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Recensione: Fybra Home [Indoor Air Quality]: aria sotto controllo, sempre

Recensione: Fybra Home [Indoor Air Quality]: aria sotto controllo, sempre

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Produttore: Fibra
Categoria: Sensore
Tipologia: Sensore intelligente di qualità dell’aria + sensori di temperatura, umidità relativa e CO2
Tecnologia: TCP/IP/Wi-Fi
Difficoltà d’installazione: Bassa
Semplicità d’uso: Alta
Disponibilità: Amazon
Revisione recensione: 1.0
Fybra Home - Lifestyle
Intelligente (e non per modo di dire)

Oggetto di oggi il test&review di un componente domotico pluripremiato e totalmente (una volta tanto) made in Italy: Fybra Home.

In poche parole – ma, come si scoprirà, ne serviranno svariate per spiegarlo in dettaglio – si tratta di un sensore ambientale (piuttosto) intelligente in grado di fornire all’utente – più che le semplici letture puntuali su varie metriche – un vero e proprio responso complessivo istantaneo e predittivo rispetto alle condizioni ambientali in cui è calato.

Un foro col sensore intorno“, per richiamare un ormai antico claim pubblicitario: vediamo in dettaglio come e cosa fa Fybra Home.

Caratteristiche

Fybra Home (da pronunciarsi comunque “fibra home”) è un piccolo sensore in plastica bianca, rigida, di circa una dozzina di centimetri di lato per due di profondità installabile sia poggiato a una superficie orizzontale sia fissato al muro.

Le prime cose che saltano all’occhio sono la cura e lo stide dedicati al design.
Fybra Home è, in primis, un oggetto bellissimo – non a caso ha vinto l’iF Design Award 2022. Lo è da spento, figuriamoci da acceso: il foro centrale di fatto è un LED RGB utilizzato dal sensore per comunicare, visivamente, gli stati rilevati real-time. Acceso, al buio (ma anche in piena luce, a dire la verità) fa davvero la sua impressione, tanto da conquistare l’occhio di chiunque sia entrato nel nostro laboratorio durante i nostri test con conseguente domanda “…e quello cos’è?“.

Sostanzialmente, Fybra Home è un sensore ambientale Wi-Fi che si distingue nel fatto di possedere, oltre a rilevatori di umidità relativa e temperatura (due indici sempre utili da rilevare) e di CO2 (un NDIR fino a 5000ppm), un sensore specifico in grado di rilevare nell’aria che lo attraversa diversi pattern molecolari: in pratica possiede un “naso” in grado di interpretare cosa sia presente nell’aria in base a questi pattern interpretati poi dall’intelligenza presente sul Cloud al quale si attesta per funzionare (vi vediamo che storcete il naso: ragazzi, il Cloud non è il male assoluto – tutto dipende da caso a caso).

A partire poi da questi pattern e da queste interpretazioni basate sull’intelligenza artificiale, accoppiati ai dati “tradizionali” di temperatura, umidità e CO2, Fybra è in grado di capire, tramite una tecnologia brevettata dall’azienda costruttrice, se complessivamente la qualità dell’aria sia sana, insalubre, persino dannosa per chi staziona nell’ambiente. 

Questo, accoppiato all’app che vedremo in seguito, fornisce all’utente:

  • tre dati specifici:
    • umidità relativa;
    • temperatura;
    • CO2;
  • il dato relato ai VOC (composti organici volatili);
  • il dato overall di qualità dell’aria.

Mentre quest’ultimo dato è interpretabile “a colpo d’occhio” semplicemente guardando il sensore (che, come spiegato, tramite il LED RGB fornisce l’indicazione in base a una scala cromatica predefinita), gli altri dati sono consultabili presso l’app Fybra (per iOS e Android

Fybra è quindi dotato di un algoritmo dinamico che impara dai dati dell’ambiente in cui è installato. Questo permette di definire esattamente quando aprire o chiudere le finestre (e “dare aria”) adattandosi all’ambiente e all’utilizzatore. In tal modo si eviteranno i problemi dei sensori a soglie statiche: numero elevato di aperture richieste, temperature fredde dovute alla eccessiva apertura, mancanza di equilibrio tra temperatura e qualità dell’aria. Il brevetto di Fybra è stato pensato per risolvere questo problema.

Inoltre, all’atto dell’installazione – ma in questo caso è necessario chiamare un elettricista – è possibile configurarlo anche in modo da controllare direttamente motori elettrici e aperture finestre (per provvedere automaticamente al ricircolo d’aria). Non a caso, Fybra è espressamente concepito anche per scuole e aziende. Comunque, come vedremo in seguito l’integrazione con la propria domotica personale abiliterebbe a controllare altri impianti senza la necessità dell’intervento dell’elettricista ma utilizzando tecniche proprie di chi tipicamente ci segue.

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Installazione

Come spiegato in apertura, Fybra Home può sia essere posizionato a mo’ di soprammobile oppure essere installato a muro: l’alimentazione è fornita via USB dall’alimentatore a bassissimo consumo presente nella confezione.

La configurazone è piuttosto elementare. Sostanzialmente basta aprire l’app Fybra, registrarsi e poi seguire le istruzioni passo passo, che sostanzialmente consentono al device di acquisire le coordinate per collegarsi alla propria rete Wi-Fi e poco altro (come il nome, la collocazione nell’ambiente e poco altro).

Esperienza d’uso

Abbiamo testato il sensore in un ambito d’ufficio e uno domestico per quasi un mese, così da capire quanto e come il sensore potesse rivelarsi efficace. Mentre in ambiente d’ufficio il parametro che tendenzialmente cresce linearmente nel tempo è quello relativo alla concentrazione della CO2, con segnalazioni da parte del sensore cicliche, è stato l’ambiente domestico a colpirci in modo particolare.

Sì, perché nello stesso ambiente avevamo e abbiamo un comune sensore di sola CO2, il quale ha sempre contribuito – in modo bovino – a indicarci “la qualtià dell’aria”, ma il discorso (e questo lo abbiamo capito in modo empirico seguendo le letture di Fybra) è ben più complesso di così. I composti volatili organici sono la chiave della questione, e tali inquinanti si presentano, concentrandosi negli ambienti, nei più disparati casi.

Fybra ci ha per esempio stupiti (facendoci capire che è più di un semplice sensore ambientale) durante le pulizie domestiche con l’ausilio di un aspirapolvere: malgrado la CO2 nell’ambiente fosse davvero bassa, intorno alle 400ppm, a un certo punto Fybra si è acceso di rosso (passando direttamente da azzurro – stato ok – a rosso – stato di totale insalubrità). Non capivamo il senso della cosa, per poi capire, consultando l’app, come fossero state le VOC (i composti volatili di cui sopra) ad essersi innalzati drammaticamente.

Perché, per come, la risposta è arrivata ragionando: la colpa è stata dell’aspirapolvere stesso che, dato il sacco polveri piuttosto saturo e i filtri HEPA non propriamente pulitissimi (…) ha sollevato, aspirando sì la polvere ma anche sputando in uscita dal motore una nube di inquinanti non secondaria. Fybra se n’è accorto in pochi secondi. Aperte le finestre per qualche minuto, è tornato prima viola, poi azzurro: nuovamente aria pulita.

La stessa cosa è capitata cucinando, nonostante la cucina fosse piuttosto lontana dal sensore quest’ultimo ha rilevato in tempi davvero brevissimi un progressivo peggioramento delle condizioni. Quel che ci ha stupiti, complessivamente, è proprio la rapidità di interpretazione delle condizioni da parte di Fybra: sembra quasi appunto interpretare in chiave probabilistica e predittiva quanto succede accanto a lui, così da intervenire tramite le sue immediate ed efficaci segnalazioni visive.

Integrabilità domotica

Sul fronte integrazione Fybra Home è ancora debole ma, come l’azienda ci ha spiegato (l’abbiamo interprellata appositamente), sono in rilascio delle API pubbliche (documentate e a disposione di tutti) tali da consentire un’integrazione Cloud Push piena e completa con qualsiasi ecosistema.

HOME ASSISTANT

Ad oggi l’integrazione (nativa o custom component) per l’HUB personale più adottato nel mondo non è disponibile ma, sempre per dichiarazione della casa madre, la sarà entro l’anno. La nostra speranza è che sostanzialmente tale integrazione, sempre Cloud Push (per quanto sarebbe apprezzabile poterlo integrare localmente), possa fornire:

  • un sensore overall che riporti lo stato della qualità dell’aria;
  • quattro sensori relativi alle quattro metriche specifiche rilevate.

Non ci resta che aspettare.
Naturalmente, non appena l’integrazione sarà disponibile la testeremo per voi e vi riporteremo la cosa.

ALTRI

Anche per altri ecosistemi non è disponibile l’integrazione ma, come spiegato sopra, non appena le API saranno rilasciate sarà solo questione di tempo veder realizzate le componenti utili alle integrazioni con l’ampissimo mondo del DYI.

Valutazione

Qualità costruttiva
Funzionalità
Uso: qualità ed esperienza
Compatibilità e integrabilità
Innovazione
Rapporto qualità/prezzo
Media
Fybra Home - BoASe state cercando un comune sensore ambientale che riporti temperatura e umidità, Fybra Home non fa per voi. Questo sensore è infatti espressamente concepito per chi abbia realmente a cuore la qualità dell’aria che respirano lui e i propri cari,  oppure per chi voglia garantire un ambiente di lavoro salubre – o entrambe le cose. Ideale in presenza di più individui, particolarmente suggerito in caso di ambiente piccoli o poco areati, specialmente in presenza di bambini piccoli o molto piccoli, Fybra è una soluzione sicuramente efficace per garantire una salubrità complessiva, comunicando con l’utente in modo diretto ed estremamente immediato. L’app smetterete di usarla quasi subito, perché se usando un sensore del genere basterà guardarlo per capire quale sia la situazione.

Il prezzo è da considerarsi elevato per chi appunto cerca un comune sensore ambientale; per chi cerca una soluzione specifica che su inDomus valutiamo meritevole dell’AWARD, lo riteniamo ben equilibrato.

Disponibilità: Amazon

Pros
  • Immediato
  • Quattro sensori in uno
  • Risolutivo quando meno te lo aspetti
  • Bellissimo
Cons
  • Costicchia

inDomus AWARD

Altri sensori ambientali:

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