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Domotica personale: i vantaggi nel rendere “smart” l’illuminazione domestica

Domotica personale: i vantaggi nel rendere “smart” l’illuminazione domestica

MOLTI ASSOCIANO IL CONCETTO DI “DOMOTICA” ALLA GESTIONE DELL’ILLUMINAZIONE DOMESTICA LA QUALE È, INVECE, SOLO UN POSSIBILE PUNTO DI PARTENZA

Sebbene associare la domotica alla sola gestione intelligente dell’illuminazione sia tanto diffuso quanto profondamente sbagliato, resta pur vero che è proprio dall’illuminazione che in moltissimi partono nell’impresa di realizzare la propria domotica personale.

Il perché di questo fenomeno nasce dal fatto che le lampadine intelligenti (o, più generalmente, le “soluzioni smart”) sono, per un consumatore, concettualmente semplici da comprendere: si accendono, si spegnono, la più si regolano dell’intensità luminosa, talvolta nel colore e negli schemi dinamici. Ne è piena dimostrazione il fatto che i produttori riescono a pubblicizzare questo tipo di prodotti in modo davvero molto semplice ed efficace; il passaparola tra gli utenti è poi un canale altrettanto potente: è sufficiente visitare un’abitazione dotata di questo tipo di dispositivi per percepire, immediatamente e istintivamente, la moderna, quasi futuristica identità di questa tecnologia.Philips Hue Iris

Ma ne vale davvero la pena? Se sì, quanto?

Come spesso capita, la risposta non può che essere dipende.
La decisione, infatti, è legata non tanto agli immediati benefici che queste nuove tecnologie possono portare, quanto a quelli prospettici.

Introdurre una singola lampadina intelligente “al fine di controllarla col cellulare” rientra, a nostro avviso, nell’ambito della pura sperimentazione, del puro divertimento. Il discorso, invece, cambia radicalmente quando – anche se fatto progressivamente, nel tempo – quella prima lampadina rappresenta solo il primo passo di cammino volto a “coprire” il più ambio numero di punti luce presenti nella propria abitazione.

In primis, questo approccio consente di cambiare la concezione tradizionale che si ha dell’illuminazione domestica.
Abitualmente, infatti, si tende a ridurre il numero di punti luce di una stanza allo scopo di non convivere con un eccessivo numero di interruttori a muro da controllare, per lo più, manualmente. Un classico lampadario, magari una o due spine controllate da interruttore, a volte qualche abat-jour, qualche punto luce posizionato in punti strategici. Un gran numero di luci aumenta di conseguenza la necessità di agire manualmente per il loro utilizzo, a tutto svantaggio della praticità d’uso.

La domotica personale consente di superare tutto questo.

Cosa apprezzata da molti arredatori d’interni, le tecnologie della smart home consentono di abbandonare del tutto il concetto di lampadario il luogo di più punti luce sparpagliati nella stanza, i quali spesso forniscono un’illuminazione più gradevole, consentendo realmente di arredare con la luce. Gli interruttori a muro possono, volendo, essere mantenuti grazie all’adozione dei più disparati attuatori, garantendo non solo la funzionalità domotica ma anche quella “meccanica”. La cosa più interessante però è forse la possibilità di coordinare l’accensione/spegnimento delle luci: ponendo di avere quattro punti luce in una stanza, essi possono essere raggruppati logicamente utilizzando il nome della stanza, domandando poi alla smart home (via interfaccia, o verbalmente sfruttando gli smart speaker) di accendere/spegnere “la stanza” o il singolo punto luce.

Un grande vantaggio lo offrono gli HUB personali i quali, grazie alla loro vocazione di “accentratori” smart, consentono di integrare le più disparate soluzioni di domotica personale così da coordinarle in concerto, traite automazioni, script e scenari.

Nanoleaf Essentials Smart Multicolor Lightstrip - Lifestyle - 1

Questo aumenta il livello di praticità, in quanto (per esempio) non sarà più necessario “effettuare il giro della casa” per spegnere tutto quando si esce di casa (anzi, è possibile definire delle automazioni che provvedano allo spegnimento automatico all’uscita degli occupanti e la riaccensione al rientro – e molto altro); sarà inoltre possibile accendere intere stanze con un solo comando – come detto, anche verbale.

Con l’uso della domotica è inoltre possibile definire delle “scene”: specialmente se si utilizzano delle lampadine regolabili (come luminosità e colore) l’adozione di tali scene (anche innescate automaticamente) permette di perfezionale l’illuminazione in base ai momenti della giornata: toni caldi e bassi durante la visione di un film, una luce brillante nelle ore di lavoro e così via. Basti pensare a cosa consente, di suo, anche l’adozione della sola famiglia di prodotti Philips Hue o anche le bellissime soluzioni della Nanoleaf.

Infine, una menzione d’onore è doverosa nei confronti delle strisce LED intelligenti: si tratta di catene di LED anche lunghe diversi metri particolarmente apprezzate per basso costo, qualità, basso consumo, connettività wireless di diversa natura (e quindi domotiche) nonché possibilità di installazione lungo profili, mobili o altro: un altro elementi completamente coordinabile con la restante porzione di illuminotecnica domotica di cui si può disporre.

Illuminotecnica e smart home, una scelta non solo funzionale ma anche d’arredamento ed efficienza.


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