Come difendersi dai ladri tramite la domotica personale

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ladriNon esiste epoca senza topi: animali resistentissimi, hanno accompagnato l’evoluzione del genere umano sin dai primi tempi. È noto come qualunque città del mondo popolata da umani sia, parallelamente, densa di roditori nascosti nel sottosuolo, nelle infrastrutture e non solo.

È però di un altro tipo di topi che vi parliamo in questo FOCUS: quelli d’appartamento, ovvero quelli che più comunemente chiamiamo “ladri”. Tutti nella propria vita hanno vissuto un episodio di effrazione domestica o quantomeno avranno sentito di qualcuno che l’abbia subita. Si tratta di un evento psicologicamente difficile da affrontare – per non contare gli aspetti economici – che spesso lascia in chi lo subisce conseguenze a lungo termine.

Fermo restando che se neppure Fort Knox è mai totalmente al sicuro, molto si può fare per rendere le nostre case più sicure, specialmente negli aspetti più elementari, i quali possono essere curati con poca spesa e con grande efficace.


Una casa completamente priva di sistemi di sicurezza è, per definizione, vulnerabile. Persino la porta di casa, per quanto magari blindata e di qualità, rappresenta tra i maggiori anelli deboli della catena: è sempre bene ipotizzare che un ladro sia in grado di aprirla in qualche modo, a prescindere. Partendo da questi assunti, svariati sono i gesti che possiamo fare per mitigare il rischio.

La prima cosa che si penserebbe corretta da fare è quella di dotarsi di un sistema d’allarme, il quale però dovrebbe a nostro parere avere determinate caratteristiche imprescindibili:

  • invulnerabilità sul piano elettrico (impianto indipendente con supporto a batteria);
  • molti sensori diversi (di presenza, di apertura vachi e di altro tipo);
  • dotazione domotica (possibilità di controllo e di notifica remote).

Impianti così evoluti ne esistono, ma continuano a costare molto.

L’alternativa, dal punto di vista di inDomus, è quella di sfruttare di una propria domotica basata su HUB personali.
I motivi sono molteplici:

  • basso costo di realizzazione;
  • buona affidabilità;
  • alta versatilità di configurazione.

Vediamo quindi ora quali passi effettuare per proteggere la propria casa tramite l’adozione della domotica personale.

HUB

Innanzitutto assumiamo di esserci dotati di un HUB – ipotizziamo Home Assistant, dato che oggi è il più utilizzato tra quelli gratuiti. Quale sia, una volta installato la nostra casa sarà dotata di un cervello e di una volontà (immagine della nostra). Il passo immediatamente successivo sarà, a nostro modo di vedere, quello di provvedere alla continuità elettrica, al fine di impedire a qualsiasi malintenzionato di disabilitare i nostri sistemi tramite il banale trucco di levare corrente all’appartamento.

Sostanzialmente, i dispositivi che dovranno essere coperti necessariamente dalla continuità elettrica saranno il modem/router e il computer (o mini-computer che sia) che ospita l’HUB. Perché e come scegliere un gruppo di continuità UPS è spiegato in dettaglio qui.

SENSORI

A questo punto ciò di cui dobbiamo dotarci sono i sensori, ovvero quella componente della nostra domotica personale relativa alle percezioni sensoriali, i quali una volta integrati alla nostra domotica personale basata su HUB ci consentiranno di essere allertati via Internet al presentarsi di determinati stati, specialmente quando si è assenti (perché la domotica lo sa, se ci siamo o meno).

Ciò che ci interessa, quando siamo assenti (e non solo), è essenzialmente:

  • il fatto che qualcuno stia tentando un’effrazione e/o che ci siano individui alla porta/e;
  • l’eventuale apertura di varchi;
  • l’eventuale presenza di persone nelle stanze;
  • avere uno o più occhi elettronici che ci consentano di vedere che stia succedendo in casa.

Partiamo dal primo punto: la semplice installazione di un piccolo sensore di vibrazione a porte e finestre ci consente molto rapidamente di essere allertati quando vengono prodotte delle vibrazioni tali da essere ricondotte a un tentativo di scasso. Affiancato da un sensore di rilevazione presenza qualsiasi, tale automatismo diventa ancora più efficace: quando entrambi i sensori sono allertati, significa che effettivamente ci sia qualcuno davanti alla porta/finestra che sta facendo qualcosa… che non dovrebbe fare.

LUMI Aqara Sensore rilevazione presenza PIR

Se il ladro è riuscito comunque a scassinare il varco, lo ha dunque aperto. Ecco perché è sanissimo ed elementare dotarsi di sensori di rilevazione apertura varchi, i quali comunicano alla domotica lo stato istantaneo. Nel momento in cui non siamo in casa (oppure ci siamo, ma magari stiamo dormendo), l’attivazione di uno di questi sensori ci notifica la cosa.

In abbinamento vengono molto comodi anche i sensori di rilevazione presenza, i quali tramite gli infrarossi ci permettono di rilevare la presenza di una persona. Tutti i sopracitati sensori sono tipicamente alimentati a batteria, quindi il problema di un’alimentazione intenzionalmente interrotta non si pone.

Infine, ciò che è fondamentale disporre è una o più IP Cam (ovviamente si consiglia di alimentarle sotto gruppo di continuità per i motivi spiegati in precedenza) che ci consentano, da remoto, di guardare fisicamente ciò che accade in casa (e/o nel perimetro esterno) a fronte di un’eventuale notifica di effrazione. Non solo: anche l’idea di dotarsi di un Network Video Recorder è sempre ottima, in quanto abilita non solo a notifiche a fronte di rilevazione movimento (valuto dalle telecamere), ma anche alla videoregistrazione. Esistono sistemi già pronti, così com’è possibile realizzarlo in proprio, per esempio con motionEye.

DISSUASIONE

Benissimo essere allertati in caso di problemi, ma se ci troviamo a 500 km, cosa ci inventiamo?

sirenaBeh, alcune delle IP Cam sopracitate posseggono l’audio bi-direzionale, consentendoci di parlare direttamente al ladro (ma troviamo grottesca l’idea di provare a convincere qualcuno a non derubarti solo perché glielo chiedi a voce): la cosa, migliore, in questo caso, è l’uso di dissuasori.

Il primo, più tradizionale, è quello di innescare una o più sirene. Le possibilità sono diverse: dotarsi direttamente una sirena domotica che, integrata al nostro HUB, sia attivabile a fronte di rilevazioni d’effrazione, oppure acquistare un sistema d’allarme integrabile, oppure utilizzare un attuatore di qualche tipo per innescare una semplice sirena a 220/12 volt. Sostanzialmente, “basta far rumore”: per lo più i ladri tendono ad andarsene, quando l’allarme scatta. Non è sempre così, ma è certamente un ulteriore strato di sicurezza a tutela della propria abitazione.


La domotica personale è quindi un grande, potenziale alleato nell’eterna battaglia contro i malintenzionati. Il vantaggio evidente rispetto all’adozione di un singolo sistema d’allarme sta, ovviamente, nella sua versatilità: non solo la domotica può essere modellata a piacere (anche rispetto alle mutevoli esigenze di ognuno) ma essa non si limita, di certo, ai soli aspetti di sicurezza. Perché domotizzare casa ha sì una risposta nella sicurezza, ma anche in molto altro.


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