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Recensione: QNAP TS-231K

Recensione: QNAP TS-231K

9 minuti di lettura
Produttore: QNAP
Categoria: Dispositivo
Tipologia: NAS (Network Attached Storage)
Tecnologie: varie
Difficoltà d’installazione: Bassa
Semplicità d’uso: Media
Disponibilità: Certified Partners Italia / Amazon
Revisione recensione: 1.0

QNAP TS-231K

ESSENZIALE DALLE SPALLE LARGHE

Quelle che un tempo venivano semplicemente definite NAS (Network Attached Storage, ovvero “hard-disk collegati direttamente alla rete”) si sono evolute, negli ultimi anni, in qualcosa di decisamente più completo e strutturato. Di base concepite per fungere da ripostiglio digitale nel quale conservare contenuti di diversa natura, oggi sono veri e proprio micro computer i quali, oltre a offrire le ovvie funzionalità di gestione storage, diventano dei veri e propri dispositivi multi-ruolo.

In questa occasione abbiamo testato e recensito per voi un modello interessante del noto brand taiwanese Q-NAP, il NAS modello TS-231K, un’unità basata su architettura ARM (con processore Alpine quad-core 32 bit AL214 a 1,7 GHz) in grado di accogliere fino a due dischi SATA, utilizzare un’interfaccia PCIe per la propria espansione (vedremo come) e molto altro.

Caratteristiche fisiche

Q-NAP TS-231K è un’unità di dimensioni ridotte (169x102x219 mm) adatta sia all’uso domestico che professionale. Dotata di due baie per l’accoglimento di dischi SATA rimovibili a caldo (non inclusi, da 3,5”o 2,5”, rotativi o SSD) con una velocità massima di 6Gb/s, basata su processore Alpine AL214 quad-core a 1,7 GHz 32 bit ARM e una disponibilità di memoria RAM DDR3 da 1GB (non espandibile). Completano il quadro le porte di interfacciamento: tre USB 3.2 (Gen1) e due Ethernet Gigabit RJ45 configurabili anche in trunk. A questo NAS è inoltre possibile collegare due unità di espansione RAID (TR-004 o TR-002) o un JBOD USB 3.2 Gen 2 (TL-D800C) e usare l’app Gestione archiviazione e snapshot di QTS per gestire in modo semplice l’espansione della capacità del NAS.

Sul frontale una placca nasconde le due baie per l’inserimento di massimo due dischi di tipologie sopra elencati; sempre sul lato frontale è presente il tasto di accensione, un tasto per la copia istantanea dalla porta USB 3.0 presente sempre sul frontale cinque LED di stato.

Alimentata tramite trasformatore esterno a 12 volt in grado di erogare al massimo 65W (nelle condizioni di teorico massimo impegno della CPU e in presenza di dischi tradizionali rotativi). A riposo, con i dischi in sospensione automatica, l’assorbimento à di circa 8 watt; il consumo medio operativo è stimato intorno ai 15-20 watt.

Installazione

I dischi (come detto, non inclusi: noi abbiamo utilizzato per i test un Seagate IronWolf 2TB) si inseriscono rimuovendo le placche protettive sul frontale per poi inserirli nelle slitte presenti. Un’operazione estremamente semplice.

I dischi possono essere installati a caldo o a freddo sia a coppie (identici o meno) che singolarmente. In caso di due dischi l’unità permette ovviamente diverse modalità d’uso e configurazione. La configurazione termina con il collegamento del cavo di rete ethernet (da collegarsi al router domestico o comunque a un un punto di acceso della rete sulla quale attestate il NAS) e l’ovvia alimentazione. Assente – ma è normale che sia così – l’interfaccia Wi-Fi.

Prima accensione

Dopo aver acceso il NAS e atteso qualche minuto (l’accensione non è proprio fulminea, anzi), grazie al tool di ricerca di rete QNAP QFinder (oppure consultando le assegnazioni degli indirizzi del router/DHCP) sarà possibile collegarsi ad esso tramite interfaccia web

Ottenuto l’accesso grazie alla definizione di una prima password d’accesso, ci si trova al cospetto di una strutturata interfaccia che sostanzialmente consente di:

  • configurare tutti gli aspetti del NAS;
  • gestire le applicazioni in esecuzione nel suo ambiente operativo (multimedia, backup, gestione archivi eccetera);
  • gestire le eventuali macchine virtuali su di esso installate;
  • gestire gli eventuali container Docker e/o LXC su di esso istanziati.
CONFIGURAZIONE DISCHI (POOL)

La prima, fondamentale procedura è quella di configurare il pool di archiviazione, ovvero indicare al Q-NAP TS-231K come utilizzare il disco/i. Innanzitutto, in presenza di più dischi, il NAS domanda se sia necessario attivare “Qtier”, una modalità che consente, in presenza di dischi misti (HDD e SDD), di lasciare al NAS la gestione dinamica del collocamento dei dati (i dati caldi sul più veloce SDD, quelli freddi sull’HDD).

Nella schermata successiva viene richiesto di scegliere il tipo di configurazione da adottare.
Come detto, nel nostro caso abbiamo utilizzato un singolo disco da 2TB, ma in presenza di due dischi viene concessa la scelta tra varie modalità RAID: JBOD, RAID0, RAID1. Ovviamente, configurazioni più complesse (fino a RAID10) non sono disponibili in quanto il supporto hardware, su questo modello NAS, è limitato a due dischi. Successivamente viene chiesto all’utente oltre quale percentuale di allocazione spazio si vuole esser eventualmente allertati; infine, il software ricapitola la configurazione attuata.

CONFIGURAZIONE VOLUMI

Con i dischi configurati è necessario successivamente definire i volumi, ovvero dove i propri dati andranno a essere collocati. Vengono messe a disposizione tre scelte per la creazione dei volumi: statico, thick e thin. A seconda delle proprie esigenze ed in base alla tipologia di storage pool creato sarà possibile effettuare la propria scelta. Maggiori informazioni sul tipo di scelta possono essere trovate qui.

QNAP TS-231K - Dischi

Una volta creato per lo meno un volume, il NAS provvederà a scaricare da Internet, in modo del tutto automatico, alcune app di base tra le quali ad esempio “Malware Remover” e altre.

Funzionalità

QNAP TS-231K è una soluzione piuttosto articolata, quindi abbiamo deciso di analizzare singolarmente le funzioni più importanti.

Archiviazione e snapshot

In questa sezione il NAS offre la possibilità di gestire gli snapshot (backup completi di specifici pool presenti a sistema) avendo la possibilità di crearli sia manualmente che automaticamente tramite pianificazione: tali backup possono essere effettuati localmente (su altri pool) così come remotamente, tramite “Snapshop replica“, su altri NAS QNAP.

QNAP TS-231K - Replica Snapshot

In presenza di uno o più dischi SSD è possibile migliorare le prestazioni di accesso ai file le abilitando la cache su SSD. Interessante poi la funzionalità “HybridMount” che consente di montare localmente dei drive di host remoti o addirittura dei drive remoti basati su servizi cloud come Box, Dropbox, OneDrive, Google Drive, e altri.

A questa si aggiunge anche iSCSI (Internet Small Computer System Interface), standard di rete per storage (Internet Protocol) basato su IP per il collegamento di strutture di archiviazione di dati. Attraverso l’esecuzione dei comandi SCSI sulle reti IP, iSCSI è usato per semplificare l’archiviazione e il recupero di dati indipendenti dalla posizione su LAN (Local Area Network) e WAN (Wide Area Network).

Altra funzionalità che viene messa a disposizione è la “VJBOD” (Virtual-JBOD) che, a differenza di JBOD, permette di “estendere” la capacità di storage inutilizzato di un NAS QNAP utilizzando quello di un altro NAS. Alla VJBOD si affianca il servizio VJBOD Cloud, un servizio a pagamento messo a disposizione da QNAP in versioni Basic, Standard e Professional, il quale consente di sfruttare vari servizi cloud come Google Cloud Storage, Azure, Amazon S3, etc per effettuare i nostri backup, fornendo la possibilità di connettere fino ad un massimo di 9 storage remoti.

Gestione utenza

Com’è normale che sia, il NAS offre una sezione dedicata alla definizione degli utenti, il quali possono ottenere diversi diritti in base alle esigenze: l’accesso a determinati volumi e/o cartelle, il vincolo di spazio allocabile e altre caratteristiche tipiche. Viene messa anche a disposizione la possibilità di collegarsi a un LDAP o Active Directory (funzione molto utile laddove si decidesse di adottare il NAS in una piccola azienda).

myQNAPcloud

Comode poi le funzionalità offerte gratuitamente da QNAP per la gestione remota del proprio NAS. Con myQNAPcloud potremo sfruttare un servizio DDNS (Dynamic-DNS) messo a disposizione dalla stessa QNAP (dominio di terzo livello su “myqnappcloud.com”) per accedere  all’interfaccia del QNAP tramite l’app mobile, alla libreria multimediale o ad un qualsiasi altro servizio che avremo deciso di esporre. Comoda la possibilità di esporre in HTTPS con il rilascio automatico dei certificati.

Rete e switch virtuale

Ben strutturata la sezione di configurazione dedicata al networking: tramite questa interfaccia avremo la possibilità di gestire le impostazioni di rete base degli adapter fisici, ma anche avviare un server DHCP o definire delle rotte statiche. Sarà anche possibile creare degli switch virtuali da poter utilizzare per interconnettere tra loro le varie VM e/o container che andremo eventualmente a creare e di cui parleremo a breve.

Monitor Risorse e Qboost

Apprezzabile poi la presenza di un centro di controllo per il monitoraggio – puntuale – delle risorse.

Q-NAP TS-251D - Risorse

Da segnalare la presenza di default dell’app “QBoost” alla quale si potrà accedere cliccando sul robot in basso a sinistra (nella schermata principale), aprendo così una sorta di popup contenente lo stato complessivo e istantaneo del sistema, consentendoci al volo di liberare RAM o cancellare file non più utilizzati e/o indesiderati.

QNAP - QBoost

APP CENTER

Come lascia intendere, APP Center è uno store online di applicazioni installabili ed eseguibili nell’ambito delle NAS QNAP.  Si tratta di un catalogo di oltre 100 applicazioni, alcune delle quali, come spiegato in precedenza, automaticamente installate all’atto della prima configurazione del NAS. Ovviamente, non essendo questo NAS dotato di porta HDMI (a differenza di altri modelli come per esempio il TS-251D), le app dedicate a tale funzionalità non sono disponibili.

Q-NAP TS-231K - AppCenter

Ovviamente tutte queste applicazioni consentono i più disparati usi del NAS, ovviamente nell’ambito della gestione storage/multimediale nonché dei servizi di altra natura (social, intrattenimento e altro). L’elenco completo è disponibile alla consultazione a questo indirizzo.

N.b. Per i più smanettoni: è bene sapere che il NAS consente anche l’installazione di repository di terze parti, il che consente di installare anche applicazioni non firmate da QNAP (ovviamente a proprio rischio e pericolo).
Pannello di controllo

Dal pannello di controllo è possibile accedere ad altre impostazioni sia di carattere d’interfaccia che funzionale.

A livello di sicurezza abbiamo davvero tutto ciò che ci si aspetti. Per esempio è presente la possibilità di impostare le policy da utilizzare per le password degli utenti e/o configurare un vero e proprio firewall così come siamo abituati a farlo sui nostri router. Per chi non conoscesse già fail2ban, possiamo addirittura scegliere direttamente da interfaccia grafica come gestire i tentativi di accesso falliti bloccando l’ip in caso di necessità.

Presso la voce di menu “Hardware” è possibile scegliere quando attivare il cicalino per gli avvisi audio (start, stop, errori di sistema, soglia spazio disco libero superata, etc), accensione e luminosità dei LED, comportamento della ventola integrata e controllo automatico o manuale in base alla temperatura rilevata.

Questo NAS supporta tra le altre cose la funzionalità di WOL (Wake On LAN). Questo significa che, nel caso in cui fosse spento, potremmo accenderlo da remoto inviando un magic packet specifico. Questo è possibile farlo in diversi modi: direttamente tramite l’applicazione Qfinder Pro come tramite un comando da un server remoto, o addirittura direttamente dalla GUI del nostro modem (per esempio con un AVM FRITZ!Box).

A tal proposito abbiamo testato un’interessante funzionalità. Abbiamo infatti collegato la presa elettrica del NAS ad un Tecnoware della APC e collegato quest’ultimo al NAS via USB. L’UPS è stato immediatamente riconosciuto ed infatti è risultato disponibile sotto la voce di menu “Dispositivi Esterni”. Abbiamo poi interrotto l’erogazione di corrente: il NAS ha subito rilevato il funzionamento a batteria ed ha automaticamente schedulato uno pianificato automatico dopo 5 minuti. Abbiamo ripristinato la corrente dopo un paio di minuti ed il NAS ha rilevato che l’UPS non stesse più funzionando più a batteria ed ha automaticamente disattivato lo spegnimento automatico.

A tal proposito, a prescindere dalla gestione tramite UPS, il NAS sarà in grado di “capire” quando verrà ripristinata l’alimentazione e sarà possibile scegliere cosa fare in quel caso. In questo modo non dovremo preoccuparci di fare in modo di inviare un magic packet per il WOL: perché il NAS si riaccenderà da solo.

MEDIA STREAMING

Il Pacchetto di Estensione multimediale consente di trasmettere i supporti su diversi dispositivi presenti sulla propria rete locale. Comprende inoltre impostazioni avanzate per il server multimediale DLNA che consentono di impostare i controlli client DLNA, il menu lingua e altre opzioni. Questo in pratica consente di inviare flussi multimediali ad eventuali TV dotate di supporto DLNA, Apple AirPlay (via Qmedia) o Google Chromecast.

Ovviamente, non essendo questo modello dotato di porta HDMI, non è possibile collegarlo direttamente a una TV/monitor per utilizzarlo sia come diretto riproduttore multimediale sia come postazione di lavoro vera e propria, come accade su altri modelli (eg. TS-251D).

Virtualizzazione

Importante la sezione relativa alla virtualizzazione. Q-NAP TS-231K può installare l’app “Container Station” per l’esecuzione di container Docker/LXC. Ricordiamo che l’architettura del NAS è ARM, pertanto le immagini Docker istanziabili sono ovviamente tutte quelle disponibili per questa architettura.

Assente invece il supporto per l’app “Virtualization Station” utile alla definizione di vere e proprie macchine virtuali.

I container istanziabili sono di tipo Docker e LXC per architettura ARM. Si tratta ovviamente di un’opzione estremamente gradita: basti pensare alle tante implementazioni da noi stesse sperimentate. Le immagini di tali container possono essere scaricate, tramite interfaccia, da Docker HUB e AI Platform; inoltre, QNAP mette a disposizione un repository dedicato (“QIoTcon“) contenente le immagini di alcune applicazioni dedicate all’IoT. Supportato, inoltre, Docker Compose (evviva).

Ovviamente abbiamo testato Home Assistant come container Docker senza particolari problemi.

Esperienza d’uso

QNAP TS-231K è sostanzialmente un NAS e poco più. Il suo lo fa egregiamente, ma non aspettiamoci miracoli: l’architettura con un solo giga di RAM non espandibile limita molto rispetto per esempio all’adozione di container Docker per la virtualizzazione delle applicazioni, mentre la virtualizzazione di sistema operativo non è proprio disponibile vista l’assenza di “Virtualization Station”.

Le funzioni NAS invece sono tutte presenti, complete e piuttosto articolate: gli ambiti d’uso di questo NAS sono i più tradizionali sia per uso domestico che d’ufficio. Funzionale poi la possibilità di effettuare streaming multimediale via rete verso TV dotate di supporto Chromecast, Apple AirPlay o DLNA.

Come spesso capita coi prodotti QNAP, ottima è la qualità costruttiva del prodotto, che trasmette una certa affidabilità e robustezza. A differenza di altri modelli, abbiamo trovato il TS-231K piuttosto silenzioso, anche sotto sforzo. L’architettura ARM è adeguata agli scopi del componente, ma un pelo limitante per quanto riguarda l’ambito di virtualizzazione sopracitato.

Considerazioni finali​

Valutazione complessiva:
 
Qualità costruttiva
Dotazione
Funzionalità
Virtualizzazione
Uso: qualità ed esperienza
Prezzo
Media
QNAP TS-231K - BoAQNAP TS-231K è una buona soluzione NAS da considerare laddove si necessiti di uno storage di rete per uso domestico che small-medium enterprise. Non la è se l’esigenza è invece quella di una virtualizzazione spinta di applicazioni e macchine virtuali, o se ci si aspetta di utilizzarla come riproduttore multimediale e postazione fissa di lavoro.

Come sempre, nella scelta della tecnologia da adottare l’ambito d’uso non è mai secondario: per gli scopi per i quali è concepito, il 231K è un NAS assolutamente all’altezza del compito, forse solo un pelo troppo caro rispetto ai modelli superiori che, con una spesa superiore ma non eccessiva, consentono un maggior spazio di manovra.

Disponibilità: Certified Partners Italia / Amazon

   
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