Shelly H&T – sensore di temperatura e umidità

7 minuti di lettura
Produttore: Allterco Robotics
Categoria: Sensore
Tipologia: Sensore di temperatura e umidità relativa
Tecnologia: TCP/IP via Wi-Fi
Difficoltà d’installazione: Bassa
Semplicità d’uso: Alta
Disponibilità: Amazon
Revisione recensione: 1.0
Shelly H&T - Package
UNA SFERA SENSIBILE

Di certo non è il primo sensore ambientale che ci capita di recensire, ma Wi-Fi alimentati a batteria sì: è lo Shelly H&T della linea Shelly “Home Automation Systems”, risposta della bulgara Allterco alle necessità di chi debba rilevare per la propria domotica personale la temperatura e l’umidità degli ambienti.

Solitamente i sensori wireless a batteria utilizzano standard trasmissivi a bassa potenza e basso consumo come ZigBee o Z-Wave (eg. il sensore Xiaomi/LUMI), consentendo quindi un’alimentazione a batteria a lunga durata; di contro, questi standard prevedono la presenza di un BRIDGE/Gateway che funga da collettore. Il Wi-Fi invece necessita della sola presenza del router domestico, ma di contro consuma molta energia e non può essere utilizzato, comunemente, su dispositivi wireless alimentati a batteria.

Dunque come ha fatto Allterco ad adottare lo standard Wi-Fi per questo suo sensore wireless, garantendo al contempo una durata della batteria di circa un anno?

Caratteristiche

Lo Shelly Humidity & Temperature (H&T) è un piccolo sensore sferico composto da due semisfere (in plastica, bianca o nera) incastrate tra loro: una funge da coperchio, l’altra contiene elettronica e batteria (una CR123A). Le dimensioni sono contenute (3,5 cm di diametro), il peso anche (32 grammi con la batteria inserita): può essere installato ovunque, ma sempre e solo appoggiato a una superficie piana, a meno che non si applichi in proprio del biadesivo o qualcosa di analogo. Sopporta (e rileva) dai -40 gradi centigradi ai +60, il che lo rende ideale anche all’aperto, purché al riparo dalle intemperie; data questa caratteristica tenica, si presta anche all’uso all’interno di frigoriferi e freezer, ideale quindi per monitorare l’andamento delle temperature.

La precisione del sensore è al decimo di grado per la temperatura e all’unità per la percentuale di umidità relativa. In realtà abbiamo appurato che via MQTT il sensor fornisce il dato rispettivamente al centesimo di grado e al decimo di punto percentuale.

Oltre alla batteria, la sostituzione della semisfera “coperchio” con un modulo aggiuntivo (da acquistare separatamente) gli permette anche un’alimentazione continua via USB anziché via batteria. Come molti componenti di questo tipo, questo sensore supporta il protocollo di trasmissione Wi-Fi 802.11 b/g/n solo su frequenza 2,4 Ghz.

All’interno sono presenti i contatti per la riprogrammazione utilizzando eventuali firmware alternativi come Tasmota, ESPHome o similari) ed un tasto di “reset”, piccolo ma facilmente raggiungibile.

Shelly H&M - connessioni per riprogrammazione pinout
lo schema di connessione per il flashing.

Ma insomma, come fa a usare l’alimentazione a batteria pur utilizzando l’energivoro Wi-Fi?

Semplice. La soluzione Allterco per il suo Shelly H&T è stata quella di “farlo dormire” tra una rilevazione e l’altra: quando il sensore rileva un dato inferiore o maggiore di una determinata soglia (regolabile), si collega alla Wi-Fi, fornisce il dato al cloud Shelly (o alla rete locale via MQTT, come vedremo) e si disconnette. Questo consente al sensore di non mantenere viva (insensatamente) la connessione Wi-Fi e quindi risparmiare moltissima energia.

Ovviamente la durata di un anno della batteria è stimata: più sarà ridotta la “soglia di risveglio” e tanto più drasticamente cambierà la temperatura/umidità rilevate, tanto più il sensore si connetterà/disconnetterà alla rete – con relativo consumo energetico.

Installazione

L’installazione è piuttosto banale. Si effettua, come tutti i prodotti della linea Shelly, e tramite l’app mobile Shelly Cloud (per Android e iOS). Una volta inserita la batteria (CR123A, non inclusa nella confezione) o il modulo di alimentazione USB è sufficiente premere il piccolo pulsante posto accanto al vano batteria per innescare la procedura di configurazione che si concretizza, come detto, tramite l’app Shelly Cloud.

Una volta fornito al sensore l’accesso alla propria rete Wi-Fi sarà possibile cominciare ad utilizzarlo sia tramite l’app mobile che con altri strumenti che vedremo poco.

Shelly mette a disposizione, in rete, il manuale d’installazione in formato pdf.

Configurazione

Per effettuare la configurazione di dettaglio il nostro consiglio è quello di non utilizzare l’app, ma piuttosto un qualsiasi browser tramite il quale collegarsi all’interfaccia web offerta dal sensore. Il perché è semplice: alcune impostazioni sull’app semplicemente non figurano.

Avremo dunque bisogno dell’indirizzo IP a cui collegarci: lo si potrà trovare facilmente tramite l’interfaccia web del proprio modem/router oppure con un qualsiasi tool di scansione reti (eg. Fing). Se l’IP assegnato sarà (per esempio) il 192.168.1.100, l’interfaccia web alla quale collegarsi sarà disponibile all’indirizzo http://192.168.1.100.

Una volta connessi apparirà un’interfaccia estremamente elementare. Tappare sulla voce “Settings“:

Shelly Cloud - Settings

Selezionare poi “Firmware update” per provvedere all’aggiornamento dell’unità:

Shelly Cloud - Settings - Firmware update

Dopo un tempo variabile (fino a due minuti) il sensore tornerà disponibile e sarà così pronto per la configurazione base.

Impostazioni

Lo Shelly H&T prevede, di fabbrica, un certo numero di diverse impostazioni.

Alcuni parametri importanti sono:

  • Unità temperatura“, per scegliere tra gradi centigradi e fahrenheit;
  • Soglia di temperatura“, quale sia la differenza, in gradi, della lettura della temperatura  tale da innescare la connessione alla Wi-Fi per comunicare il dato (default – nonché dato minimo – 1);
  • Temperatura offset“, per regolare con precisione il sensore di temperatura;
  • Soglia umidità“, quale sia la differenza, in punti percentuali, della lettura dell’umidità relativa tale da innescare la connessione alla Wi-Fi per comunicare il dato (default 5, impostazione minima 0,5). Tale impostazione è disattivabile, lasciando alla rilevazione temperatura l’unico trigger di “risveglio” del sensore;
  • Umidità offset“, per regolare con precisione il sensore d’umidità relativa;
  • External Power Supply“, per attivare l’eventuale modulo di alimentazione esterno.

Esperienza d’uso

Lo abbiamo testato in condizioni ordinarie (ovvero in casa) sia all’interno di frigoriferi e congelatori (vedi progetto): le letture sembrano puntuali (paragonate al nostro termometro di riferimento) e l’applicazione Shelly è comodissima nel fornire storici e andamenti, senza considerare la possibilità di utilizzarla per innescare scene e automatismi verso altri componenti della stessa linea.

La coperta però è corta: se da una parte la connettività Wi-Fi è un indubbio vantaggio, il modello di funzionamento rappresenta un parziale handicap: rilevazioni minime al di sotto della differenza di soglia “di risveglio” impostata sul sensore non vengono comunicate. Se per esempio tale soglia fosse impostata a “1” (differenza minima configurabile) e la temperatura da 19.5 variasse, poniamo, a 19.7, essa non verrebbe trasmessa. In pratica, non è possibile impostare il sensore affinché comunichi variazioni inferiori al grado. Un workaround può essere quello di impostare al minimo anche la soglia relativa alla differenza di umidità relativa rilevata (+/- 0,5%), così da avere più probabilità d’innesco e quindi di maggiore comunicazione da parte del sensore. Ovviamente questo aumenta il consumo della batteria.

Compatibilità

Il grado di compatibilità dello Shelly H&T è piuttosto elevato: è infatti direttamente compatibile con Amazon Alexa e Google Home, oltre che con il servizio IFTTT (in modo indiretto, utilizzando Webhook e l’accesso API Cloud). Ovviamente è compatibile con la sua app Shelly Cloud (per Android e iOS).

Assente invece la compatibilità con Apple HomeKit (ma grazie all’ampio grado di integrabilità domotica, la cosa è aggirabile – come vedremo a breve).

Integrabilità domotica

In termini di integrabilità lo Shelly H&M (come d’altra parte tutti i componenti di questa fortunata linea prodotti) non presenta alcun problema.

HOME ASSISTANT

Home Assistant non è dotato di un componente ufficiale che supporti Shelly, ma ne esiste uno non ufficiale il quale consente di integrare il sensore in modalità Local Push (vedi guida). Non volendo installare nulla, è sufficiente (e preferibile) utilizzare le varie piattaforme di declinazione del componete “MQTT” (“MQTT Switch“, “MQTT Sensor” eccetera) per rendere l’integrazione piena e funzionale (vedi guida).

HOMEY

Homey dispone di un’app (“Shelly“) la quale consente la piena integrazione, sia in modalità Cloud che LAN. Nessun problema rilevato: l’integrazione si fa in un batter d’occhio.

openHAB e Domoticz

Anche questi HUB personali minori, disponendo di supporto MQTT, non hanno alcun problema. Nello specifico, openHAB dispone di un binding apposito.

SAMSUNG SMARTTHINGS

Da marzo 2020 la linea Shelly è supportata (in beta, ma lo sarà pienamente a seguire) per l’integrazione presso l’ecosistema Samsung tramite uno Schema appositamente rilasciato. Shelly H&T è tra le componenti già supportate con la prima beta.

HOMEBRIDGE

Homebridge, una soluzione per fornire sola compatibilità con Apple HomeKit, dispone ad oggi di un plugin per l’integrazione (“homebridge-shelly“). Data l’obsolescenza del progetto, si consiglia però di utilizzare uno degli HUB sopracitati i quali sono in grado a loro volta di esporre le proprie entità verso HomeKit, risolvendo così il problema.

HUB Integrabilità Note
Home Assistant ✔️ Tramite la modalità Local Push (via MQTT – vedi guida) o tramite modalità Local Push/Cloud Polling (via custom component “ShellyforHASS“, via CoAP e REST – vedi guida)
Homebridge (Apple HomeKit) ✔️ Tramite la modalità Local Push (via MQTT con plugin “homebridge-mqttthing” o altri similari) o tramite modalità Cloud Polling (via plugin “homebridge-shelly“)

EDIT: non più utile a partire da marzo 2020.

openHAB ✔️ Tramite binding apposito o tramite modalità LAN (via MQTT)
Domoticz ✔️ Tramite la modalità LAN (via MQTT)
Homey ✔️ Tramite la modalità LAN (via Shelly oppure via MQTT)

Valutazione

Valutazione di dettaglio:

Qualità costruttiva
Funzionalità
Uso: qualità ed esperienza
Compatibilità
Integrabilità
Prezzo
Media
N.b. La spiegazione di questi parametri di valutazione è illustrata in dettaglio su questa scheda.
Shelly H&T - BoAShelly H&T è un buon sensore: certamente va premiata la volontà di Allterco di dotare l’ecosistema Shelly di un sensore ambientale in grado di amalgamarsi perfettamente con gli altri componenti senza bisogno di alcun tipo di BRIDGE/Gateway. Ovviamente la soluzione ha dovuto necessariamente tenere conto dei consumi energetici dello standard Wi-Fi, il che ha portato la definizione di questo inusuale ciclo di sonno/veglia che, come spiegato, è efficace ma riduce la numerosità di letture.

Se l’esigenza è quella di introdurre nella propria domotica un buon sensore ambientale che fornisca una lettura ad ogni minima variazione, allora Shelly H&T è sicuramente una scelta valida; come già suggerito precedentemente, l’ampio range termico operativo (-40°/+60°) garantisce e suggerisce l’uso per monitorare frigoriferi e freezer (in questi scenari si consiglia una batteria di qualità). Se, differentemente, si è alla ricerca di un sensore che fornisca letture molto ravvicinate, allora certamente Shelly H&T non è la scelta corretta – ma sia chiaro che, su standard Wi-Fi alimentato a batteria, difficilmente si troverà di meglio.


Shelly 1PM ATTENZIONE: ricorda che sul nostro community FORUM c'è una sezione ad hoc dedica agli Shelly (e più generalmente ai dispositivi ESP8266), per qualsiasi dubbio, domanda, informazione nel merito specifico di queste componenti.


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