Perché installare sempre ogni release d’aggiornamento di Home Assistant

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Ogni qual volta Home Assistant subisce un “major update” – un aggiornamento importante che introduce novità, funzionalità, correzione di errori – nella community internazionale si assiste al solito, ricorrente circo: utenti ai quali “non funziona più niente”, “non parte più”, “era meglio prima”.

Uno dei commenti più curiosi che però ricorrono spesso sui social nostri e di altri siti che trattano di domotica è “ma perché non la smettono di aggiornarlo, ché funziona così com’è?”

Beh: se c’è una cosa di grandissimo valore nell’ambito Home Assistant (imparagonabile con altre novità come Apple HomeKit, openHAB, Domoticz eccetera) è proprio l’incredibile pulsante quotidiana attività degli sviluppatori (non retribuiti, ricordiamolo sempre) che lavorano per correggere errori e ampliare le funzionalità di questo potentissimo HUB personale software. Gli aggiornamenti non solo sono necessari, ma sono una benedizione, anche se portano talvolta con sé dei problemi.

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Non dimentichiamo poi una cosa importantissima: ad oggi Home Assistant è tecnicamente ancora in versione beta: la versione 1.0, infatti, non è ancora stata raggiunta, per quanto sia ormai imminente.

Ma veniamo al titolo di questo FOCUS: perché è così importante provvedere all’aggiornamento dell’HUB ogni singola volta viene rilasciata un aggiornamento, e non “di tanto in tanto”?

Semplice: proprio perché spesso e volentieri i cambiamenti – talvolta bloccanti – prevedono non solo la bovina esecuzione dell’aggiornamento in sé, ma anche la lettura della specifiche di rilascio per capire, rispetto alla propria realtà, se ci sia qualcosa da correggere a valle dell’aggiornamento. Ecco perché inDomus pubblica, ad ogni rilascio, una scheda in italiano che spieghi i cambiamenti e le eventuali cosiddette “breaking changes”, ovvero i cambiamenti che possano inficiare il funzionamento dell’HUB.

“Dimenticarsi” di eseguire un aggiornamento è doloso: ricordiamoci che ogni aggiornamento porta con sé anche i cambiamenti dell’aggiornamento che l’ha preceduto il quale, se non eseguito, porterà in campo le eventual “breaking changes” da esso causate. Da lì in poi son dolori: “non mi funziona più dopo l’aggiornamento” può essere causato da cambiamenti non introdotti nell’aggiornamento appena eseguito ma bensì da uno, due, tre aggiornamenti precedenti.

Per questo è importante aggiornare sempre. È mille volte preferibile prendere il toro per le corna e risolvere – magari con l’aiuto della community – gli eventuali problemi sorti a causa degli ultimi cambiamenti introdotti dall’ultimo aggiornamento, piuttosto che dover ricostruire cosa quelli precedenti – colpevolmente non eseguiti prima – abbiano causato.

Una precisazione però va fatta. È pur vero che le major release vengono spesso seguite da minor update prima del rilascio di una nuova major: un caso lampante è stata la 0.96.x, la quale è stata seguita da ben cinque minor update (ad oggi). L’ultima, infatti, è la 0.96.5, preceduta dalla 0.96.4, 0.96.3 e così via.

Una buona scelta può essere quella di non installare subito la “.0” ed aspettare, eventualmente, la “.1” o ulteriori minor. Per esperienza sappiamo che se una “.1” non viene rilasciata entro 5-6 giorni dalla “.0” si può serenamente provvedere all’installazione di quest’ultima, pur rimanendo valido l’invito a informarsi, leggere, capire cosa questa nuova major release comporti.


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