Google Nest Learning Thermostat (termostato intelligente) v3

11 minuti di lettura
Produttore: Google Nest
Categoria: AttuatoreSensore
Tipologia: Termostato intelligente
Tecnologia: Wi-Fi
Difficoltà d’installazione: Medio/Alta
Semplicità d’uso: Alta
Disponibilità: Amazon
Revisione recensione: 1.3
NEST Learning Thermostat V3 - Frontale
Nest: IL CALORE SEXY

– Il “Learning thermostat V3” è una soluzione dell’americana Nest (brand assorbito da Google nel 2019)concepito per la regolazione automatica del calore degli ambienti riscaldati tramite riscaldamento autonomo. Si tratta della soluzione di punta di Nest, affiancata dal modello meno pregiato ma più economico “Nest Thermostat E“.

Di base “Nest Learning Thermostat” è un cronotermostato, ma si tratta un paragone irrispettoso: sarebbe come affermare che smartphone e cabina telefonica siano la stessa cosa. Sebbene lo scopo (quello di pianificare il riscaldamento di un ambiente) sia lo stesso, ciò che differenzia un normale termostato/crono-termostato da uno domotico sono infatti le modalità, il risparmio energetico conseguibile nel tempo, l’analisi dei comportamenti degli inquilini (le loro esigenze di riscaldamento, la loro effettiva presenza), il clima esterno e le caratteristiche energetiche dell’abitazione. Qualcosa di molto più evoluto del semplice “accendi il riscaldamento dalle 17 alle 23 mantenendo la temperatura a 20 gradi“.

“Nests Learning Thermostat” si propone sull’agguerrito mercato dei termostati intelligenti proprio in questa chiave. Lo abbiamo testato approfonditamente per voi e queste sono le nostre considerazioni.

Unboxing

Il termostato arriva in una semplice ed ecosostenibile confezione in cartone. Le componenti in essa contenute sono risposte con razionale eleganza, oltre ad essere ben protette da urti ed eventuali danni accidentali. La prima a presentarsi agli occhi è l’unità di controllo vera e propria, il termostato, ovvero un cilindro in acciaio spazzolato e vetro capace di trasmettere da subito un’ottima sensazione di robustezza.

Emergono poi gli altri elementi del kit: una base circolare di montaggio per l’unità principale, un’unità in plastica bianca denominata “Heat Link“, un piccolo alimentatore con relativo cavo USB/micro-USB (2 mt.). Infine, la manualistica dedicata all’utente finale all’installatore.

Aspetto e qualità costruttiva

Come anticipato, ciò che colpisce immediatamente dell’unità principale è la qualità percepibile anche solo sul piano epidermico: si tratta di un componente di forma cilindrica (3,2 cm di profondità e 8,4 di diametro) compatto, dal discreto peso, il quale presenta all’interno della circonferenza uno schermo LCD interattivo (una volta montato a muro o su staffa da tavolo opzionale si aziona toccandolo ed esercitando una minima pressione) e, all’esterno, una ghiera in acciaio che ruota sull’asse rappresentato dallo schermo stesso. Tale rotazione – lo vedremo meglio dopo – rappresenta l’interfaccia con le funzionalità proposte a schermo.
La ghiera è disponibile – oltre che la “classica” in acciaio spazzolato – in diversi materiali e colorazioni: rame, nero e bianco.

Lo schermo è particolarmente robusto, specialmente nella resistenza ai graffi: a quanto affermano le specifiche, il vetro di cui è fatto contiene silicone, carbonio e titanio, il che lo renderebbe appunto particolarmente resistente. Inoltre è idro-oleorepellente, il che non guasta: lo schermo di un’unità tanto bella sul piano estetico/funzionale ma coperto di segni e ditate non sarebbe un bel vedere. Confermiamo tale bassa tendenza nel trattenere le impronte: dopo molto uso l’unità resta abbastanza pulita, e quel minimo di traccia fisiologica rimanente viene spazzata via con un semplice passaggio di panno.

L’alimentatore in dotazione (utile ma non strettamente necessario, come vedremo) appare anch’esso di buona qualità costruttiva, e arriva abbinato ad un cavo USB/micro-USB lungo circa due metri. L’unità “Heat Link” è invece un parallelepipedo a base quadrata (2,8 cm di profondità, 11 di lato) in plastica bianca il quale presenta un unico grosso tasto circolare al centro e nulla più (tale tasto, se premuto, permette di passare con un solo gesto dalla programmazione automatica alle manuale, e viceversa).

Installazione

La prima cosa da fare – sempre che non ci sia un installatore a provvedere per conto dell’utente – è capire quale delle molte modalità offerte dal kit attuare per installare il termostato. Il “Learning Thermostat” di Nest infatti è applicabile in molti contesti diversi: caldaie tradizionali combinate, ad accumulo, OpenTherm ecc.

L’attuatore che, per l’appunto, provvede all’accensione/spegnimento (comandato a sua volta dall’unità termostato e dalla sua intelligenza) dei sistemi di produzione calore è l’unità Heat Link:

NEST Learning Thermostat V3 - Heat Link

la quale, alimentata a tensione di rete alternata 230v, può:

  • comandare una caldaia combinata 230v;
  • comandare una caldaia combinata a bassa tensione con contatto pulito;
  • comandare una caldaia OpenTherm;
  • comandare l’elettrovalvola di controllo per impianti con teleriscaldamento;
  • comandare la produzione di acqua calda civile.

Per capire se il proprio impianto sia compatibile o meno, Nest mette a disposizione un apposito TOOL online.

Il montaggio dell’unità termostato può essere effettuata:

  • in prossimità dell’unità “Heat Link”, la quale può provvedere (tramite uscita a corrente continua 12v) ad alimentarla;
  • lontano dall’unità, alimentata dall’alimentatore USB (in dotazione).

Unità termostato e unità Heat Link comunicano autonomamente via radio, connessione che viene stabilita in fase di prima configurazione.

Il montaggio delle due unità in punti diversi della casa può essere motivato da varie ragioni legate alla realtà dell’ambiente e dell’impianto: dato che l’unità principale, quella termostato, è anche quella dedicata alla misurazione della temperatura dell’ambiente, è possibile scegliere di collocarla in un punto ottimale della casa, il quale spesso può essere molto diverso da quello dove si trovino i capi dei cavi di attivazione della caldaia.

L’unità a termostato può essere montata a parete (supporto fornito in dotazione) oppure a tavolo, grazie a una staffa (opzionale, acquistabile separatamente con una spesa di circa 20 euro) il che permette di posizionarla dove meglio si crede senza bisogno di fissarlo a muro.

NEST Learning Thermostat - staffa
Nest, staffa da tavolo.

Configurazione

A differenza di altri termostati intelligenti, di fatto il “Nest Learning Thermostat” può essere acceso e configurato in toto semplicemente utilizzando l’interfaccia del termostato stesso e non necessariamente tramite la propria app (“Nest”, disponibile per Android e iOS).

L’uso dell’app è comunque suggerito (per non dire caldeggiato): permette non solo di configurare l’unità (o le unità, come vedremo dopo) ma anche di perfezionare l’esperienza d’uso, come per esempio fornire all’intelligenza dotata di auto-apprendimento un elemento in più per la valutazione della presenza degli inquilini nell’ambiente (tramite la posizione geolocalizzata gps del/i telefono/i sui quale sia installata) e molto altro.

L’uso dell’app prevede la registrazione al cloud Nest al quale – sempre tramite l’app – viene associato il termostato; successivamente tale cloud fornisce accesso (tramite le medesime credenziali) al portale “Home Nest” il quale consente di amministrare il termostato (e tutte le restanti, eventuali componenti Nest in proprio possesso) anche tramite comune browser.

Terminata la configurazione iniziale è possibile perseguire due strade:

  • pianificazione manuale;
  • autoapprendimento,

ovviamente le due strade hanno caratteristiche diverse, che approfondiamo nel paragrafo a seguire.

Interessante la funzione “Lock”, la quale permette di “bloccare” il termostato fisico non permettendo variazioni di configurazioni e di temperatura target e lasciando queste funzioni nelle sole mani dell’amministratore che agisce il sistema tramite app Nest. Si tratta di una funzionalità particolarmente gradita per esempio a genitori che non vogliano – per esempio – permettere variazioni alle regolazioni ai bambini. In questa modalità, il termostato lavora regolarmente e può essere consultato ma non variato nelle impostazioni.

Funzionalità

“Nest Learning Thermostat”, lo diciamo subito, è intelligente quanto la sua fama e il suo nome suggeriscono, ma tale intelligenza non emerge da subito, anzi. L’effetto, sopratutto i primissimi giorni d’uso, è leggermente straniante. Vediamo perché.

Impostando il termostato in modalità manuale, il comportamento è semplice da intuire: il Nest si comporta da classico crono-termostato, bello quanto si vuole, ma pur sempre un semplice crono-termostato. L’unica differenza da uno tradizionale sta nella capacità del Nest di interpretare (tramite l’app Nest installata sugli smartphone degli inquilini e tramite la rilevazione di movimento da parte dell’unità termostato) la presenza/non presenza degli inquilini, attivando eventualmente la modalità “ECO” (una temperatura target più bassa, limite, impostata dall’utente – nei nostri test l’abbiamo per esempio impostata a 14) in luogo della programmazione prevista.

Impostandolo invece in modalità auto-apprendimento, tutto cambia.

La modalità auto-apprendimento (che poi dà il nome al dispositivo – segno che tale funzione rappresenta per Nest la punta di diamante del prodotto) è una modalità che prevede l’intervento dell’intelligenza artificiale presente sul dispositivo (e sul cloud Nest) al fine di far comprendere allo stesso le “abitudini” degli inquilini, a grandi linee dal punto di vista di:

  • orari di accensione e temperature desiderate;
  • orari di presenza/assenza;
  • efficienza termica dell’ambiente e dell’impianto (velocità di riscaldamento/raffreddamento, anche rispetto al clima esterno).

Sebbene nei primissimi giorni il comportamento del termostato può, come detto, sembrare bizzarro, man mano la percezione della sua effettiva intelligenza aumenta, al punto di dimenticarsi, col tempo, della sua presenza, lasciandogli piena e totale autonomia nelle accensioni.

Dopo qualche giorno, infatti, comincia ad apparire sullo schermo la nota “fogliolina verde”, la quale indica all’utente che il riscaldamento è impostato in modo efficiente, in un tradeoff ideale tra benessere e consumi.

NEST leaf

Nest garantisce, tramite l’uso della sua tecnologia learning, un saving energetico importante, il quale dovrebbe spesare l’acquisto e l’installazione del prodotto in una o due stagioni fredde.


Un’altra funzione interessante che abbiamo avuto modo di testare è la “True Radiant“, ovvero la capacità del “Nest Learning Thermostat” di apprendere il grado di efficienza energetica dell’impianto rispetto alle condizioni meteo esterne e alla richiesta di innalzamento della temperatura.

In parole povere, il termostato è in grado di comprendere quali siano i tempi necessari di riscaldamento da una temperatura effettiva ad una target, pertanto riesce ad accendere in modo efficace l’impianto in modo da farci trovare casa calda al punto giusto quando ci risvegliamo, piuttosto che al ritorno da un’uscita. L’app Nest e l’interfaccia dell’unità termostato permettono inoltre di interrogare il termostato per consultare lo storico delle accensioni e il grado efficienza attuata.

Al fine di perfezionare il grado di apprendimento (e quindi di gestione ottimale) del “Learning Thermostat”, ambienti particolarmente grandi possono introdurre uno o più sensori di temperatura aggiuntivi, bluetooth, da collocare nelle varie stanze.

Nest Temperature Sensor
Nest Temperature Sensor.

Infine, abbiamo cercato – senza purtroppo trovarla – la funzionalità “Open Window”, la quale in altri prodotti di mercato permette di sospendere la produzione del calore per un certo numero di minuti qualora venga rilevata l’apertura delle finestre (dedotta dal brusco calo della temperatura interna). Trattandosi di una funzione software, ci auguriamo che col tempo anche Nest decida di introdurla sul suo prodotto di punta.

Esperienza d’uso

Abbiamo trovato  l’uso di questo dispositivo intelligente piuttosto gradevole, specialmente osservando il comportamento di persone non avezze alla tecnologia: senza saper né leggere né scrivere, l’utente medio – laddove l’intelligenza del termostato in sé non abbia già provveduto a riscaldare abbastanza – in caso voglia innalzare la temperatura deve semplicemente ruotare una ghiera di metallo in senso orario e voilà, la nuova temperatura target è impostata.

Dal punto di vista degli utenti più evoluti, l’uso del display LED e dell’interfaccia fornita dalla ghiera e dal touch rende l’esperienza piacevolissima, sopratutto perché – al di là della tattile percezione hi-tech di ciò che si sta facendo – tale interfaccia evita l’uso dell’app, la quale può essere annoiante.

È semmai l’app, infatti, a deluderci un po’: scarna e non immediatamente intuitiva (neppure per noi), l’app Nest è palesemente un gradino sotto il livello medio di tutti gli altri aspetti legati al prodotto. Abbiamo notato, da parte dell’app, un leggero ritardo nel percepire l’effettiva presenza/assenza degli inquilini, cosa che ha causato un ovvio consumo superfluo di produzione calore; è altresì vero che tale sintomo si è verificato solo durante i primi giorni, ovvero nel pieno della fase di “learning“: superata quella, non abbiamo più rilevato tale problema. Trattandosi di un’app, auspichiamo che Nest faccia uno sforzo nel renderla più funzionale e migliorata dal punto di vista dell’usabilità.

Proprio in relazione a questo apparente problema abbiamo anonimamente interpellato l’assistenza Nest, la quale (abbiamo scelto il canale chat live) si è dimostrata competente e rapida nel diagnosticare con precisione il problema, invitandoci ad attendere qualche giorno al fine di permettere al “Nest Learning Thermostat” di capire i nostri comportamenti. Scettici sulla riposta, abbiamo dovuto ricrederci abbastanza alla svelta.

Ci piace molto inoltre la capacità del termostato di capire quando accendere il proprio display: passandogli di fronte (entro due-tre metri) il display infatti si accende da solo (con intensità luminosa rapportata alla luminosità dell’ambiente), visualizzando contenuti in base alla configurazione scelta . Può semplicemente indicare la temperatura corrente, piuttosto che quella target o, cosa apprezzabile, le condizioni e previsioni meteo, oppure infine l’orario in formato digitale o analogico.

Compatibilità

In termini di compatibilità il “Nest Learning Thermostat” di interfaccia senza problemi con Google Home (Assistant) e Amazon Echo (Alexa), il che permette di interrogare e impostare il termostato tramite comandi vocali.

La compatibilità con Apple HomeKit è stata annunciata a fine 2018: al momento del nostro test non era ancora disponibile. “Nest Learning Thermostat” è infine pienamente supportato presso il servizio IFTTT.

Integrabilità domotica

N.b. ATTENZIONE: l’intero contenuto di questo paragrafo non è più valido a partire dal 31 agosto 2019. Come annunciato precedentemente, Google ha acquisito Nest cambiando così lo scenario: a partire dall’estate 2019, infatti, il programma “Works with Nest” cessa di esistere e, con esso, la possibilità di sviluppare componenti software che consentano l’integrazione dei componenti di questo brand tramite le API del cloud del produttore. Pertanto l’integrazione – prima ampia – cessa di esistere a sua volta. I prodotti Nest pertanto potranno essere controllati – salvo ripensamenti di Google, solo tramite l’applicazione Google Home.

Per quel che concerne il grado di integrabilità domotica, il Nest è tra i (molti, ormai) prodotti integrabili con facilità ai maggiori HUB personali.

HOME ASSISTANT

Il nostro HUB personale preferito con questo dispositivo fa discrete faville. L’integrazione è possibile (a differenza del fratellino minore, il “Nest Thermostat E“) utilizzando una piattaforma ad hoc figlia, naturalmente, del componente “Climate”.

Tale integrazione si realizza facilmente: è sufficiente iscriversi gratuitamente alla piattaforma Nest dedicata agli sviluppatori e presso tale ambiente definire un endpoint per collegare Home Assistant col cloud Nest (a questo dedicheremo una guida ad hoc prossimamente).

Ciò fatto, l’integrazione erogherà ben tredici entità di diverso tipo di cui la capofila è, per l’appunto, un’entità “Climate”.
L’elenco delle entità è il seguente:

Home Assistant - integrazione NEST Learning Thermostat

Come si nota facilmente, l’integrazione non solo offre il controllo del termostato ma anche vari stati, tra i quali temperatura e umidità (utili come sensori presso la domotica) nonché lo stato operativo del termostato, modalità operativa ed altro. La precisione della temperatura è di mezzo grado – come d’altronde sull’app Nest e sul termostato stesso.

Unica pecca di questa integrazione, l’assenza di un’entità “Device Tracker” che, a partire dai dati di geolocalizzazione dell’app Nest, fornisca alla domotica lo stato di presenza/assenza degli inquilini.

Infine, la possibilità di esporre le entità di Home Assistant verso HomeKit rende implicitamente il Nest un termostato compatibile con lo standard domotico Apple.

La guida all’integrazione di questo termostato su Home Assistant è disponibile qui.

HOMEBRIDGE

Anche l’HUB personale capace di rendere compatibili con Apple HomeKit dispositivi che nativamente non lo sarebbero permette l’integrazione con “Nest Learning Thermostat”: l’approccio è il medesimo di Home Assistant, il quale utilizza l’ambiente di sviluppo Nest per creare un endpoint di connessione. Un plugin ad hoc completa l’opera; a differenza di Home Assistant, è però integrabile solo l’unità termostato e non le funzioni accessorie (termometro, igrometro ecc.).
A questa integrazione abbiamo dedicato una guida ad hoc.


Anche openHAB e Domoticz non sono da meno, e permettono un’integrazione di buon livello, sempre tramite le tecniche di cui sopra.

Valutazione

Qualità costruttiva
Funzionalità
Uso: qualità ed esperienza
Compatibilità
Integrabilità
Prezzo
Media
Google NEST Learning Thermostat v3 - BoANest Learning Thermostat” è, in primis, SEXY. Ci perdonerete, ma il feticismo dell’oggetto primeggia su tutto, davanti a un prodotto così ben costruito. Ma di certo non è tutto qui.

È infatti il quadro complessivo ad essere sostanzialmente vincente. Vittoria non certo a buon prezzo: è questo forse il tallone d’Achille del Nest. 250 euro per un termostato, si dirà, sono troppi, e questa potrebbe anche essere un’affermazione sensata. Come nel caso di altri prodotti del medesimo segmento, ciò che però spesso non si tiene in considerazione è il risparmio indotto dall’uso di queste tecnologie, il che rende l’acquisto un vero e proprio investimento più che una spesa, investimento che si ripaga velocemente in termini di saving energetici, quindi di mancati consumi, quindi di risparmio in bolletta.

Unica enorme pecca (intervenuta nell’estate 2019, vedi paragrafo”Integrabilità domotica”) è l’impossibilità di integrare il componente con i propri HUB personali, costringendo l’utente all’uso dell’app Google Home.

Se volete risparmiare sul conto dell’energia termica e cercate un termostato intelligente – bello e intelligente – allora il Nest è sicuramente da considerare perché, obiettivamente, best in class per questa categoria di prodotti. Se invece l’integrabilità è per voi un must, purtroppo per valido che possa essere, il Nest non è la scelta ideale.


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