community italiana di domotica personale
 
Shelly 1 Mini Gen3, l’attuatore intelligente talmente piccolo da non crederci

Shelly 1 Mini Gen3, l’attuatore intelligente talmente piccolo da non crederci

Produttore: Allterco Robotics
Categoria: Attuatore
Tipologia: Interruttore intelligente, singolo canale a contatto pulito
Tecnologie: TCP/IP via Wi-Fi / Bluetooth LE 4.2
Difficoltà d’installazione: Bassa
Semplicità d’uso: Alta
Disponibilità: Amazon
Revisione recensione: 1.0

Shelly Plus 1 Mini Gen3 - Package

E TRE

Quando si dice “Shelly 1” si pensa subito al capostipite della fortunata linea di prodotti “Shelly Home Automation Systems” della bulgara Allterco. Dopo ben due versioni, entrambe fortunatissime (la originale “Shelly 1” e la ancora attualissima “Shelly Plus 1“), eccoci alle prese con la terza generazione, questa volta in chiave lillipuziana: Shelly 1 Mini Gen 3.

Ci avrà convinto? Scopriamolo, partendo da com’è fatto.

Caratteristiche

La prima, grande differenza rispetto ai due modelli precedenti (in realtà lo “Shelly Plus 1” è da considerarsi “contemporaneo” e non superato, anzi) sta nelle dimensioni. Mini? Micro, più che altro: questo modello di Shelly 1 è davvero tra i più piccoli che abbiamo mai testato in laboratorio. Con delle dimensioni di 29 x 35 x 16mm, è davvero microscopico, il che gli consente di essere montato davvero ovunque.

Come per lo Shelly Plus 1, lo Shelly 1 Mini Gen 3 presenta un’architettura basata sul SOC ESP32, affiancato da 8 MB di memoria flash. L’alimentazione accettata è solo la classica AC 110-240v, a differenza degli altri due modelli che possono essere anche alimentati via DC a bassa tensione. Come il predecessore, il singolo canale controllato è a contatto pulito. Dotato di connettività Wi-Fi 2.4 GHz, essa viene affiancata anche lo standard Bluetooth LE 4.2 (dote del SOC ESP32), utile in questo caso per la procedura di pairing e prima configurazione. Quanto al Wi-Fi, l’unità può anche essere utilizzata come ripetitore di segnale (classico, non mesh); inoltre, la Wi-Fi prevede (volendo) la configurazione contemporanea  a due diverse reti wireless.

A differenza di altri modelli, assenti i classici contatti per la riprogrammazione con firmware alternativi. La cosa non stupisce affatto: è davvero troppo, troppo piccolo per ospitare anche quelli. E poi, onestamente, gli Shelly sono tra i componenti con i firmware più completi, versatili e meglio realizzati presenti sul mercato: l’esigenza di sostituire tali firmware è praticamente assente.

Vediamo ora un rapido confronto con il modello della vecchia generazione:

  Shelly 1 Shelly Plus 1 Shelly 1 Mini Gen3
CPU ESP8266 ESP32 ESP32-C3
Frequency 80 MHz 160 MHz 160 MHz
RAM 2 MB 4 MB 8 MB
DC 24-48 V 24-240 V
AC 110-240 V 110-240 V 110-240 V
Protezione surriscaldamento No No
SELV (Bassissima tensione) No
Bluetooth No

Quanto al relè interno, lo Shelly 1 Mini Gen3 come già detto ne prevede uno a contatto pulito, il che significa che può controllare, come interruttore intelligente, sia circuiti a corrente alternata AC (per esempio punti luci o comuni utenze domestiche) che a corrente continua DC (per controllare circuiterie, per esempio per l’attivazione di una caldaia o altro).

I carichi massimi supportati sono di 2000 W sull’AC e di 500 W sulla DC, con voltaggi massimi di 230v (tipici dell’AC) e di 30v sulla DC. L’assorbimento basale dell’unità è inferiore ai 1.2 Watt. La sezione dei cavi in ingresso tollerata è di 0.2 fino a 2.5 mm².

Non sono presenti sensori di surriscaldamento né meccanismi di auto-disattivazione in caso di sovravoltaggi/sovracorrenti; assente anche la misurazione di potenza/energia, presente invece nel similare modello Shelly 1PM Mini Gen 3 (dove però è assente il contatto pulito). Il range operativo ambientale dello Shelly 1 Mini va dai -20 °C to 40 °C, con umidità relativa dal 30% al 70%.


Questa generazione 3, come per la 2 (alla quale appartiene lo “Shelly Plus 1”), adotta un firmware di nuova concezione, il quale prevede l’uso del protocollo di gestione RPC (leggi approfondimento). Questo ovviamente comporta un netto bel cambiamento a livello di integrazione con gli HUB personali (cosa che vedremo in seguito); Shelly 1 Mini Gen3 supporta comunque MQTT e connessione al cloud Shelly in modo contemporaneo. Inoltre, è possibile effettuare scripting all’interno del device, supportare fino a 10 connessioni contemporanee (contro le 2 del passato) e altro.

Shelly 1 Plus - Details

Installazione

Prima di installare fisicamente Shelly 1 Mini il nostro consiglio è sempre quello di alimentarlo in una prova a banco, sia per verificarne il corretto funzionamento sia per provvedere alla sua prima configurazione logica tramite l’app mobile Shelly Cloud (per Android e iOS). In fase di installazione (vedi manuale) è necessario rispettare l’assegnazione dei poli fase/neutro (se usati entrambi): un cabling errato può causare il danneggiamento dell’unità; la garanzia in questo caso decade, a meno di non aver acquistato il device con garanzia Warrantly Plus.

Shelly 1 Mini Gen3 - Schema installazione

I due poli (O e I) rappresentano, come detto, un contatto pulito: su di essi si posiziona il carico, quale che sia (sempre nei limiti della corrente massima supportata). Il contatto SW, in abbinamento al polo linea L, può essere utilizzato per attivare il relè tramite un attuatore meccanico esterno – ovvero un classico interruttore o pulsante murale. Il comportamento dell’attuatore in caso di attivazione esterna è regolabile tramite le impostazioni che vedremo più avanti.


L’installazione logica può essere effettuata in vari modi, principalmente tramite l’app, usando Bluetooth oppure l’AP Wi-Fi che il dispositivo stesso esporrà una volta acceso: questo consentirà all’app Shelly Cloud (preventivamente installata) di comunicare all’attuatore le coordinate Wi-Fi dell’utente alla quale collegarsi durante il suo normale esercizio. Inoltre, l’AP WI-Fi può essere utilizzato per collegarsi direttamente al componente e, tramite browser e interfaccia Web, configurarlo allo medesimo scopo. Sia l’AP che il supporto Bluetooth possono essere disattivati post-prima configurazione.

Configurazione e impostazioni

Per effettuare la configurazione di dettaglio il nostro consiglio è quello di non utilizzare l’app, ma piuttosto un qualsiasi browser tramite il quale collegarsi all’interfaccia web offerta dall’attuatore. Il perché è semplice: alcune impostazioni sull’app semplicemente non figurano.

Avremo dunque bisogno dell’indirizzo IP a cui collegarci: lo si potrà trovare facilmente tramite l’interfaccia web del proprio modem/router oppure con un qualsiasi tool di scansione reti (eg. Fing). Se l’IP assegnato sarà (per esempio) il 192.168.1.100, l’interfaccia web alla quale collegarsi sarà disponibile all’indirizzo http://192.168.1.100.

Prima cosa da fare, ovviamente, come sempre, è aggiornare il firmware all’ultima versione (se necessario). Una volta connessi apparirà un’interfaccia estremamente elementare. Tappare sulla voce “Device” > “Firmware“:

Shelly Plus - Firmware upgrade

Come è possibile notare dall’immagine è possibile scegliere se aggiornare all’ultima versione stabile oppure, se presente, a una eventuale beta in sviluppo. Salvo casi e necessità specifiche, noi consigliamo sempre di utilizzare la stable.


Nella pagina principale è possibile agire sul relè (accendere/spegnere) nonché impostare tutte le voci ad esso relative nonché il comportamento da tenersi in caso di attuazione esterna tramite interruttore/pulsante manuale. Sono infatti previste diverse modalità (toggle, momentary, edge, detatched, activation – quest’ultimo in abbinamento a un sensore di movimento Shelly). Inoltre, è possibile decidere quale comportamento il relè debba tenere all’atto di alimentare l’unità (quindi se attivare o disattivare il relè oppure confermare l’ultimo stato esistente).

Presso la sezione “Settings” sarà, tra le varie cose, possibile:

  • impostare la località geografica (manualmente o con auto-riconoscimento);
  • effettuare un riavvio dell’elettronica dell’attuatore;
  • effettuare un ripristino alla configurazione di fabbrica;
  • abilitare la modalità di debug (MQTT, UDP, Websocket);
  • impostare una password di autenticazione. Una volta fatto, quando si effettuerà l’accesso all’interfaccia web verrà chiesta tale password. Non inserendola non sarà possibile nemmeno visualizzare lo stato del device.

Alla voce “Networks” è possibile impostare le configurazioni relative al Wi-Fi (AP incluso), Bluetooth, Cloud ed MQTT. Particolare non da poco è che con i device di seconda e terza generazione ogni impostazione è slegata dalle altre: ora non abbiamo più il vincolo di abilitare Cloud o MQTT, ma possiamo fare come meglio crediamo e volendo possiamo tenere anche tutto abilitato contemporaneamente.

Presso la sezione “Device” possiamo invece impostare:

  • il nome del canale (default “switch_0“);
  • la destinazione d’uso del device, dove scegliere tra alcune tipologie predefinite di utilizzo (es. luce, interruttore, presa, eccetera) oppure impostarne una personalizzata (è un’impostazione puramente descrittiva e non influenza in alcun modo il comportamento);
  • un PIN per disabilitare qualsiasi tipo di modifica. Una volta impostato, per poter operare via GUI sarà necessario prima inserire il PIN impostato;
  • le impostazioni relative al canale. In questa sezione è possibile regolare il comportamento del canale e dell’eventuale interruttore/pulsante meccanico collegato esternamente all’unità.

Presso la sezione “Timers” possiamo impostare due timer per poter accendere/spegnere lo switch dopo un tempo definito di N secondi; presso la sezione “Scheduler“, invece, è possibile pianificare accensioni e spegnimenti su base giornaliera, oraria nonché (novità) in base ad alba e tramonto:

Infine, presso l’ultima sezione “Webhooks” è possibile di definire – guarda un po’ – dei webhook. Questo può tornare utile nel caso in cui si volesse realizzare un’integrazione con IFTTT, o magari per far interagire lo Shelly via HTTP con altri device sulla stessa rete, o altro.

Vetrina - Offerte del giorno

Esperienza d’uso

Se il fratello maggiore, Shelly Plus 1, ci aveva già convinto moltissimo, questo microscopico Shelly 1 Mini Gen3 non fa grossa differenza, anzi. Naturalmente, la prima cosa che stupisce sono le dimensioni: sfidiamo chi legge a trovare attuatori più compatti di questo Shelly, che davvero immaginiamo installato in scatole murali (e non solo) dagli spazi realmente angusti.

Ideale per il controllo di punti luci e piccoli elettrodomestici (malgrado supporti fino a 8 ampere di carico sui 230 – che comunque reputiamo persino eccessivi, viste le ridotte dimensioni del relè e delle piste), si presta senza problemi anche nella gestione di altre funzioni, in quanto il suo relè a contatto pulito consente, per l’appunto, il controllo anche di linee a bassa e bassissima tensione DC.

Shelly 1 Mini Gen3 - Interno
aperto. Al centro, sopra, il fronte; sotto, il retro.

La realizzazione sul piano elettrotecnico è esemplare anche se, data la miniaturizzazione della board, ripetiamo che non ci sentiremmo troppo a nostro agio a far transitare sullo Shelly 1 Mini eccessiva corrente, specie data l’assenza di protezioni automatica da surriscaldamento e sovravoltaggi/sovracorrenti, cosa invece presente sullo Shelly Plus 1.

Quanto alle funzioni logiche, il produttore Allterco è da applaudire per la forte spinta di evoluzione che ha dato, negli ultimi anni, ai propri firmware, portando i propri componenti a un livello di evoluzione, versatilità e apertura davvero esemplari. L’unità, per quanto semplice, è altamente configurabile, con ben due canali Wi-Fi, molteplici configurazioni d’interfacciamento e moltissime, diverse impostazioni.

Integrabilità domotica

In termini di integrabilità domotica, la predisposizione di Shelly 1 Mini Gen3 ad essere sfruttato con e da altri ecosistemi è ampia.

Sovra-standard

Apple HomeKit

Apple HomeKit logoQuanto a Apple HomeKit, l’attuatore non è formalmente supportato. Questo significa che, out of the box, non è possibile sfruttarlo utilizzando la domotica di Apple; questo però non significa in assoluto che non sia possibile farlo in altro modo, come vedremo a seguire nel paragrafo dedicato agli HUB personali, più sotto.

MATTER

Matter logoQuanto a Matter, l’attuatore non è (ancora?) formalmente supportato. Questo significa che, out of the box, non è possibile integrarlo utilizzando ecosistemi che supportino questo sovra-standard; questo però non significa in assoluto che non sia possibile farlo in futuro: in realtà, con un “semplice” aggiornamento lato ecosistema Shelly, il produttore potrebbe in futuro garantire la compatibilità a Matter over-Wi-Fi. In caso, in futuro aggiorneremo il presente paragrafo.

HUB personali

HOME ASSISTANT

Home Assistant Official Logo v3

Home Assistant è dotato di un componente ufficiale a pieno supporto dell’integrazione dei componenti Shelly, ma ne esiste anche uno non ufficiale il quale consente di integrare l’attuatore, sempre in modalità Local Push. Una buona alternativa rimane comunque quella di utilizzare sempre e solo le varie piattaforme di declinazione del componete “MQTT”.

HOMEY PRO

Homey LogoL’HUB personale hardware per eccellenza, Homey Pro, non ha alcun problema nell’integrare qualsiasi attuatore Wi-Fi Shelly: una app ad hoc consente in pochi, semplici passi, di collegare l’HUB all’attuatore e controllarlo nelle sue funzioni. Le capacità predittive di Homey Pro inoltre permettono anche di definire un sensore di stima di potenza ed energia relativa ai consumi elettrici del pannello, permettendo di consuntivarli automaticamente (dato che l’attuatore non possiede, di per sé, di un sensore di potenza/energia).

SONOFF IHOST

Quanto all’HUB di Sonoff, iHost, ad oggi non risulta possibile integrare direttamente gli attuatori Shelly, salvo installarvi sopra Home Assistant (o un altro HUB personale) via Docker.

Altro

Anche openHAB e Domoticz non sono da meno: permettono un’integrazione di buon livello, praticamente al pari di Home Assistant e Homey Pro.

Valutazione

Qualità costruttiva
Funzionalità
Uso: qualità ed esperienza
Compatibilità e integrabilità
Innovazione
Rapporto qualità/prezzo
Media
N.b. La valutazione è oggetto di revisione nel tempo in funzione di novità e aggiornamenti.
Shelly 1 Mini Gen3 - BoAPer farla senplice, si potrebbe affermare che lo Shelly 1 Mini Gen 3 non sia altro che lo Shelly Plus 1 miniaturizzato.

In parte è vero, ma solo in parte. Sostanzialmente, sono sì molto similari, ma c’è da ricordare come lo Shelly Plus 1 presenti caratteristiche di carico massimo sopportato e di sistemi di sicurezza (sensori di surriscaldamento e sovratensione/corrente) di cui la versione Shelly 1 Mini non dispone.

Ciò detto, lo Shelly 1 Mini Gen3 piace moltissimo perché si installa davvero ovunque e permette di rendere facilmente “intelligenti” prese murali, utenze specifiche, punti luce ed altro – otre ad essere ideale per controllare sistemi a bassa e bassissima tensione DC grazie alla presenza del relè a contatto pulito (cosa che, comunque, presenta anche lo Shelly Plus 1).

Se non si è interessati alla presenza del contatto pulito, va considerato anche il modello Shelly 1PM Mini Gen3, il quale è similare a questo ma presenta anche le letture istantanee di potenza assorbita ed energia consumata.

Disponibilità: Amazon
Pros
  • Microscopico
  • Si installa ovunque
  • Contatto pulito
Cons
  • Sconsigliabile per grossi carichi elettrici (anche entro gli 8A)
⭐️ BEST IN CLASS ⭐️
Attualmente, per questa categoria di componenti il migliore da noi sperimentato è: Shelly Plus 1

Altri modelli di interruttori intelligenti a contatto pulito:


Questa pagina è redatta, manutenuta e aggiornata dallo staff di inDomus, un gruppo di persone molto diverse tra loro che trovi, per domande e supporto, sul forum e sulla chat del sito. Alcuni link sono taggati in qualità di affiliati Amazon e riceviamo un compenso dagli acquisti idonei, utile al sostenimento del sito, ma le nostre recensioni sono tutte indipendenti e non sponsorizzate. Se ti sei perso, a tua disposizione c'è la mappa.