’incirca le stesse funzionalità dei Raspberry Pi ma con prestazioni per lo più maggiori, così come consumi elettrici più elevati e solitamente un costo all’acquisto altrettanto maggiorato. Questi mini-computer possono ospitare sia sistemi operativi Linux che Windows.


Esistono poi ulteriori possibilità. Per esempio, i possessori di NAS (come per esempio le QNAP, le Synology e altre) possono pensare di implementare Home Assistant su di esse come processo a se stante, solitamente eseguito come applicazione virtualizzata in container. Non a caso, noi stessi abbiamo documentato le procedura da seguire nel caso di NAS QNAP (vedi guide). Altra alternativa validissima è quella di riciclare vecchi portatili: per lo quelli non più vecchi di dieci anni dovrebbe essere in grado di essere installato con sistema operativo Linux (consigliamo Debian) e quindi poter ospitare Home Assistant. Vantaggi? Riciclo di hardware dismesso, batteria integrata che garantisce la continuità elettrica, consumi non elevatissimi, prestazioni più che adeguate.

Quindi, cosa scegliere

Che se ne dica – salvo possedere già un NUC, una NAS o un vecchio portatile riutilizzabile – apparentemente la scelta migliore è e resta Raspberry Pi, specie il modello Raspberry Pi 4. Il motivo è estremamente semplice:

  • è la soluzione più economica (anche al netto dei rincari per colpa della pandemia);
  • è affidabile;
  • consuma pochissima energia elettrica (aspetto mai secondario, dato che deve stare acceso 24h su 24 per gestire la vostra domotica);
  • la sua adozione è super documentata su Internet (basti vedere il numero di guide anche solo da noi dedicate al tema).

L’adozione del ben più costoso NUC (i cui “tifosi” insistono nel dire che alcuni costino quasi come un Raspberry – dimenticando sempre di citare la generazione dei modelli presi a confronto, per lo più abbondantemente obsoleti, tipo questo) è giustificato SOLO in caso di esplicite esigenze di potenza maggiore rispetto al già più che dignitoso Raspberry Pi 4. Il tema energetico non è poi secondario: un conto è avere acceso 24h ore su 24 un micro-computer che assorbe mediamente 5-10 watt, un conto avere un mini-computer che ne assorbe in misura maggiore (variabile, in base al modello).

Portiamo un esempio.
Home Assistant, Zigbee2MQTT, Eclipse Mosquitto, Node-RED e molto altro ancora: tutte applicazioni che solitamente si adottano in domotica personale ma per le quali valgono i discorsi fatti sin qui: non hanno bisogno di particolari, spiccate potenze hardware. Discorso diverso quando si adottano applicazioni – ma è solo un esempio – come motionEye (o altri similari, tipo Frigate). Si tratta infatti di un’applicazione gratuita per dotarsi di un NVR per videosorveglianza personale, quale tratta flussi video di telecamere di sorveglianza per identificare intrusi eccetera. Per lo più in presenza di un paio di flussi video i quali non vengano particolarmente manipolati (resizing, ripubblicazione dello stream ecc.) anche un Raspberry Pi 4 continua ad essere sufficiente. Quando però i flussi cominciano ad aumentare, quando l’esigenza e di manipolare i flussi, comunque sia il carico sulla CPU diventa massiccio, allora Raspberry Pi diventa insufficiente e, va da sé, la sensatezza dell’acquisto di un NUC entra in campo.


La risposta alla domanda contenuta nel titolo di questo approfondimento, quindi, prevede una risposta sola: “dipende” da caso a caso – e non crediate a nessuno che vi dica qualcosa di diverso, quello è puro onanismo. Tutto va sempre soppesato. Se la propria esigenza è quella di adottare principalmente Home Assistant (o altri HUB personali analoghi, come openHUB), allora il consiglio è sempre e comunque Raspberry Pi 4, possibilmente in kit. Piccolo, economico, parco nel consumo elettrico, affidabile: è la risposta per le proprie esigenze. Ogni cosa al di sopra – in primis un NUC – è scelta totalmente priva di senso.

Se piuttosto si ha la certezza di implementare applicazioni server bel più impegnative dal punto di vista delle performance, allora una buona scelta è quella di utilizzare un vecchio portatile o, al più, un NUC. In quanto alle NAS, anche in questo caso dipende: se, affiancate alle esigenze di domotica personale, esistono necessità di disporre di uno storage di rete, allora sono sicuramente ideali; se si affianca anche la necessità di potenza, allora è necessario investire in NAS piuttosto costose, ovvero quelle che dispongano di hardware sufficientemente carrozzato.


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