Conviene “farsi la domotica” in una casa in affitto?

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OPPORTUNITÀ O ERRORE?

Si tratta di un tema spesso dibattuto nonché freccia all’arco dei detrattori di questa nuova tecnologia, la quale – loro malgrado – vive un momento di fortissimo impulso proprio in questo periodo. Una freccia spuntata, a dirla tutta: molte convinzioni negative sulla domotica personale (come abbiamo anche illustrato in un episodio del nostro podcast) si basano su ignoranza e luoghi comuni – i mali del nostro tempo.

Sensibo Sky v2 ambienteÈ innegabilmente vero che un’abitazione in affitto presenti inferiori “spazi di manovra” rispetto a una di proprietà: difficilmente si può pensare di buttare giù muri, modificare impianti o effettuare altri cambiamenti radicali senza considerare che, quando si abbandonerà l’immobile, sarà necessario riportarlo allo stato iniziale – salvo, certo, accordi diversi col locatore.

Il punto è proprio questo: la domotica personale non è, per lo più, particolarmente invasiva. Esistono casi e casi.

Per portare degli esempi, introdurre la domotica non è molto distante dal dotarsi di un router per l’accesso ad Internet, un box set per la pay-tv, un televisore a grande schermo, un condizionatore portatile: tutte componenti “che non mettono radici”, che possono essere traslocate con facilità.

Come abbiamo spiegato in tantissime occasioni (specialmente nei FOCUS) l’elemento cardinale per dotarsi di una domotica personale modulare è il Raspberry Pi. Grande quanto un pacchetto di sigarette, il Raspberry è un mini-computer a bassissimo consumo (intorno ai 5 watt medi, in uso domotica) che funge da “cuore” per la propria domotica. Su di esso vengono eseguiti gli HUB personali, software gratuiti che servono, appunto, da piattaforme per tutte le nostre componenti domotiche. A questo dedichiamo un approfondimento in fondo alla pagina.

I primi, immancabili elementi che si andranno a innestare nella propria domotica sono tipicamente sensori e attuatori; ancor più tipicamente, tali sensori sono piccoli elementi (solitamente grossi poco più di monete, basti vedere il caso del sensore Xiaomi di temperatura) facilmente configurabili e sopratutto, removibili: quando lascerete l’appartamento, basterà metterli in una scatola e portarli con sé.

Broadlink RM Mini 3 inclinato
Broadlink.

In merito agli attuatori beh, c’è da perdersi: uno dei più classici attuatori – utilissimo, per esempio, a domotizzare un condizionatore tradizionale, oppure una TV, degli impianti Hi-Fi e molto altro – è il Broadlink RM mini 3, ovvero un piccolo barilotto (di 6-7 centimetri di altezza per 3-4 di diametro) capace di inviare e ricevere raggi infrarossi. Anch’esso – date le dimensioni e l’assenza di installazione – trasferibile con grande facilità.

Si rimuovono facilmente anche le eventuali teste per la regolazione dei caloriferi (vedi ad esempio le Eqiva, o le Tado); un po’ meno i termostati murali, ma anch’essi con un minimo di manualità si disinstallano facilmente.

Discorso un po’ diverso quello legato a interruttori e luci. Finché si tratta di applicare piccoli attuatori a lampade a filo o cose similari, nessun particolare problema; più complicato invece pensare di applicare attuatori negli impianti cablati a muro, in scatole di derivazione o altro. Tutto si può fare, ma chiaramente attuare modifiche agli impianti non è consigliabile in un immobile affittato.

Per quanto riguarda i sistemi antieffrazione, ne esistono centinaia di modelli: il nostro consiglio, se proprio non si vuole star senza, è quello di acquistare qualcosa basato su tecnologia radio e non cablata: quest’ultima prevede comunque il cablaggio dei varie elementi, attività che potrebbe rappresentare un ostacolo al momento del ripristino degli ambienti affittati alla condizione di partenza.

Insomma la domotica personale fai-da-te “si può fare”, come diciamo sempre, in modo funzionale, organica ed economica, non solo in ambienti di proprietà ma anche in appartamenti affittati. La chiave? Sta nel domandarsi: quando andrò via, quando mi costa rimuovere quanto ho installato? Lo potrò fare?

Sulla base di quanto vi raccontiamo ogni giorno noi, .

Perché “domotizzare” casa?


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